Fare la spola da Lima e Tokyo per partecipare alle sedute di commissione? Obbligo di domicilio in Svizzera per i parlamentari federali
19.490 · Iniziativa parlamentare · 2019-09-26
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
La legge sul Parlamento deve essere modificata in modo tale che, dalla loro entrata in funzione, i membri dell'Assemblea federale siano obbligati a prendere domicilio in Svizzera.
Begründung
È eleggibile al Consiglio nazionale, al Consiglio federale e al Tribunale federale chiunque abbia diritto di voto (art. 143 Cost.). L'eleggibilità in Consiglio degli Stati è disciplinata dai Cantoni (art. 150 cpv. 3 Cost). Per entrare in funzione anche di fatto sono tuttavia necessari altri requisiti: non vi devono essere incompatibilità (art. 144 Cost.; art. 14 LParl; art. 6 LTF) e deve essere prestato giuramento o promessa solenne (art. 3 LParl). Inoltre i consiglieri federali devono scegliere il luogo di residenza in modo tale che possano raggiungere in breve tempo la sede ufficiale, ossia Berna (art. 59 LOGA); i membri del Tribunale federale devono anch'essi risiedere in Svizzera e poter raggiungere rapidamente il Tribunale a Losanna o Lucerna (art. 12 LTF).
Contrariamente ai membri del Consiglio federale e del Tribunale federale, per i parlamentari non vige alcun obbligo di domicilio. Di principio possono quindi scegliere liberamente dove abitare, in tutto il mondo. Per motivi finanziari, politico-democratici, pratici ed ecologici i membri eletti dell'Assemblea federale dovrebbero tuttavia risiedere in Svizzera dalla loro entrata in funzione:
1. Se i membri del Parlamento hanno il domicilio all'estero già al momento dell'elezione, viene loro corrisposta l'indennità per le spese di viaggio a Berna, oltre a un'indennità di percorso (art. 4 cpv. 1bis e art. 6 cpv. 3bis dell'ordinanza dell'Assemblea federale concernente la legge sulle indennità parlamentari). L'Ufficio del Consiglio nazionale mette in conto importi fino a 160 000 franchi per il domicilio in Europa e addirittura fino a 320 000 franchi per il resto del mondo, per membro e per legislatura (FF 2010 7763). Importi di questo tipo per recarsi regolarmente a Berna sono difficilmente sostenibili.
2. L'obbligo di domicilio in Svizzera per i politici eletti si giustifica però anche per motivi politico-democratici: il legislatore e i suoi membri devono anch'essi essere assoggettati al diritto. È diametralmente opposto al principio di territorialità legiferare per la popolazione svizzera ma avere domicilio altrove e quindi non essere assoggettati alla legislazione svizzera o esserlo solo in parte.
3. Risiedere al di fuori della Svizzera è inoltre manifestamente poco pratico: nel 2015 lo svizzero all'estero residente a Berlino Tim Guldimann è stato eletto in Consiglio nazionale, decidendo di mantenere la residenza all'estero. Dopo soli due anni si è ritirato dalla carica, adducendo che è "molto problematico" vivere e fare politica in posti diversi: "Essere su un tram di Zurigo non è la stessa cosa che essere nella metropolitana di Berlino." Secondo quanto da lui stesso dichiarato, Guldimann non è riuscito ad essere presente nel suo circondario (Zurigo).
4. Fare la spola dall'estero con l'aeroplano per partecipare alle sedute delle commissioni e dei gruppi è però sproporzionato anche per motivi ecologici, in particolare di politica climatica. Un solo volo in classe business da Tokyo, Hong Kong, Città del Capo o Lima a Berna e ritorno causa da 6 a 7 tonnellate di CO2 (a titolo di paragone si consideri che una persona dell'UE consuma in media 8,4 tonnellate di CO2 all'anno).