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19.4147 · Interpellanza · 2019-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Entro il 2039 la città di Berna vuole liberarsi delle sue partecipazioni nel settore del nucleare. Il Consiglio federale è a conoscenza di preparativi in tal senso?

2. Le FFS pubblicizzano il fatto che a partire dal 2025 utilizzeranno solamente energie rinnovabili per l'esercizio ferroviario. Il Consiglio federale le ha incaricate di vendere le loro partecipazioni nel settore nucleare?

3. Come valuta il Consiglio federale l'intenzione delle città di Zurigo e Berna e delle FFS di liberarsi delle loro partecipazioni nel settore nucleare proprio verso la fine della vita operativa delle centrali, dopo aver approfittato per decenni di un approvvigionamento elettrico economico e sicuro?

4. Nel caso in cui non trovassero acquirenti per le loro partecipazioni nel settore nucleare, le città e le FFS hanno la possibilità, mediante particolari strutture giuridiche, di sottrarsi alle loro responsabilità per quanto riguarda la disattivazione e lo smaltimento?

5. Quali ripercussioni ha la vendita di queste partecipazioni da parte delle città o delle FFS sugli altri azionisti delle centrali partner ed eventualmente sulla Confederazione?

Begründung

Gli esercenti delle centrali nucleari sono spesso sospettati di volersi sottrarre alla loro responsabilità per quanto riguarda il finanziamento della disattivazione e dello smaltimento. I media si sono recentemente interessati al caso della CSA Energy Infrastructure Switzerland. La fondazione d'investimento del Credit Suisse, che a quanto risulta si serve della consulenza di un ex direttore dell'Ufficio federale dell'energia, è un nuovo grande azionista di Alpiq. Secondo quanto pubblicato dai media, tuttavia, non sembra volersi assumere la responsabilità per quanto riguarda le partecipazioni di Alpiq nelle centrali nucleari e sta cercando di isolare i rischi in una particolare struttura giuridica.

La discussione segue i soliti schemi ideologici. Ci si dimentica tuttavia del fatto che le città a maggioranza rosso-verde, e la Confederazione stessa attraverso le FFS, detengono partecipazioni nel settore nucleare e sono quindi co-responsabili per quanto riguarda la disattivazione e lo smaltimento. Nel caso di Zurigo, è noto che la città intende cedere le proprie partecipazioni e che cerca acquirenti.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo l'articolo 31 della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), chi produce scorie radioattive è tenuto a smaltirle a proprie spese e in modo sicuro. I costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio delle centrali nucleari devono essere coperti dagli esercenti in modo continuativo. I costi per la disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la loro disattivazione, sono coperti invece da due fondi indipendenti: il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Entrambi i fondi sono alimentati con contributi versati dai proprietari degli impianti (art. 77 cpv. 3 LENu).

Le centrali di Gösgen e di Leibstadt, organizzate come centrali partner, sono di proprietà delle società istituite appositamente per il loro esercizio, ovvero la Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG (KKG AG) e la Kernkraftwerk Leibstadt AG (KKL AG). Queste società anonime, a loro volta, sono di proprietà di diversi azionisti (partner). Le centrali partner si caratterizzano per il fatto che gli azionisti riprendono l'energia prodotta e, in contropartita, rimborsano i costi annui.

Il Comune di Zurigo detiene una partecipazione del 15 per cento nella KKG AG e la Energie Wasser Bern (società autonoma di diritto pubblico di proprietà della città di Berna) una partecipazione del 7,5 per cento. Per contro, le FFS non detengono una partecipazione diretta e quindi non sono azioniste di nessuna delle due centrali partner. Con una quota del 13,5 per cento, sono per contro azioniste della Aktiengesellschaft für Kernenergiebeteiligungen Luzern (AKEB) e grazie a ciò dispongono, tra l'altro, di diritti di prelievo dell'energia elettrica prodotta dalla KKL AG. Anche la città di Zurigo, attraverso la sua azienda elettrica, detiene una partecipazione del 20,5 per cento nella AKEB.

1.-3. Il Consiglio federale è solamente a conoscenza di sforzi concreti compiuti dalla città di Zurigo per trovare un acquirente per le sue partecipazioni nella KKG AG e nella AKEB. Non spetta al Collegio valutare i progetti di questo genere di azionisti comunali delle centrali partner.

Nell'ambito dell'iniziativa Energia esemplare (VBE), le FFS si sono tra l'altro poste volontariamente l'obiettivo di utilizzare per l'energia di trazione, a partire dal 2025, energia elettrica proveniente al 100 per cento da fonti rinnovabili. La scelta del mix energetico e quindi la questione se questo obiettivo debba essere raggiunto con certificati o con la vendita di diritti di partecipazione fa parte dei compiti operativi delle FFS, su cui il Consiglio federale non esercita alcuna influenza.

4./5. Come indicato nelle osservazioni introduttive, l'obbligo di sostenere i costi di disattivazione e smaltimento spetta in primo luogo ai proprietari delle centrali nucleari. Nel caso delle due centrali partner, si tratta delle società esercenti KKG AG e KKL AG. I loro azionisti si assumono un rischio finanziario limitato all'entità della loro partecipazione. Una responsabilità personale dei singoli azionisti per gli impegni della società anonima è invece esclusa dal Codice delle obbligazioni. A causa della scarsa conoscenza del contenuto dei contratti di partenariato di diritto privato, il Consiglio federale non è in grado di valutare in quale misura tali contratti prevedano l'assunzione di eventuali costi di disattivazione e di smaltimento non coperti e se vi sia la possibilità, per i singoli partner, di sottrarsi ai relativi obblighi. Per gli stessi motivi, non è in grado di valutare con sufficiente precisione quali effetti la vendita delle partecipazioni di un partner possa avere sugli altri partner ed eventualmente sulla Confederazione. Ad ogni modo, anche se l'assunzione di tali oneri fosse possibile sulla base dei contratti di partenariato, a livello giuridico la Confederazione non la potrebbe imporre agli azionisti, non essendo parte contrattuale.

Risposta del Consiglio federale.