Quali saranno le conseguenze per l'agricoltura e, in particolare, per la produzione agricola indigena in seguito al Covid-19?
20.3279 · Interpellanza · 2020-05-05
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel quadro dell'attuale pandemia, il Consiglio federale ha deciso, giustamente, di inserire il settore agricolo e la filiera agroalimentare tra i settori preponderanti, insieme a quelli della salute, ovviamente, e della logistica. Un'interruzione della produzione avrebbe infatti rappresentato un rischio sistemico per la nostra società. È stato possibile garantire l'approvvigionamento con derrate alimentari in particolare perché il virus non viene trasmesso attraverso questi prodotti. Il nostro ruolo in ambito politico è quello di prevedere gli eventuali problemi che potrebbero emergere in caso di future crisi sanitarie, crisi geopolitiche o di catastrofi naturali. Si può infatti facilmente immaginare che l'approvvigionamento con derrate alimentari potrebbe risultare più problematico.
Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. Intende potenziare la produzione indigena, in particolare nel quadro della futura Politica agricola a partire dal 2022?
2. Prevede di assicurare che, nel quadro delle modifiche della legge sulla pianificazione del territorio in corso di revisione, venga tenuto conto in maniera sufficiente delle terre coltive?
3. Ha intenzione di rafforzare il mantenimento dell'apparato industriale e artigianale per la trasformazione dei prodotti alimentari nel nostro Paese?
4. Intende promuovere la creazione di scorte obbligatorie a livello di derrate alimentari?
Stellungnahme des Bundesrates
La crisi innescata dal coronavirus ha evidenziato che, anche in una situazione grave, in Svizzera l'approvvigionamento della popolazione è assicurato. La produzione indigena, le importazioni e, all'occorrenza, le scorte obbligatorie permettono di garantire la disponibilità di derrate alimentari. Il Consiglio federale ha altresì la possibilità di intervenire in modo mirato nei settori in cui ciò è necessario.
Domanda 1
La produzione indigena resta una colonna portante dell'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari. Le misure proposte nel quadro della Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) nel settore ambientale contribuiscono a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine. Al momento, in alcuni ambiti la produzione indigena supera il livello ecologicamente sopportabile; a medio-lungo termine ciò si ripercuote negativamente sulla produttività dell'agricoltura e di conseguenza sulla sicurezza dell'approvvigionamento. L'obiettivo non è quindi massimizzare a breve termine la produzione indigena, bensì garantire a lungo termine l'approvvigionamento con derrate alimentari.
È importante che in Svizzera si preservi la capacità produttiva, segnatamente le terre fertili, per reagire in modo mirato alle situazioni di crisi e per poter adeguare la produzione alle esigenze.
Domanda 2
In un primo momento, in occasione della prima consultazione, la seconda tappa della revisione parziale del 5 dicembre 2014 della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2) conteneva nuove disposizioni sulla protezione delle superfici agricole e sulle superfici per l'avvicendamento delle colture. Successivamente, il Consiglio federale ha stralciato queste tematiche dal progetto di revisione, spostando l'attenzione sulla rielaborazione del Piano settoriale delle superfici per l'avvicendamento delle colture (SAC), il cui obiettivo principale resta la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare in caso di grave penuria. Il Piano settoriale SAC, adottato dal Consiglio federale l'8 maggio 2020, comprende nuovi principi per assicurare le SAC a lungo termine, imporre criteri di qualità uniformi e disciplinare la compensazione in caso di utilizzo delle SAC. Esso permette di garantire al meglio la preservazione delle superfici agricole più fertili della Svizzera.
Domanda 3
Finora non si sono riscontrate discontinuità a livello dell'offerta nella produzione e nella trasformazione di derrate alimentari; la Svizzera dispone infatti di solide infrastrutture locali e pertanto è stato possibile colmare rapidamente le lacune puntuali lungo la catena di approvvigionamento. Inoltre, all'inizio della crisi il Consiglio federale ha deciso di adeguare temporaneamente determinate misure di politica agricola già esistenti, onde garantire l'approvvigionamento della popolazione, scongiurando un crollo dei prezzi sui mercati che sarebbe potuto ricadere sull'intera catena del valore.
Domanda 4
Non è stato necessario liberare le scorte obbligatorie di generi alimentari di base, previste per coprire il fabbisogno della popolazione per 3-4 mesi. Esse sono sufficienti e sottostanno a una regolare verifica da parte dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese. Se necessario, sono adattate in funzione all'evoluzione della situazione. Nello specifico è stata rilevata una necessità di adeguamento per certi beni, ad esempio i cereali, gli oli e i grassi vegetali. Inoltre, è in corso una verifica relativa alle sementi e, in particolare, si sta valutando se sia eventualmente necessario costituire scorte obbligatorie di sementi di colza. Il Consiglio federale dispone di una chiara strategia per quanto concerne le misure che andrebbero attuate in caso di crisi per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari. Al momento, più della metà della superficie coltiva è destinata alla produzione di foraggio; in una situazione di crisi si prediligerebbero le colture direttamente destinate all'alimentazione umana (patate, frumento, colza e barbabietola da zucchero), riducendo quelle per la trasformazione (pollame e suini).
Risposta del Consiglio federale.