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Sospensione dell'ALC per lottare contro il Covid-19 e tutelare i lavoratori del nostro Paese

20.3199 · Mozione · 2020-05-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Conformemente all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (art. 14 par. 2 ALC), il Consiglio federale è incaricato di chiedere una riunione urgente del Comitato misto al fine di decidere una sospensione dell'applicazione del suddetto accordo fintantoché la chiusura delle nostre frontiere sarà necessaria per impedire la diffusione del COVID-19 e tutelare i nostri lavoratori dalle conseguenze economiche di questa crisi.

Begründung

Rifiuto d'entrata in Svizzera per qualsiasi persona proveniente da un Paese o una regione a rischio (tutti gli Stati Schengen tranne il Liechtenstein e tutti gli altri Stati per il traffico aereo), divieto del "turismo degli acquisti", limitazioni del traffico transfrontaliero delle persone, sospensione della concessione di visti Schengen, di visti nazionali e di autorizzazioni al rilascio del visto a qualsiasi persona proveniente da questi Paesi o regioni a rischio. Di fatto, in conseguenza dell'ordinanza 2 COVID-19 (art. 3-4a) e delle analoghe misure adottate da tutti i Paesi firmatari, non resta nulla dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).

La spiegazione è semplice: il Consiglio federale considera la frontiera e il suo controllo come un fattore decisivo nella lotta contro il COVID-19. Quando va male, la frontiera protegge.

La posta in gioco non è soltanto sanitaria. L'irruzione di questo virus e le misure ordinate dal 13 marzo 2020 hanno infatti provocato una paralisi senza precedenti di tutto il Paese, facendolo sprofondare in una crisi economica e sociale anch'essa senza precedenti. A fine aprile 2020 un terzo dei lavoratori dipendenti del nostro Paese (1,85 milioni) era in disoccupazione parziale e oltre 150 000 erano in disoccupazione completa.

È dire poco che sia sul fronte sanitario che su quello dell'impiego le difficoltà che stiamo vivendo devono essere qualificate come gravi ai sensi dell'articolo 14 paragrafo 2 ALC. Per adeguare il quadro giuridico alla realtà occorre pertanto sollecitare immediatamente l'attuazione del meccanismo previsto dall'Accordo per sospenderne l'applicazione (peraltro altrettanto paralizzata che il nostro Paese) per una durata limitata, ossia fintantoché la chiusura delle nostre frontiere sarà necessaria per impedire la diffusione del COVID-19 e preservare l'impiego in Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dall'inizio della crisi, il Consiglio federale ha cercato di adottare una strategia equilibrata, che tenga conto delle esigenze sanitarie, di quelle economiche e degli obblighi internazionali della Svizzera.

In un primo tempo ha deciso di introdurre, dal 13 marzo 2020, tutte le restrizioni d'entrata e di soggiorno necessarie per impedire la diffusione del coronavirus e preservare le capacità del sistema sanitario svizzero. Le conseguenti restrizioni all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.12.681) sono compatibili con l'articolo 5 dell'Allegato I all'ALC. Visto che non è mai stato necessario sospendere l'applicazione di questo accordo, non occorre che il Comitato misto si riunisca conformemente all'articolo 14 paragrafo 2 ALC.

Il fatto che l'ALC non sia stato sospeso nonostante la crisi ha permesso in particolare al personale del settore della sanità di continuare a entrare in Svizzera per recarsi al lavoro nelle regioni di frontiera. Ai fini di un ritorno progressivo alla normalità, il 29 aprile, il 27 maggio e il 12 giugno 2020 il Consiglio federale ha deciso di allentare a tappe queste restrizioni, parallelamente alla riapertura dell'economia. Ogni tappa è stata preceduta da un'analisi dettagliata dei rischi che teneva conto della situazione sanitaria.

Il Consiglio federale ha inoltre adottato numerose misure al fine di mitigare lo choc economico conseguente alla pandemia. Il mantenimento dei posti di lavoro e la rapida ripresa dell'economia sono al centro della sua strategia. Per questo motivo ha in particolare adeguato le condizioni di ricorso al lavoro ridotto e previsto diverse forme di sostegno in favore delle imprese e degli indipendenti. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Nel contempo, si tratta di provvedere affinché i datori di lavoro svizzeri continuino a utilizzare in maniera sistematica il potenziale offerto dalla manodopera presente nel Paese. Per questo motivo il Consiglio federale ha riattivato dall'8 giugno 2020 l'obbligo di annunciare i posti vacanti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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