20.3384 · Postulato · 2020-05-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a elaborare un masterplan per l'industria aeronautica e a indicare quali misure concrete sono necessarie per garantire la compatibilità del settore aeronautico con gli obiettivi climatici di Parigi, includendo i seguenti punti nelle sue considerazioni:
1. il coinvolgimento, mediante accordi mirati, delle compagnie aeree e dei gestori di aeroporti per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi;
2. prescrizioni per la promozione e l'impiego di carburanti sintetici e di aeromobili più efficienti, in particolare al momento del rinnovo della flotta;
3. un ruolo proattivo nei negoziati internazionali per l'introduzione di un'imposta sul cherosene e per l'integrazione del traffico aereo nel futuro accordo sul clima;
4. una moratoria del potenziamento dell'infrastruttura aeroportuale, finché non sarà possibile dimostrarne la compatibilità con la necessaria riduzione delle emissioni di gas serra del settore;
5. il trasferimento su rotaia dei voli di transito commerciali e degli altri voli nazionali;
6. l'introduzione, per tutti gli aeroporti, di un divieto di volo notturno di almeno 8 ore, come raccomandato dall'OMS, in modo da garantire la salute dei residenti nelle aree vicine;
7. l'istituzione di un fondo per la riqualificazione professionale e la formazione continua per offrire prospettive ai lavoratori e alle lavoratrici nei settori del trasporto pubblico rispettosi del clima;
8. un pacchetto di sostegno per le ferrovie, in particolare per lo sviluppo di linee internazionali e treni notturni.
Begründung
In Svizzera, il traffico aereo è responsabile di circa il 20% dei danni climatici. Se non verranno adottate misure, entro il 2030 il traffico aereo avrà conseguenze di vasta portata sul riscaldamento globale. Rispetto ad altri vettori di trasporto, l'aviazione gode di enormi privilegi fiscali. In Svizzera, mentre la benzina e gli altri oli minerali sono tassati, i voli internazionali sono esenti dall'imposta sul carburante. In questo modo, i costi esterni ricadono sulla collettività, per un totale di 1,3 miliardi di franchi all'anno, di cui i soli danni climatici ammontano a 983 milioni di franchi all'anno (fonte: ARE). È responsabilità della politica contribuire al cambiamento strutturale del settore aeronautico.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La quota di emissioni di diossido di carbonio (CO2) generata dal traffico aereo mondiale corrisponde al 2 - 2,5 per cento delle emissioni fossili globali di CO2 causate dall'uomo (AIE 2018). Secondo l'inventario dei gas serra, in Svizzera nel 2017 il traffico aereo nazionale e internazionale ha causato il 12,5 per cento circa delle emissioni totali di CO2 e il 10 per cento circa di tutte le emissioni di gas serra (CO2 equivalenti) registrate. Vista la natura globale del traffico aereo, la Svizzera si impegna a ridurre l'impatto dell'aviazione sul clima soprattutto a livello internazionale, nell'ambito degli organismi europei e globali competenti. Secondo il rapporto del Consiglio federale sulla politica aeronautica svizzera del 2016, si deve tenere conto delle evoluzioni internazionali nell'ambito dell'attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dello sviluppo di misure aeronautiche specifiche da parte dell'ICAO, influendovi per quanto possibile allo scopo di raggiungere gli obiettivi. Attualmente la priorità è accordata all'aumento dell'efficienza in ambito tecnico e operativo e all'attuazione di misure basate su meccanismi di mercato. Negli ultimi anni è stato perciò negoziato lo schema CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation) dell'ICAO. Sulla base di tale schema e della decisione del Consiglio dell'ICAO di fine giugno 2020, a partire dal 1° gennaio 2021 le compagnie aeree dovranno compensare tutte le emissioni prodotte sulle linee internazionali che superano le emissioni dell'anno di riferimento 2019, acquistando certificati di riduzione delle emissioni. Inoltre, dal 1° gennaio 2020 il traffico aereo svizzero è integrato nel sistema di scambio di quote di emissioni svizzero collegato con il corrispondente sistema dell'UE. Sono pertanto coperti tutti i voli all'interno dello spazio economico europeo SEE e della Svizzera.
La Convenzione di Parigi non fissa obiettivi specifici per la riduzione delle ripercussioni del traffico aereo sul clima. Gli obiettivi e le misure concrete per il traffico aereo internazionale vengono sviluppati dall'organismo responsabile, ossia l'ICAO. Insieme agli altri 43 Stati della Conferenza europea dell'aviazione civile (CEAC), la Svizzera ha inoltre elaborato un piano d'azione nazionale che viene aggiornato regolarmente.
A livello nazionale, il Parlamento sta attualmente dibattendo in merito alla legge sul CO2 e, in questo contesto, sull'introduzione di una tassa d'incentivazione sui biglietti aerei. Il Consiglio federale si è già pronunciato recentemente in diverse occasioni sui punti sollevati nel presente intervento, come ad esempio sul divieto di volo notturno e in merito alla tassa sul cherosene (Mo. 20.3275, Mo. 19.4367, Mo. 19.3604, Ip. 19.4281, Ip. 19.3508). L'effettiva pianificazione delle operazioni e delle infrastrutture è inoltre specificata nel Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA) per i prossimi anni.
In questo contesto, il Consiglio federale non reputa necessaria un'ulteriore pianificazione generale (masterplan) del traffico aereo. Va precisato che l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC), competente in materia, ha disposto l'elaborazione del rapporto "Prospettive di traffico 2050" per illustrare possibili scenari di sviluppo del traffico aereo fino al 2050. Gli scenari si basano sulla premessa che l'infrastruttura aeroportuale non si sviluppi oltre le condizioni quadro specificate nel PSIA. Il rapporto indicherà anche le cifre relative ai movimenti previsti e toccherà temi quali le tendenze rilevate a livello di mobilità, gli obiettivi climatici e il rapporto tra il trasporto aereo e quello ferroviario sulle distanze brevi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.