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19.4462 · Interpellanza · 2019-12-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

1. In che modo il Consiglio federale garantisce che l'intelligenza artificiale (IA) non provochi distorsioni sociali e discriminazioni?

2. In quale forma il Consiglio federale si occupa degli aspetti etici legati alla digitalizzazione (etica digitale)?

3. Chi garantisce a livello interdipartimentale che gli organismi istituiti dal Consiglio federale abbiano una composizione sufficientemente diversificata?

Begründung

L'intelligenza artificiale (IA) ha già trovato sbocco in numerose applicazioni di grande impatto, ad esempio nei settori del riconoscimento delle immagini, della diagnostica, della traduzione e della mobilità. Nella riunione del 13 dicembre 2019 il Consiglio federale ha preso visione di un rapporto interdipartimentale redatto sotto la guida del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Il rapporto servirà da base per l'elaborazione di linee guida strategiche per consentire alla Svizzera di mantenere la sua posizione di leadership tra i poli mondiali della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nel campo dell'IA. Allo stesso tempo sarà necessario individuare i rischi connessi all'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il rapporto del 13 dicembre 2019 sulle sfide dell'intelligenza artificiale, redatto dal gruppo di lavoro interdipartimentale "Intelligenza artificiale" su mandato del Consiglio federale, analizza le sfide etiche e sociali legate all'utilizzo di questa tecnologia. Stando al rapporto, l'attuale quadro giuridico (p. es. la legge sulla parità dei sessi [LPar; RS 151.1]) può essere esteso in generale anche alle discriminazioni derivanti dai sistemi di IA. Inoltre, il disegno di revisione della legge sulla protezione dei dati prevede diversi obblighi per le persone private o per gli organi federali competenti in caso di decisioni individuali automatizzate fondate sull'IA (cfr. FF 2017 6173). Ciò non esclude futuri impieghi di questa tecnologia che comportano nuove implicazioni a livello legale. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi. Qualora dovesse giungere alla conclusione che le basi legali non sono sufficienti per affrontare in maniera soddisfacente eventuali nuovi rischi, adotterà le misure necessarie.

2. La politica della Confederazione in materia digitale pone l'essere umano al centro di una società della conoscenza e dell'informazione democratica e inclusiva. I principi sanciti nella Strategia "Svizzera digitale" del Consiglio federale devono essere attuati in tutti i settori dell'Amministrazione federale (cfr. https://www.digitaldialog.swiss/it).

Inoltre, nell'ambito delle politiche settoriali uno dei compiti principali della Confederazione è quello di tenere conto delle questioni etiche e - se necessario - avviare un dibattito in merito. Con il lancio del programma nazionale di ricerca sulla svolta digitale (PNR 77) il Consiglio federale intende esaminare le conseguenze e gli effetti concreti della trasformazione digitale in Svizzera. Il programma prevede tre priorità di ricerca: 1) formazione e apprendimento, 2) etica, fiducia e governance e 3) economia e mercato del lavoro (cfr. www.npf77.ch). A livello internazionale la Svizzera si impegna per l'adozione e il rispetto di regole di comportamento etiche nel mondo digitale, opera all'interno di diversi processi e organizzazioni internazionali (p. es. Consiglio d'Europa, OCSE, UNESCO) e ospita il summit mondiale sull'intelligenza artificiale al servizio del benessere sociale (AI for Good Global Summit).

3. Il Consiglio federale punta a garantire un'adeguata rappresentanza dei sessi e delle regioni linguistiche all'interno dell'Amministrazione federale. Ha quindi fissato appositi indicatori e valori di riferimento e adottato misure appropriate nella Strategia per il personale dell'Amministrazione federale 2016-2019. Le misure saranno riprese nella nuova strategia 2020-2023. In particolare si cercherà di aumentare il numero delle donne che occupano posizioni dirigenziali. Ciò dovrebbe avere effetti positivi sulla presenza femminile negli organismi interni alla Confederazione, un aspetto che il Consiglio federale continuerà a monitorare. È inoltre importante garantire una composizione equilibrata dal punto di vista delle competenze tecniche. Nell'ordinanza sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione [OLOGA; RS 172.010.1] il Consiglio federale stabilisce che le commissioni extraparlamentari devono essere composte almeno per il 30 per cento da donne (art. 8c) e che le comunità linguistiche devono essere adeguatamente rappresentate (art. 8cbis).

Risposta del Consiglio federale.