Covid-19. Rafforzare le imprese con l'introduzione della deduzione per autofinanziamento dopo la crisi del coronavirus
20.3236 · Mozione · 2020-05-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un messaggio volto a introdurre la deduzione per autofinanziamento nell'ambito dell'imposta federale diretta.
Begründung
Il coronavirus ha mostrato che molte imprese dispongono di un cuscinetto finanziario molto limitato. In vista di un'eventuale crisi futura, è fondamentale sostenere la costituzione di capitale proprio delle imprese. Il diritto fiscale vigente è in netto contrasto con tale obiettivo: poiché gli interessi possono essere dedotti solo sul capitale di terzi, quest'ultimo risulta più vantaggioso rispetto al capitale proprio. Un aumento del capitale proprio potrebbe tuttavia rafforzare le imprese e prevenire eventuali crisi economiche future. La costituzione di capitale proprio delle imprese dovrebbe quindi essere promossa con la deduzione per autofinanziamento nell'ambito dell'imposta federale diretta, sull'esempio dell'articolo 25abis LAID. In questo modo verrebbero rafforzate in particolare le piccole e medie imprese gestite da imprenditori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La deduzione per autofinanziamento proposta nell'ambito dell'imposta federale diretta diminuirebbe l'onere fiscale sull'autofinanziamento (tesaurizzazione degli utili) e sul finanziamento in partecipazioni con nuovi conferimenti di capitale proprio dall'esterno e sarebbe in tal modo adeguata a rafforzare a lungo termine la costituzione di capitale proprio e la resistenza alle crisi delle imprese.
La deduzione per autofinanziamento disciplinata nell'articolo 25abis LAID è confluita nel progetto concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) come compromesso ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Il Consiglio federale non ritiene opportuno rompere il compromesso così presto dopo la sua entrata in vigore e ampliarlo nel senso richiesto dalla mozione.
La disposizione della LAID è strutturata rigorosamente:
- la legislazione cantonale può prevedere la deduzione del capitale proprio soltanto se nella capitale del Cantone l'aliquota cumulata dell'imposta del Cantone, del Comune e di eventuali altri enti che si amministrano da sé ammonti almeno al 13,5 per cento per l'insieme della tariffa. Attualmente questa regola dell'imposizione minima è rispettata soltanto da due Cantoni e soltanto il Cantone di Zurigo ha introdotto la deduzione per autofinanziamento;
- inoltre la deduzione non è concessa sul capitale proprio complessivo, bensì soltanto sulla parte di capitale proprio superiore alla media considerata adeguata in relazione ai rischi degli attivi specifici dell'impresa, ossia sul capitale proprio di garanzia. Per questo motivo, anche in tempi economici normali, solo una minoranza di imprese ha diritto alla deduzione per autofinanziamento. Quindi, lo strumento non aiuta le imprese economicamente indebolite dall'attuale crisi del coronavirus. In questo caso sarebbero più efficaci misure che puntano direttamente sulla ricapitalizzazione.
Una formulazione meno restrittiva permetterebbe di ampliare la cerchia delle imprese aventi diritto alla deduzione sul capitale proprio. Senza misure di controfinanziamento, la portata di questo intervento comporterebbe un calo del gettito nettamente superiore.
Occorre anche tenere conto dei lavori in corso nel progetto dell'OCSE sull'imposizione dell'economia digitale, che contribuiranno a caratterizzare le condizioni quadro per la politica fiscale svizzera futura. Le norme in materia di imposizione minima previste potrebbero essere particolarmente rilevanti in questo caso. Tuttavia, non essendo ancora disponibili i relativi parametri, non è attualmente opportuno prendere decisioni fondamentali per il regime svizzero di imposizione delle imprese.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.