20.3367 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per prevenire i controlli sistematici dell'identità nelle strutture pubbliche e, se necessario, porvi immediatamente fine.
Begründung
Con il pretesto di combattere la pandemia di COVID-19, è già stata imposta, mediante semplice ordinanza del direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica, la raccolta generalizzata di dati di localizzazione dei clienti di Swisscom.
Si parla ora di un secondo passo nella sorveglianza elettronica di massa: un'applicazione per smartphone che alcuni hanno già ribattezzato "GestapoApp", un nome che la dice lunga.
E ora apprendiamo che la riapertura dei ristoranti potrebbe essere vincolata all'obbligo per i proprietari, sempre con il pretesto della lotta contro questo virus, di effettuare controlli di identità sistematici e di mettere successivamente a disposizione delle autorità sanitarie i dati raccolti, senza (a dir poco) che le condizioni di conservazione e utilizzo di questi dati siano chiare né tanto meno conformi alla legislazione sulla protezione dei dati e, in tutta evidenza, senza una base legale sufficiente per farlo.
Questa misura rischia di compromettere la riapertura delle strutture perché i clienti potrebbero non essere disposti a farsi sorvegliare da proprietari trasformati contro la loro volontà in agenti di una nuova forma di Stasi e irrita fortemente la popolazione.
Bisogna impedirne l'attuazione e, se necessario, porvi fine immediatamente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il tracciamento dei contatti è un elemento centrale per la lotta al nuovo coronavirus. Una premessa per le tappe di allentamento decise dal Consiglio federale era quindi la registrazione dei dati di contatto qualora non fosse stato possibile rispettare le regole di distanziamento sociale e adottare provvedimenti di protezione come barriere. In questo modo si intende garantire il tracciamento dei contatti qualora compaia un caso positivo.
Dal 22 luglio 2020, tutti i gestori di strutture accessibili al pubblico devono prevedere nel loro piano di protezione la registrazione dei dati di contatto se a causa del tipo di attività, delle circostanze locali o per motivi di esercizio o economici non è possibile per una determinata durata né rispettare il necessario distanziamento né adottare misure di protezione (art. 4 dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare; RS 818.101.26).
Il Consiglio federale è consapevole degli sforzi richiesti ad ognuno per lottare contro l'epidemia di coronavirus. L'obbligo per i gestori di strutture di registrare i dati di contatto dei clienti ha il solo obiettivo di contrastare un nuovo aumento significativo dei casi, che sarebbe nefasto sia dal punto di vista sanitario, sia da quello economico. Della protezione contro l'abuso dei dati dei clienti si è già tenuto conto nell'ordinanza COVID-19 situazione particolare, che ne vieta il trattamento per altri scopi e ne prevede la distruzione 14 giorni dopo la visita alla struttura (art. 5 cpv. 3 dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare). Vengono così attuate le prescrizioni in materia di diritto della protezione dei dati e di diritti umani per la protezione dell'autodeterminazione informativa secondo l'articolo 13 capoverso 2 della Costituzione federale (RS 101) e l'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.