20.3281 · Mozione · 2020-05-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di allestire, nel quadro della revisione della legge sulle poste, la promozione dei media in modo svincolato da qualsiasi fornitore. La seguente formulazione creerebbe equità nel libero mercato: "La riduzione è garantita indipendentemente dal fatto che la distribuzione della testata sia effettuata completamente o in parte dalla Posta o da un altro fornitore di servizi di distribuzione."
Begründung
La promozione indiretta dei media è uno strumento importante della politica dei media. Non deve però in nessun caso portare al rafforzamento del monopolio della Posta, in quanto negli ultimi anni si è creata una fruttuosa concorrenza tra i fornitori di servizi di distribuzione, che risulta positiva per tutto il Paese. Oggi vi sono infatti imprese di distribuzione che assicurano una copertura capillare, senza subappaltatori con dipendenti propri. L'impresa Quickmail ne è un buon esempio: con più di 3000 impiegati in tutta la Svizzera fornisce il recapito esclusivamente con veicoli elettrici, ossia con un impatto climatico nettamente migliore e inoltre ad un prezzo ancora più vantaggioso della Posta.
Questa concorrenza positiva è auspicabile poiché offre vantaggi durevoli per la Svizzera. In seguito all'adozione delle misure legate al coronavirus, ora la promozione indiretta dei media è stata potenziata vincolandola ancora al monopolio della Posta. Ciò significa che le case editrici non possono scegliere liberamente il loro servizio di distribuzione e devono forse ricorrere nuovamente alla Posta e accettare tariffe più care. In questo modo i fornitori privati verrebbero chiaramente svantaggiati dallo Stato. Se invece la promozione indiretta della stampa diventasse accessibile a terzi, allora le case editrici potrebbero scegliere il loro partner per la distribuzione. La Posta potrà così continuare a fornire il recapito là dove è competitiva e dove possono offrire i loro servizi anche i fornitori privati. Ciò porta a migliori risultati. Se utilizzati come illustrato, i mezzi per la promozione indiretta della stampa esplicherebbero un effetto del 30 per cento superiore e presenterebbero, almeno per quanto riguarda Quickmail, anche un bilancio ecologico positivo in confronto alla Posta. Con una liberalizzazione della promozione indiretta della stampa si crea una situazione in cui sono tutti vincenti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La promozione indiretta della stampa è fondata sull'obbligo assegnato alla Posta Svizzera di fornire il servizio universale. Il mandato di servizio universale obbliga la Posta a fornire un capillare servizio di distribuzione regolare dei giornali e dei periodici in abbonamento sei giorni alla settimana. A sostegno delle regioni di montagna e periferiche da una parte, e delle testate della stampa locale e regionale a bassa tiratura dall'altra, i giornali e i periodici in abbonamento vanno distribuiti a prezzi indipendenti dalla distanza. Il settore della distribuzione dei giornali è in deficit da anni. Negli scorsi cinque anni l'ammanco è stato in media di 73 milioni di franchi. I costi scoperti sono compensati dalla Posta con i ricavi di altri settori d'attività. A differenza del monopolio nel settore delle lettere, il mercato dei giornali è soggetto senza restrizioni alla concorrenza ma, salvo la Posta, a oggi nessun fornitore offre il servizio di distribuzione giornaliera o in modo capillare. I fornitori privati hanno la possibilità di scegliere selettivamente di servire solo le aree densamente popolate e quindi economicamente più vantaggiose, e di offrire il servizio soltanto certi giorni della settimana. Per i fornitori alternativi risultano interessanti soprattutto le testate della stampa associativa e delle fondazioni, a bassa frequenza di edizione (mensile, trimestrale).
Anche estendendo la promozione indiretta della stampa i fornitori privati non avrebbero alcun interesse a distribuire i giornali quotidianamente e nelle aree scarsamente popolate, una prestazione onerosa che invece la Posta è tenuta a offrire in forza del suo mandato legale. La struttura dei costi decisamente più esigua, unita alla riduzione sul prezzo di distribuzione garantita dalla promozione indiretta della stampa, consentirebbero ai fornitori privati di stabilire prezzi con cui la Posta non può competere. Alla Posta rimarrebbero soltanto le offerte meno lucrative. L'apertura della promozione indiretta della stampa, pertanto, non stimolerebbe la concorrenza ma renderebbe piuttosto i settori di mercato economicamente redditizi appannaggio dei fornitori alternativi. Le aziende private sarebbero sovvenzionate grazie alla facilitazione dell'accesso offerta dal servizio universale. Per avere una soluzione equa sotto il profilo della concorrenza, occorrerebbe o obbligare tutti gli operatori di mercato con una clientela che ha diritto alla promozione a offrire il recapito quotidiano e capillare, o ripartire solidalmente i costi netti derivanti dal mandato di servizio universale tra i diversi soggetti coinvolti.
Con la perdita della distribuzione dei giornali, per la Posta si ridurrebbero gli effetti di gamma nella distribuzione e aumenterebbero i costi all'unità per il recapito di lettere e pacchi. Di conseguenza, non soltanto crescerebbe il deficit della Posta nel settore della distribuzione dei giornali, ma si acuirebbe anche la pressione sui settori che costituiscono la base dei ricavi del servizio universale. Secondo la Posta, l'attuazione della mozione metterebbe a repentaglio centinaia di posti di lavoro nel settore della distribuzione. In particolare, si dovrebbero convertire posti di lavoro a tempo pieno in posti a tempo parziale.
Il potenziale di risparmio del 30 per cento citato nella mozione si riferisce a una stima della differenza nel prezzo per unità nell'ambito della distribuzione della stampa associativa e delle fondazioni che, in confronto ad altri settori, è poco costosa. Alla luce del fatto che, anche in questo segmento, i fornitori alternativi non sarebbero praticamente in grado di coprire l'intero mercato e che i fondi previsti per la promozione in questo settore rappresentano meno di un terzo dei 70 milioni di franchi previsti in futuro, l'effetto complessivo per il panorama dei media stampati risulterebbe assai limitato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.