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20.3296 · Interpellanza · 2020-05-05

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La crisi innescata dal coronavirus palesa quanto sia importante l'approvvigionamento con derrate alimentari della propria popolazione. Per questo motivo, il Consiglio federale ha giustamente dichiarato l'agricoltura rilevante per l'approvvigionamento, in quanto, come il settore militare o quello dell'approvvigionamento elettrico, è una risorsa strategica indispensabile in tempi di crisi. Ciononostante, all'inizio della crisi si sono verificati problemi di approvvigionamento, in particolare per i prodotti conservati d'importazione. Alcuni grandi Paesi, come la Russia, il Kazakistan e l'Argentina, hanno introdotto restrizioni di esportazione. Altri importanti Paesi esportatori faticano non poco a mantenere operative le loro catene di approvvigionamento e di fornitura, come per esempio gli USA. Questo palesa quanto sia importante produrre derrate alimentari nel proprio Paese per coprire la maggior parte possibile del consumo.

Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

1. Come valuta il Consiglio federale l'importanza dell'agricoltura in questa crisi?

2. L'agricoltura è pronta per produrre quante più derrate alimentari possibili in tempi di crisi? Dove occorrono miglioramenti?

3. Come pensa di garantire il Consiglio federale che il grado di autoapprovvigionamento dell'agricoltura non diminuisca ulteriormente?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1

La crisi innescata dal coronavirus ha evidenziato il buon funzionamento del piano per la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera, poiché, in qualsiasi momento, è stata garantita la sicurezza dell'approvvigionamento della popolazione residente. La produzione indigena è rimasta stabile ed è stato possibile continuare ad acquistare i prodotti d'importazione necessari cosicché non si sono dovute liberare le scorte obbligatorie di derrate alimentari previste per le situazioni di crisi.

Per il Consiglio federale la produzione indigena è un pilastro centrale della sicurezza dell'approvvigionamento e continuerà a esserlo anche nell'ulteriore sviluppo della politica agricola. Essa fornisce infatti le materie prime alle aziende dedite alla trasformazione di derrate alimentari. È altresì importante preservare a lungo termine le basi di produzione (p.es. un suolo fertile e il know-how), le infrastrutture per la trasformazione e lo stoccaggio nonché un commercio internazionale ben funzionante. Durante la pandemia di coronavirus l'importanza degli scambi internazionali di merci in situazioni di crisi è emersa soprattutto nelle regioni in cui la produzione e la trasformazione di derrate alimentari sono venute meno a livello regionale (p.es. in Lombardia).

Domande 2 e 3

La gestione sostenibile delle superfici agricole e la garanzia delle superfici per l'avvicendamento delle colture, conformemente alla versione rivista del rispettivo Piano settoriale dell'8 maggio 2020, sono i presupposti migliori per preservare a lungo termine le basi di produzione e quindi disporre anche in tempi di crisi di una produzione indigena sufficiente. Un grado di autoapprovvigionamento massimo in tempi normali non è invece un buon indicatore della sicurezza dell'approvvigionamento in quanto dipende dallo sviluppo demografico e dalla superficie agricola utile disponibile. Per mantenere il grado di autoapprovvigionamento in un contesto con una popolazione in crescita e una superficie agricola in calo, si dovrebbe intensivare la produzione indigena. Questo avrebbe conseguenze negative sull'ambiente e sulla capacità produttiva a lungo termine. Inoltre, andrebbero importati più alimenti per animali, sementi e concimi, il che incrementerebbe la dipendenza dalle importazioni dei mezzi di produzione.

Con la PA22+ la produzione indigena resta un pilastro centrale della sicurezza alimentare. Quest'ultima si potenzia promuovendo l'innovazione e lo sviluppo tecnologico nonché preservando a lungo termine la capacità produttiva tenendo conto della sopportabilità ecologica.

Risposta del Consiglio federale.