Proroga fino al 31 dicembre 2021 dell'esenzione temporanea dall'avviso obbligatorio di eccedenza dei debiti
20.3376 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire, nel quadro del messaggio COVID-19, che l'esenzione per sei mesi dall'avviso obbligatorio di eccedenza dei debiti prevista nell'ordinanza COVID-19 sul diritto in materia d'insolvenza sia prorogata fino al 31 dicembre 2021, se si può presumere che il sovraindebitamento potrà essere risanato entro questa data.
Begründung
Il termine di sei mesi dalla fine dei provvedimenti adottati in materia di COVID-19 è troppo breve per risanare il sovraindebitamento e andrebbe pertanto prorogato fino al 31 dicembre 2021. Le misure a breve termine della Confederazione hanno sostenuto in particolare la liquidità e, grazie alla possibilità del lavoro ridotto, è stato anche possibile diminuire i costi del personale. Le altre possibilità di ridurre a breve termine i costi sono tuttavia limitate. A causa del crollo dei fatturati cagionato dai provvedimenti disposti dalla Confederazione per combattere la pandemia di coronavirus, nell'esercizio 2020 le perdite saranno pesanti. Le società operative, che hanno una base di capitale proprio di norma bassa, finiranno così per indebitarsi in maniera eccessiva.
Le probabilità di risanare un'impresa dipendono in ampia misura dall'evolversi della pandemia a livello globale e non soltanto in Svizzera. Se la crisi si protrae troppo a lungo, si giungerà a una crisi economica grave e duratura, che impedirà un risanamento rapido delle perdite di bilancio. Già oggi si prevede che il ritorno alla normale attività avverrà gradualmente e che la ripresa economica sarà lenta. Per evitare danni ai creditori è determinante non tanto il capitale proprio, quanto la liquidità. Fintantoché le imprese dispongono di liquidità, nessun creditore è danneggiato. Per far fronte alla crisi è fondamentale che le imprese possano partecipare il più a lungo possibile al ciclo economico e nel contempo onorare i loro impegni. I posti di lavoro sono così preservati e si evita la suddivisione dei valori patrimoniali. Per far fronte alla crisi fino alla ripresa congiunturale sono determinanti sufficienti flussi di denaro e non necessariamente un capitale proprio comprovato dal diritto commerciale. Sotto l'ottica di questa crisi, la rinuncia a depositare il bilancio dinanzi al giudice si giustifica per un periodo più lungo. Si dovranno sopportare le conseguenze sia dirette che indirette della crisi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Con la sospensione provvisoria dell'articolo 725 capoverso 2 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) il Consiglio federale intende tutelare le imprese svizzere da un fallimento conseguente alla crisi del coronavirus. Tuttavia, in tal modo si limita la protezione dei creditori, poiché le società sovraindebitate non devono deporre il loro bilancio. Nella consultazione sull'ordinanza COVID-19 insolvenza (RS 281.242), partecipanti di rilievo quali Cantoni e associazioni economiche hanno pertanto espresso riserve. Il Consiglio federale, che attribuisce grande importanza alla protezione dei creditori, ritiene che tali restrizioni debbano restare proporzionate anche sul piano temporale.
La sospensione dell'articolo 725 capoverso 2 CO tramite diritto di necessità è concepita come misura immediata, tesa in primo luogo a dare più tempo alle società per rivalutare la situazione economica. Nel contempo occorre tenere presente che se il capitale della società è già esaurito, il suo sovraindebitamento aumenta ulteriormente, a scapito dei creditori. Il consiglio d'amministrazione è pertanto esentato dall'avviso obbligatorio soltanto se può fare una prognosi favorevole per la società. Il Consiglio federale ha stabilito il 31 dicembre 2020 come data determinante per la prognosi. La maggior parte delle società allestirà il conto annuale a fine anno, acquisendo certezza in merito alle conseguenze della crisi del coronavirus sull'esercizio 2020. L'esperienza insegna che, causa dell'imprevedibilità dell'andamento degli affari, le società sovraindebitate il 31 dicembre 2020 potranno difficilmente fare una prognosi favorevole per la fine del 2021. In queste condizioni, una proroga del termine di un anno intero è sproporzionata rispetto agli interessi dei creditori interessati. Il Consiglio federale respinge pertanto questa richiesta. Inoltre, anche i dibattiti parlamentari sulla futura legge concernente le basi legali delle ordinanze del Consiglio federale per far fronte all'epidemia del (COVID-19) permetteranno una nuova valutazione della necessità di un intervento legislativo in questo ambito alla luce dell'evolversi della situazione economica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.