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19.4632 · Mozione · 2019-12-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di inserire nel Codice civile svizzero (CC) un articolo che sancisca il diritto dei figli a un'educazione non violenta. I nostri minori devono essere protetti dalle punizioni fisiche, da ferite psichiche e da altre misure degradanti.

Begründung

Secondo l'articolo 11 della Costituzione federale, i fanciulli e gli adolescenti hanno diritto a particolare protezione della loro incolumità e del loro sviluppo.

Se nel 1978 l'abrogazione del diritto di correzione ha costituito un primo passo verso la tutela dell'integrità fisica dei minori, l'attuale mancanza di chiarezza sul piano legislativo e le convinzioni tradizionali (si potrebbe sostenere che le botte sono utili o non sono dannose) fanno in molti casi apparire giustificabile nella nostra società il ricorso alla violenza nei confronti dei minori. In Svizzera un minore su due è confrontato a violenza fisica e/o psichica nell'educazione. Occorre pertanto concretizzare l'articolo 11 della Costituzione, segnatamente nel Codice civile (CC).

Il Consiglio federale ha finora rifiutato un articolo nel CC con la motivazione che i minori sono tutelati dal diritto penale. Ma anche uno schiaffo o una sculacciata, come pure le crudeltà psichiche, degradano e umiliano il bambino e sono dannosi per il suo sviluppo. Un articolo che sancisca il diritto a un'educazione non violenta invia un segnale forte e porta, a lungo termine, a un cambiamento di mentalità nella società. Lo si vede nei Paesi limitrofi, dove il livello di violenza è diminuito chiaramente dopo l'introduzione della disposizione.

Nel 1997, firmando la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, la Svizzera si è impegnata sul piano internazionale a tutelare i minori da qualsiasi forma di maltrattamento da parte dei loro genitori o di altre persone che se ne prendono cura, nonché a offrire pertinenti programmi di prevenzione e trattamento. Ciò include anche la consacrazione legale del diritto a un'educazione non violenta. La Svizzera è già stata redarguita due volte dall'ONU per non aver ancora intrapreso alcun passo in questa direzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli ultimi anni diversi interventi parlamentari (da ultimo: domanda Feri 19.5591, "Recht von Kindern auf eine Erziehung ohne Gewalt [Diritto dei minori a un'educazione non violenta]"; mozione Marchand-Balet 18.3603, "Iscrivere nel Codice civile il divieto delle punizioni corporali e di altri trattamenti degradanti nei confronti dei minori" con rinvii ad altri interventi sul tema) hanno sollevato la questione di un divieto delle punizioni corporali o del diritto a un'educazione non violenta. Nei suoi pareri, il Consiglio federale ha sempre sottolineato che oggigiorno il diritto dei genitori di ricorrere a punizioni corporali, abolito con l'entrata in vigore nel 1978 della revisione del diritto della filiazione, non è più compatibile con il bene del minore. I minori sono tutelati dal diritto penale; a ciò si aggiungono diritti e obblighi di segnalazione, che di recente sono stati ulteriormente estesi.

Oggi è incontestato che la violenza fisica non ha alcun posto nell'educazione dei figli. I genitori devono dare sicurezza, protezione e sostegno ai propri figli, ma devono anche trasmettere loro regole e valori orientandosi al loro bene. Il comportamento che i genitori devono adottare a tal fine non può tuttavia essere definito in maniera soddisfacente in una disposizione penale, che potrebbe inoltre alimentare il timore di un interventismo statale. Il Consiglio federale continua pertanto a nutrire riserve nei confronti della richiesta integrazione del Codice civile. Reputa soprattutto importante disporre di un buon sistema di assistenza ai bambini e agli adolescenti nonché accordare la priorità alla prevenzione tramite misure attive di sensibilizzazione e programmi attuati dai Cantoni con il sostegno finanziario temporaneo della Confederazione (cfr. il comunicato stampa del Consiglio federale del 1° dicembre 2017 "Bilancio intermedio positivo sulla promozione della politica dell'infanzia e della gioventù in Svizzera").

Fondandosi sulla presa di posizione della Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG) del novembre 2019, il Consiglio federale è tuttavia disposto a esaminare, nel quadro di un rapporto, le possibilità di adempiere al meglio le richieste avanzate nella mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.