Preparazione e gestione carenti nonostante la Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie, il piano pandemico recentemente rielaborato e i primi segnali di allarme dalla Cina
20.3274 · Interpellanza · 2020-05-05
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La pandemia da coronavirus è una sfida molto ardua e il nostro Paese è stato colto alla sprovvista nonostante avesse avuto oltre due mesi per prepararsi. Avvertimenti e rapporti inequivocabili provenienti dalla Cina e da altri Paesi asiatici non sono stati presi tempestivamente in considerazione o sono stati oggetto di commenti arroganti. Così, pur avendo adottato provvedimenti utili, l'UFSP ha sempre reagito troppo tardi, con poca coerenza e in parte con una comunicazione contraddittoria nonostante la Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie (CFP) e il piano pandemico rielaborato nel 2018. Le conseguenze: gravi sofferenze della popolazione a causa dei decessi e dei problemi di salute, lavoro ridotto o addirittura chiusura di aziende. Anche la vita sociale è stata notevolmente limitata. Un lockdown parziale è stato precipitosamente ordinato d'urgenza in soli tre giorni. Si pongono pertanto le seguenti domande:
1. Quante volte si è riunita la CFP dalla sua fondazione nel 2012 e dal 31 dicembre 2019, data della prima comunicazione inviata da Wuhan all'Organizzazione mondiale della sanità? Cosa comprende la sua attività?
2. In che misura gli organi competenti e il Consiglio federale si sono attenuti alle prescrizioni del piano pandemico, rielaborate l'ultima volta nel 2018 e fissate per scritto, e hanno attuato i provvedimenti raccomandati?
3. Dal 2020 la CFP è stata coinvolta attivamente nella costante rivalutazione della situazione? Le sue raccomandazioni sono state verbalizzate?
4. Chi è stato responsabile di rivalutare quotidianamente gli studi e i dati più recenti sulla pandemia da coronavirus dal gennaio del 2020?
5. Oltre al numero di casi positivi e di decessi, quali altri dati sono stati presi in considerazione per valutare l'evoluzione della situazione di pericolo?
6. Sono state attuate tutte le misure precauzionali previste dal piano pandemico?
7. Per quale motivo non è stato rispettato l'obbligo di costituire scorte di materiale di protezione?
8. Perché nella prima settimana di gennaio non è stato immediatamente ordinato il materiale palesemente mancante?
9. Per quale motivo, contrariamente a quanto previsto nel piano pandemico, non si è immediatamente proceduto a limitare la mobilità interregionale e a introdurre ulteriori misure precauzionali e di protezione per la mobilità essenziale (p. es. nel traffico ferroviario dall'Italia e negli aeroporti)?
Per poter essere meglio preparati a future pandemie, è imperativo rispondere rapidamente e accuratamente alle molte domande sorte. È assolutamente necessaria un'analisi completa, autocritica e onesta.
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 3. La Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie (CFP) si riunisce da tre a quattro volte all'anno. L'ultima riunione risale al 18 dicembre 2019. Conformemente alla decisione istitutiva, la CFP è responsabile in primo luogo della preparazione alle pandemie e, di conseguenza, del piano pandemico e della sua revisione. Durante le pandemie, questa funzione slitta in secondo piano. Il nome "Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie" suggerisce anche una sua partecipazione alla risposta alle pandemie. Questa funzione è stata ed è tuttora garantita: singoli membri sono infatti consultati su aspetti specifici o coinvolti in processi e gruppi di lavoro dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Non è invece prevista un'attività della CFP quale organo plenario. Passata la crisi, la CFP rivedrà il piano pandemico, in collaborazione con le autorità federali e cantonali, integrandovi gli insegnamenti acquisiti.
2. Il Piano svizzero per pandemia influenzale serve alla Confederazione e ai Cantoni quale documento strategico comune. Rappresenta inoltre una base per elaborare i piani cantonali. Spetta ai Cantoni stabilire in che misura fondare i piani cantonali su questa base, conformemente alle condizioni sul proprio territorio. La Confederazione e i Cantoni hanno rispettato le disposizioni vincolanti. In merito al rispetto delle disposizioni con carattere di raccomandazione da parte dei Cantoni non siamo in grado di fornire indicazioni.
4. La pubblicazione dei dati di sorveglianza e della valutazione epidemiologica è di competenza del gruppo di lavoro "Situazione" della task force COVID-19 dell'UFSP. Gruppi di ricerca come pure scienziati di varie discipline pubblicano inoltre man mano studi sui risultati più recenti.
5. Oltre a quelli menzionati sono stati inclusi anche i seguenti dati: a livello nazionale, per valutare la situazione in base alla sorveglianza continua sono considerati anche il numero di ricoveri ospedalieri determinati dalla COVID-19 come pure i posti in cure intensive disponibili negli ospedali. L'UFSP tiene inoltre conto dei pareri di esperti nazionali e internazionali, del numero di casi e dell'evoluzione a livello internazionale, in particolare in Europa, nonché delle valutazioni continue della situazione e dei rischi dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), delle autorità europee (ECDC) e di altri Stati. Un'altra base è costituita dagli studi scientifici sottoposti a revisione paritaria e pubblicati.
6. Il Piano svizzero per pandemia influenzale si riferisce alla preparazione e alla risposta a una pandemia influenzale. Non tutte le misure previste possono quindi essere applicate all'attuale pandemia di COVID-19. La preparazione in Svizzera era tuttavia sostanzialmente conforme al piano pandemico. L'attuazione delle raccomandazioni relative alle scorte minime nei Cantoni, nelle imprese e nella popolazione è lasciata alla responsabilità individuale e con tutta probabilità presentava lacune.
7. Le scorte di mascherine di protezione delle classi FFP2 e FFP3 sono allestite sulla base di contratti per la costituzione di scorte obbligatorie conclusi volontariamente dalle aziende interessate e la Confederazione. Le scorte obbligatorie erano disponibili nella quantità pattuita e sono state liberate all'inizio della pandemia di COVID-19 a favore dei Cantoni. Per le mascherine igieniche, i disinfettanti e i guanti per visita medica non sono previste scorte obbligatorie.
8. Nella prima settimana di gennaio, in base alla valutazione della situazione non vi era alcuna penuria. La parziale limitatezza delle scorte degli ospedali, degli studi medici e di altre strutture sanitarie è venuta alla luce solo più tardi. La Confederazione ha ricevuto segnalazioni solo quando la domanda ha registrato un'impennata a causa dell'evoluzione in Svizzera. Non appena si è delineata una situazione di penuria sono stati predisposti acquisti.
9. Il Piano svizzero per pandemia influenzale non prevede una limitazione immediata e completa della mobilità. Una limitazione drastica della mobilità ha inoltre ampie ripercussioni sull'economia e la società. In gennaio - quando era praticamente impossibile prevedere l'impatto futuro per la Svizzera - difficilmente una decisione del genere sarebbe stata capita e accettata dalla popolazione e dal mondo politico.
Risposta del Consiglio federale.