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19.4123 · Interpellanza · 2019-09-23

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Stando a diversi studi, l'IVA comporta un enorme onere amministrativo per le imprese. Il Consiglio federale ha ribadito più volte che l'introduzione di un'aliquota unica e la soppressione della maggior parte delle eccezioni costituirebbero uno sgravio efficace per le imprese. Nonostante ciò, ha respinto la mozione 15.3386, sostenendo che sarebbero risultate minori entrate.

Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale è ancora dell'opinione che l'introduzione di un'aliquota IVA unica e la soppressione della maggior parte delle eccezioni costituirebbero uno sgravio importante per le imprese? A quanto ammontano gli sgravi stimati?

2. Secondo il Consiglio federale, quali eccezioni dall'imposta dovrebbero essere mantenute per motivi legati alla sistematica fiscale?

3. A quanto ammonterebbe l'aliquota IVA unica sopprimendo allo stesso tempo la maggior parte delle eccezioni, di modo che l'aliquota unica possa essere applicata senza avere incidenza sul gettito?

4. Il Consiglio federale ritiene ancora importante prevedere un correttivo socio-politico? Quale potrebbe essere una soluzione ragionevole per non aumentare nuovamente il numero di eccezioni?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è espresso più volte a favore di una forte semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) con un'aliquota unica e un numero possibilmente ridotto di eccezioni; la riforma deve essere impostata in maniera neutra sotto il profilo dei proventi. Nella parte B del messaggio del 25 giugno 2008 concernente la semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto (08.053, FF 2008 6033) e nel messaggio aggiuntivo del 23 giugno 2010 (ad 08.053, FF 2010 4731) ha pertanto presentato al Parlamento un pertinente progetto, che il Consiglio nazionale ha però rinviato al Consiglio federale.

1. Il Consiglio federale è tuttora convinto che l'introduzione di un'aliquota unica in combinazione con la soppressione della maggior parte delle eccezioni costituirebbe uno sgravio efficace per le imprese. Lo ha ribadito anche al numero 5.7 del rapporto sulle misure per la riduzione dei costi della regolamentazione ("Massnahmen zur Reduktion von Regulierungskosten - Umsetzungsstand und weiteres Vorgehen") redatto nel febbraio 2016 in adempimento del postulato Föhn 15.3797. L'importo dello sgravio dipende dalle misure concrete del progetto. Secondo uno studio del mese di settembre del 2007 (Ramboll Management GmbH, "Messung der Bürokratiekosten der Mehrwertsteuer-Gesetzgebung auf Basis des Standard-Kosten-Modells"), i costi amministrativi del progetto di riforma dell'IVA proposto nella parte B del messaggio summenzionato sarebbero stati inferiori di circa il 20 per cento rispetto alla legislazione vigente. Inoltre, l'introduzione di un'aliquota unica semplificherebbe l'impiego di soluzioni digitali da parte dei turisti stranieri nell'ambito dell'imposta sull'importazione e degli acquisti tax free.

2. Per motivi legati alla sistematica fiscale tutte le prestazioni per le quali non è possibile determinare il valore aggiunto sulla base di ogni singola cifra d'affari o per le quali non è possibile stabilire la controprestazione esatta dovrebbero essere escluse dall'imposta. Sono comprese la marginazione delle banche (operazioni di credito, fideiussioni, garanzie finanziarie, commercio di divise e di banconote), le attività assicurative escluse le assicurazioni di cose come pure le scommesse, lotterie e giochi d'azzardo (la posta non è una base di calcolo adeguata per l'IVA). L'imposizione delle pigioni sarebbe conforme alla sistematica fiscale, ma per motivi di parità di trattamento giuridico dovrebbe comportare l'imposizione del valore locativo; tuttavia quest'ultima non potrebbe essere instaurata nel quadro del sistema dell'IVA. Un'ulteriore questione sarebbe se tutte le prestazioni statali, compresi i sussidi, debbano essere anch'esse assoggettate all'IVA, per evitare che Cantoni e Comuni in particolare siano gravati da una tassa occulta. Infine, in ambito di produzione naturale la problematica della tassa occulta è risolta tramite la deduzione forfettaria dell'imposta precedente, motivo per cui si può rinunciare all'iscrizione dei produttori naturali nel registro IVA.

3. Un'uniformazione neutra sotto il profilo dei proventi delle tre aliquote fiscali si tradurrebbe in un'aliquota unica di circa 6,9-7,0 per cento. Secondo i calcoli del summenzionato messaggio aggiuntivo, la soppressione dell'eccezione per la sanità e l'assistenza sociale ridurrebbe l'aliquota unica di 0,58 punti percentuali. Dato però che da allora questo settore è divenuto più importante, oggi l'effetto sarebbe maggiore. Per contro, la soppressione delle eccezioni nei settori della formazione, dello sport e della cultura avrebbe ripercussioni molto minori sull'aliquota unica.

4. Nel suo progetto di riforma dell'IVA del 2008 il Consiglio federale aveva proposto un correttivo di politica sociale perché le modifiche presentate nella parte B avrebbero gravato in misura sproporzionata le economie domestiche con reddito basso (in percento del reddito). Resta da vedere se il correttivo di politica sociale sia necessario anche nel quadro di un nuovo progetto.

Risposta del Consiglio federale.