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19.4464 · Interpellanza · 2019-12-18

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il servizio di polizia aerea contribuisce a salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo e quindi a proteggere quest'ultimo. Provvede alla sicurezza del traffico aereo e attua i diritti sovrani della Svizzera verificando e - se necessario - ripristinando il rispetto delle norme della navigazione e della sovranità aerea. Aiuta gli aeromobili in difficoltà e in caso di problemi tecnici.

1. Le Forze aeree svizzere come definiscono le "Hot Mission" e le "Live Mission" e quante di queste missioni hanno svolto negli ultimi dieci anni? Il loro numero è cambiato? Perché?

2. In occasione di queste "Hot Mission" quanto tempo trascorre di volta in volta tra l'allarme e l'inizio dell'operazione? Questa indicazione temporale vale anche quando l'allarme viene dato al di fuori degli orari d'ufficio? Attualmente vale un grado di prontezza di 15 minuti; che distanza compie un aereo di linea in 15 minuti?

3. Quante missioni di polizia aerea nella fascia supersonica compiono le Forze aeree ogni anno? Negli ultimi dieci anni quali scenari hanno reso necessario operazioni di inseguimento? Qual è stata la loro frequenza e perché in queste situazioni l'allarme è stato dato con così tanto ritardo?

4. Negli ultimi dieci anni con che frequenza le Forze aeree hanno minacciato esplicitamente di impiegare armi nel servizio di polizia aerea? Di che armi si è trattato?

5. Quanti movimenti aerei si contano giornalmente nello spazio aereo svizzero? Complessivamente quali autorità provvedono affinché la Svizzera reagisca in modo adeguato quando aeromobili non identificati o altri aeromobili straordinari penetrano nel nostro spazio aereo? Con che frequenza le Hot Mission sono state avviate su indicazioni provenienti da un altro Stato?

6. In situazione normale, la Svizzera è attrezzata per individuare apparecchi che volano a quote molto basse come droni, aerei sportivi o missili da crociera? Come valuta il Consiglio federale la minaccia da parte di droni contro obiettivi della Svizzera? Cosa intraprende per individuarle e difendersi?

7. In che modo il Governo ha valutato la questione dell'"high-low mix", intensamente discussa a livello internazionale, che prevede Forze aeree con due tipi di aerei in modo da non dover ricorrere sistematicamente ad aerei stealth contro gli aerei sportivi?

8. Il Consiglio federale ritiene che, con le nuove possibilità offerte dai radar in Svizzera e da una collaborazione internazionale rafforzata, esista un margine per accelerare l'identificazione e l'allarme tempestivi in relazione con le sfide nello spazio aereo svizzero? Quali ripercussioni comporta la partecipazione della Svizzera al sistema di scambio di dati "Air Situation Data Exchange" (ASDE)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le "Hot Mission" sono impieghi contro aeromobili che non possono essere identificati con mezzi basati al suolo e che violano in modo grave la sovranità sullo spazio aereo o le regole del traffico aereo, oppure che si trovano in situazioni di emergenza. Non si tratta necessariamente di voli supersonici o decolli su allarme. Le "Live Mission" sono invece controlli a campione svolti solitamente su aeromobili di Stato che necessitano di un'autorizzazione diplomatica (diplomatic clearance) per sorvolare la Svizzera. Negli ultimi dieci anni le Forze aeree hanno svolto in media circa 270 "Live Mission" e 20 "Hot Mission" all'anno. Tali cifre sono pressoché costanti da anni.

2. Solitamente, in caso di decollo su allarme, il tempo trascorso tra l'allarme e il decollo è inferiore ai 15 minuti previsti. Se necessario è inoltre possibile incrementare la prontezza, in modo da decollare in tempi nettamente più brevi. La prontezza non dipende dagli orari ordinari dell'esercizio di volo e al momento è garantita 365 giorni all'anno dalle 6 alle 22. Entro la fine del 2020 sarà garantita 24 ore su 24.

In 15 minuti un aereo di linea civile percorre circa 220 km.

Grazie agli accordi bilaterali con i nostri Paesi limitrofi, per quanto riguarda le rotte transfrontaliere è possibile dare l'allarme con sufficiente anticipo, prima che il velivolo entri nello spazio aereo svizzero.

3. Il numero di impieghi del servizio di polizia aerea varia di anno in anno. Nel 2019 sono stati registrati 18 impieghi nella fascia supersonica. Ogni impiego deve essere valutato singolarmente. Il momento in cui viene dato l'allarme dipende dalle informazioni disponibili e dal comportamento dell'aereo da intercettare. Se non vi è alcuna segnalazione o vi è solo una segnalazione ritardata da parte di un Paese limitrofo, cosa che può succedere in casi particolari, l'allarme scatta tardi. La situazione nello spazio aereo svizzero può inoltre cambiare all'improvviso e richiedere quindi un intervento rapido. Per poter eseguire misure di polizia aerea, nella fase finale l'avvicinamento deve avvenire da dietro. Ciò corrisponde alle procedure internazionali in vigore. Per poter raggiungere aerei che volano ad alta velocità e ad alta quota, l'aereo impiegato nel servizio di polizia aerea deve imperativamente avere alte prestazioni e poter volare a velocità supersonica.

4. È risaputo che il servizio di polizia aerea è armato. Come nel caso della polizia, la minaccia è sempre legata all'utilizzo di un'arma come ultima ratio. Gli F/A-18 dispongono di un cannone di bordo, missili a guida infrarossa e, per una capacità d'impiego con qualunque condizione atmosferica, missili a guida radar.

5. In Svizzera in media si contano ogni giorno 3500 movimenti di aeromobili che seguono le regole del volo strumentale. A seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche vi sono poi diverse migliaia di movimenti di velivoli che circolano secondo le regole del volo a vista.

La predisposizione di misure di polizia aerea spetta alle Forze aeree.

Nei casi in cui il velivolo sospetto viene individuato già all'estero, solitamente le Forze aeree ricevono informazioni in anticipo. Tuttavia non sono rilevati dati sull'origine delle "Hot Mission", ovvero se queste siano state precedute da segnalazioni da parte di uno Stato confinante. Sulla base dell'esperienza si può presupporre che la maggior parte delle "Hot Mission" abbia origine nello spazio aereo svizzero.

6. In situazione normale la sorveglianza dello spazio aereo è sufficientemente buona, ma non senza lacune, poiché per motivi di natura topografica non è possibile garantire una copertura completa di tutta la Svizzera. Se necessario (ad es. per la protezione di una conferenza) è possibile intensificare localmente la sorveglianza attraverso sensori mobili (aerei e terrestri).

Il Consiglio federale ritiene che, di principio, esista una minaccia costituita da piccoli droni con scopi terroristici. La Confederazione e i Cantoni operano sforzi per migliorare il rilevamento di piccoli droni e consentire gli interventi (in merito cfr. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Dittli 19.4091 "Impieghi di droni da combattimento in Arabia saudita. Che cosa significa per la sicurezza della Svizzera?").

7. Nel rapporto sul futuro della difesa aerea ("Luftverteidigung der Zukunft - Sicherheit im Luftraum zum Schutz der Schweiz und ihrer Bevölkerung", non pubblicato in italiano) il gruppo di esperti interno al DDPS ha valutato se potesse essere eventualmente opportuno acquistare velivoli da addestramento armati al posto di o in aggiunta agli aerei da combattimento. Tale possibilità è risultata inopportuna per diverse ragioni. Degli aerei poco potenti quali gli aviogetti di addestramento non possono sostituire un aereo da combattimento multiruolo moderno. Non soddisfano i requisiti che deve avere un aereo adatto a svolgere il servizio di polizia aerea nello spazio aereo svizzero. In caso di conflitto armato, ovvero per la difesa aerea, non sarebbe assolutamente possibile impiegarli.

8. La Svizzera possiede già oggi diversi sensori, che sviluppa costantemente o che completa con nuovi acquisti al fine di migliorare la qualità dell'immagine della situazione nello spazio aereo e quindi l'individuazione tempestiva. La Svizzera collabora inoltre con numerosi Paesi in questi settori e nella misura in cui è opportuno dal punto di vista militare e della politica di sicurezza, nonché ammissibile per il diritto della neutralità e compatibile con la politica di neutralità. La partecipazione all'ASDE semplifica lo scambio digitale di informazioni.

Risposta del Consiglio federale.

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