Introdurre una tassa sulla cifra d'affari realizzata in Svizzera dai giganti di Internet, i cui utili conseguiti in Svizzera non sono notoriamente assoggettati a imposta
19.424 · Iniziativa parlamentare · 2019-03-21
Liquidato
Wortlaut
Le disposizioni legali e, se necessario, la Costituzione federale sono modificate in modo tale da instaurare in Svizzera una forma di imposizione della cifra d'affari realizzata in Svizzera da imprese i cui utili non vi sono assoggettati a imposta (tassa di compensazione - equalization levy). Queste disposizioni devono interessare in particolare le grandi imprese attive nelle tecnologie che, attraverso le loro strutture multinazionali e gli accordi fiscali, evitano di pagare le imposte ma nel contempo realizzano notevoli profitti in Paesi in cui non sono assoggettati a imposta.
Begründung
Nel 2016 l'India ha introdotto una tassa di compensazione (equalization levy) allo scopo di tassare l'attività dei GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple), attualmente con un'aliquota del 6 per cento. Mentre le imprese attive nel campo della tecnologia sono molto presenti nella vita quotidiana delle persone, esse riescono a fornire servizi in Svizzera fatturandoli dall'estero e contabilizzando i loro profitti in strutture spesso opache. In conclusione, esse realizzano utili considerevoli che però sono tassati in modo molto esiguo o non lo sono affatto.
A livello internazionale sono in corso discussioni per cercare di beneficiare della manna fiscale derivante da queste imprese, ma tali discussioni richiedono molto tempo e ancora recentemente hanno subito una battuta d'arresto. Una tassa di questo genere è però facile da applicare e non presenta rischi in termini di concorrenza fiscale. Infatti, fintanto che la tassa non è confiscatoria, per le imprese rimane molto interessante offrire i loro servizi nel Paese. Con un'aliquota ragionevole è quindi possibile riscuotere introiti fiscali equivalenti a quelli che si otterrebbero con un'imposta sull'utile, senza scoraggiare le imprese dal fornire i loro servizi. Infatti, smettendo di offrire le loro prestazioni perderebbero più denaro che se pagassero una tassa ragionevole.
Una tassa di compensazione avrebbe il vantaggio di contribuire a finanziare una transizione digitale per il nostro Paese a vantaggio di tutti, non solo di alcuni giganti tecnologici con sede all'estero. Se queste società fossero tassate equamente si eviterebbe anche una concorrenza sleale a scapito delle imprese stabilite in Svizzera, che pagano le imposte sull'utile. Sviluppare l'idea di un fondo di promozione della digitalizzazione, ad esempio, permetterebbe di rendere la Svizzera competitiva nel settore digitale, garantendo un valore aggiunto condiviso da tutti gli abitanti del nostro Paese. Ovviamente è possibile introdurre una tassa di questo genere; nel contempo occorre però prevedere eccezioni per evitare che la stessa manna venga imposta più volte e garantire che le imprese non realizzino profitti enormi senza contribuire alle infrastrutture che utilizzano per la loro attività. Infine, tassare i giganti di Internet permetterebbe di compensare i costi di diverse riforme previste o necessarie a livello fiscale o sociale per il nostro Paese.