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19.4008 · Interpellanza · 2019-09-11

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato, analogamente a quanto chiesto nell'interrogazione 14.1019, a pubblicare un elenco aggiornato, per settore e anno, di tutti i pagamenti effettuati dalla Svizzera all'Unione europea o ai singoli Stati membri negli ultimi dieci anni. L'elenco deve includere non soltanto i pagamenti diretti ma anche i contributi versati a istituzioni dell'UE, a programmi dell'UE (p. es. Erasmus, accordo MEDIA, sussidi alla ricerca ecc.), alle infrastrutture (p. es. progetti ferroviari negli Stati membri), alle associazioni e alle fondazioni estere, così come i contributi al fondo di coesione e quelli derivanti da accordi fiscali o dall'imposizione di lavoratori frontalieri e i contributi da parte di unità divenute autonome come lo Swiss Investment Fund for Emerging Markets (SIFEM). L'elenco deve indicare anche i costi legati all'attuazione di accordi con l'UE (p. es. Schengen) o ai negoziati diplomatici e politici e ai viaggi negli Stati membri dell'UE.

Stellungnahme des Bundesrates

La presente risposta è suddivisa in quattro tabelle.

1. Pagamenti della Svizzera in conformità agli accordi bilaterali: si tratta delle somme effettivamente versate all'UE o ai suoi Stati membri dal 2014.

2. Contributi autonomi della Svizzera agli Stati membri dell'UE dal 2014: si tratta di contributi alle infrastrutture dei Paesi confinanti e del contributo all'allargamento.

3. Spese relative all'attuazione degli accordi dal 2014.

4. Contributi versati nel quadro degli accordi fiscali dal 2014.

Laddove disponibili, le cifre relative al 2019 sono state integrate nella presente risposta. Oltre ai contributi ai programmi quadro dell'Unione europea, la Svizzera non concede nessun altro contributo ad associazioni o fondazioni dell'UE.

1. Pagamenti in conformità agli accordi bilaterali

Accordi bilaterali I (1999)AccordoImporti OsservazioniPartecipazione della Svizzera all'ottavo programma quadro di ricerca europeo (PQR) per il periodo 2014-20202014-2018: 1422,32 milioni franchi (Ritorno finanziario 2014-2018: 1378,19 milioni franchi)Tra il 2014 e il 2016 solo associazione parziale: a seguito dell'associazione parziale, oltre a versare i contributi obbligatori all'UE la Confederazione ha anche finanziato la partecipazione della Svizzera a progetti di partenariato relativi a bandi del periodo 2014-2016 non promossi dall'UE.Ostacoli tecnici al commercio (Mutual Recognition Agreement, MRA)2015-2018: 0,43 milioni franchiContributi all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) conformemente al capitolo 18 (Biocidi) dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (MRA)Trasporto aereo 2014-2019: 9,02 milioni franchiContributi all'agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)Trasporti terrestri2014-2018: 0,33 milioni franchi Contributo all'osservatorio comune di rilevamento del traffico Svizzera-UE ("osservatorio del traffico")Accordi bilaterali II (2004)Schengen-Dublino 2014-2019: 224,28 milioni franchi(Ritorno finanziario 2014-2019: 23,16 milioni franchi)Contributo generale Schengen-Dublino e contributi per EES, ETIAS, euLISA, Eurodac, Frontex, ISF, comitologia, SIS e VISAmbiente 2014-2019:8,90 milioni franchi Contributi all'Agenzia europea dell'ambienteStatistica 2014-2019:29 milioni franchiContributo a EurostatPartecipazione della Svizzera ai programmi europei per la navigazione satellitare Galileo/EGNOS2014-2019: 252,10 milioni franchiContributi annui versati ai programmi GBSS Galileo ed EGNOS Partecipazione della Svizzera all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO)2016-2019: 11,87 milioni franchiContributi all'EASO

Dal 2014 la Svizzera non partecipa più ai programmi europei Europa Creativa ed Erasmus. Al fine di ridurre al minimo le ripercussioni della mancata partecipazione si è deciso di adottare misure compensative a livello nazionale. Per questo nei settori in questione non sono stati versati contributi all'UE.

2. Contributi autonomi della Svizzera agli Stati membri dell'UE

SettoreImportiOsservazioniContributo della Svizzera per ridurre le disparità economiche e sociali nell'UE allargata per i dieci Stati che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004 nonché per la Bulgaria, la Romania e la Croazia 2014-2019: 771,50 milioni franchi(Ritorno finanziario: entro la fine del 2018, dal contributo all'allargamento sono stati assegnati incarichi e mandati per circa 117,3 milioni franchi a società, consulenti, organizzazioni e associazioni svizzeri).I pagamenti sono destinati alle istituzioni e alle organizzazioni dei 13 Stati che hanno aderito all'UE dal 2004. Non vengono effettuati pagamenti all'UE. Il contributo complessivo all'allargamento ammonta a 1,302 miliardi di franchi.Contributo all'infrastruttura dei trasporti in Francia e Germania nell'ambito del progetto per il raccordo della Svizzera orientale e occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta velocità2014-2018: 38,86 milioni franchi Da una trentina d'anni la Svizzera partecipa su base volontaria al cofinanziamento delle infrastrutture per i trasporti all'estero. Investimenti in infrastrutture e impianti di carico in Italia e Germania2014-2019: 17,83 milioni franchiAdeguamento della sagoma di spazio libero sulla tratta di Luino in Italia2014-2019: 93,70 milioni franchiRete ferroviaria regionale transfrontaliera Léman Express - allineamento del binario ad Annemasse per il materiale rotabile svizzero 2016-2019: 13,79 milioni franchi

3. Spese relative all'attuazione degli accordi Svizzera-UE

L'attuazione degli accordi comporta quattro tipi di costi: spese per il personale, spese procedurali, spese per l'equipaggiamento e spese per i servizi. I primi due tipi di spese non figurano separatamente nella contabilità degli uffici e non dipendono soltanto dall'esistenza degli accordi. Per tale motivo nella seguente tabella sono presentate le spese per l'equipaggiamento e per i servizi che risultano dagli accordi bilaterali e che non sono già coperte dai contributi all'UE menzionati in precedenza. Le spese riguardano esclusivamente gli accordi indicati qui di seguito.

Accordo ImportiOsservazioni Schengen-Dublino2014-2019:61,99 milioni franchiSpese per l'equipaggiamento e per i serviziAmbiente 2014-2019:2,8 milioni franchiSpese per l'equipaggiamento e per i servizi

La Direzione degli affari europei (DAE) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e la Missione della Svizzera presso l'UE sono le uniche unità organizzative dell'amministrazione federale che si occupano esclusivamente delle relazioni con l'UE. Il budget globale della DAE per il 2018 ammontava a 7 milioni di franchi, mentre quello della Missione era pari a 7,4 milioni di franchi.

4. Ambito della fiscalità

I contributi versati nell'ambito della fiscalità (in particolare l'Accordo sulla fiscalità del risparmio, l'Accordo sulle pensioni e il trattamento fiscale dei frontalieri) non possono essere considerati come spese o pagamenti a carico della Svizzera. Si basano infatti su disposizioni che regolano l'assegnazione di un diritto di imposizione, le modalità di riscossione o la riscossione delle imposte per conto degli Stati membri dell'UE. In tale contesto, a seconda dell'accordo può succedere che la Svizzera rimborsi agli Stati aventi diritto la sostanza fiscale di persone che sono assoggettate all'estero e che hanno un legame con la Svizzera (p. es. un'attività lavorativa o un conto bancario in Svizzera).

AccordoImportiOsservazioniFiscalità del risparmio2014-9.2019: 812,68 milioni franchiL'Accordo sulla fiscalità del risparmio Svizzera-UE prevede in particolare una ritenuta d'imposta concepita come imposta di garanzia; il ricavato viene trasmesso agli Stati membri dell'UE. Questo tipo di ritenuta d'imposta riguarda soltanto i versamenti degli interessi a favore di persone fisiche con domicilio fiscale nell'UE. Il 75 per cento delle entrate provenienti dalla ritenuta d'imposta viene versato allo Stato di residenza interessato, mentre il 25 per cento rimane in Svizzera come rimunerazione per la disponibilità alla cooperazione e funge da importo forfettario per coprire le spese di riscossione sostenute. L'Accordo sulla fiscalità del risparmio è stato sostituito dallo scambio automatico di informazioni (SAI), entrato in vigore il 1° gennaio 2017. L'ultimo pagamento agli Stati membri per un intero anno è stato effettuato nel 2017. L'AFC trasmette eventuali imposte riscosse successivamente agli Stati membri nel quadro delle disposizioni in materia di prescrizione.Convenzioni concernenti un'imposta alla fonte con il Regno Unito e l'AustriaPer la regolarizzazione del passato dal luglio del 2013 al marzo del 2015: circa 1,6 miliardi franchiVersamento dell'imposta alla fonte dal 2014 al settembre del 2019: circa 310 milioni franchiLe convenzioni sull'imposta alla fonte con l'Austria e il Regno Unito consentono alle persone assoggettate residenti nei Paesi partner che detengono conti bancari o depositi in Svizzera di regolarizzare i conti non dichiarati e di pagare le imposte sui redditi da capitale senza che sia lesa la loro sfera privata. Come per l'Accordo sulla fiscalità del risparmio, si tratta di una trasmissione delle imposte agli Stati partner. L'Accordo sulla fiscalità del risparmio è stato sostituito dallo scambio automatico di informazioni (SAI), entrato in vigore il 1° gennaio 2017. L'ultimo pagamento agli Stati partner per un intero anno è stato effettuato nel 2017. L'AFC trasmette eventuali imposte riscosse successivamente agli Stati membri nel quadro delle disposizioni in materia di prescrizione.

Imposta alla fonte per i frontalieri

Attraverso la sua politica in materia di doppia imposizione la Svizzera persegue l'obiettivo di evitare in maniera efficace la doppia imposizione e di promuovere così lo scambio economico. La politica svizzera in materia di accordi si basa sul principio dell'efficienza: il gettito fiscale risultante da un'attribuzione del diritto di imposizione deve essere proporzionale alle spese relative alla riscossione a carico delle amministrazioni fiscali e delle aziende. In particolare, le disposizioni per i frontalieri consentono di ripartire le risorse a favore delle infrastrutture nelle aree di confine. Queste disposizioni sono presentate nel rapporto del Consiglio federale redatto in adempimento del postulato Robbiani 11.3607 del 16 giugno 2011. Dato che eventuali compensazioni sono effettuate in parte dai Cantoni, l'amministrazione federale non dispone di un elenco completo degli importi versati nell'ambito dell'imposizione dei frontalieri.

Viaggi

Le spese di viaggio negli Stati membri dell'UE non equivalgono a pagamenti o contributi della Svizzera a favore dell'UE. Le spese complessive per le persone che tra il 2014 e il 2018 si sono recate in uno Stato membro dell'UE su incarico o a spese della Confederazione ammontano a 33,04 milioni di franchi. Tuttavia questa cifra non può essere attribuita completamente agli accordi con l'UE o alle trattative con gli Stati membri in generale. Determinati viaggi sono infatti effettuati per scopi prettamente logistici (p. es. manutenzione degli equipaggiamenti nelle ambasciate). Un importo pari a 6,98 milioni di franchi è da attribuire a viaggi in Belgio che con ogni probabilità riguardavano principalmente la politica europea della Svizzera. (Una parte di queste spese di viaggio è già inclusa nel budget della DAE).

Stima

In generale va sottolineato che le cifre indicate nella presente risposta devono essere contestualizzate. Per esempio, le spese o i pagamenti legati agli accordi con l'UE vanno esaminati dal punto di vista dei vantaggi che comportano per la Svizzera. Gli accordi bilaterali offrono in generale alle imprese svizzere condizioni più favorevoli per il commercio con il nostro più importante partner economico (nel 2018 la Svizzera ha effettuato quasi il 52 per cento delle sue esportazioni e il 70 per cento delle sue importazioni con l'UE) e un aumento della concorrenza che ha stimolato la crescita economica e promosso l'occupazione. Vari studi giungono per esempio alla conclusione che l'abbandono degli accordi bilaterali avrebbe notevoli conseguenze negative sull'economia svizzera e determinerebbe una riduzione del PIL del nostro Paese. Secondo due studi condotti nel 2015 dagli istituti di ricerca indipendenti Bakbasel ed Ecoplan, in meno di vent'anni l'abbandono dei Bilaterali I costerebbe alla Svizzera dai 460 ai 630 miliardi di franchi, ossia quasi l'equivalente di un attuale "reddito annuo" dell'economia svizzera.

Risposta del Consiglio federale.