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20.3130 · Mozione · 2020-04-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di allestire un calendario anche per la graduale apertura delle frontiere nazionali in modo da poter riunire rapidamente le famiglie e ripristinare la libera circolazione delle persone.

Begründung

La chiusura delle frontiere nazionali a causa della pandemia di coronavirus comporta restrizioni massicce soprattutto per le regioni di confine. Attualmente i frontalieri devono affrontare tempi di attesa molto più lunghi, anche se lavorano in istituzioni o industrie considerate critiche in tempo di crisi (p. es. nelle strutture ospedaliere svizzere o nell'industria alimentare).

Analogamente al calendario in tre fasi riguardante l'allentamento in Svizzera, il Consiglio federale deve stabilire un calendario per la riapertura dei valichi di frontiera. Alcune coppie non sposate non si vedono da settimane, mentre è possibile rendere visita ai genitori residenti all'estero solo se, ad esempio, sono gravemente malati (clausola riguardante i casi di rigore nell'ordinanza 2 COVID-19).

L'obiettivo deve essere quello di ripristinare la libera circolazione delle persone non appena possibile dal profilo epidemiologico e di dare una prospettiva al turismo. Il Consiglio federale deve impegnarsi, insieme agli Stati Schengen, per adottare una gestione coordinata della pandemia nello spazio Schengen.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide la richiesta avanzata nella mozione e tesa a permettere quanto prima il ricongiungimento famigliare e ripristinare la libera circolazione delle persone. Con l'adeguamento del 17 aprile 2020 dell'ordinanza 2 COVID-19 (RS 818.101.24) sono state precisate le pertinenti istruzioni in modo da tenere meglio conto, nel singolo caso, dei casi di rigore, in particolare nell'ambito delle visite famigliari. Queste disposizioni rispettano il diritto alla vita famigliare, garantito sia dalla Costituzione sia dal diritto internazionale.

Le misure di allentamento graduale alle frontiere devono essere in sintonia con la strategia di transizione del Consiglio federale e dipendono tra le altre cose da fattori epidemiologici ed economici. Il Consiglio federale intende inoltre coordinare, per quanto possibile, le misure di allentamento con l'UE e gli Stati Schengen, attraverso uno scambio reciproco e rapido delle informazioni relative alle misure previste. A tal fine ha in particolare intensificato lo scambio bilaterale con i Paesi limitrofi. La Svizzera partecipa inoltre a vari livelli a videoconferenze rilevanti della Commissione europea per fronteggiare la crisi legata al coronavirus.

Il 29 aprile 2020 il Consiglio federale, tenendo conto degli sviluppi epidemiologici e del mercato del lavoro, ha fissato un calendario per un allentamento graduale delle misure concernenti l'entrata e il soggiorno in Svizzera e l'accesso degli stranieri al mercato del lavoro svizzero. In una prima fase, dall'11 maggio è previsto di trattare le domande presentate prima del 25 marzo 2020 da lavoratori provenienti dall'UE/AELS e da Paesi terzi. Sempre a partire da questa data il ricongiungimento familiare in Svizzera sarà nuovamente possibile per i cittadini svizzeri e quelli dell'UE. Se la situazione epidemiologica lo consentirà, l'8 giugno 2020 inizierà una seconda fase in cui potranno essere trattate tutte le domande di cittadini UE e AELS che esercitano un'attività lucrativa e sono effettivamente in grado di esercitarla in Svizzera. Questa seconda fase di apertura dovrà avvenire d'intesa con i Cantoni e le parti sociali ed essere accompagnata dalla riattivazione dell'obbligo di annunciare i posti vacanti.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.