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Parità di genere e sfide specifiche alla situazione delle donne durante la crisi provocata dal coronavirus

20.3486 · Interpellanza urgente · 2020-06-03

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è pregato di esporre la sua posizione sulla parità di genere e le sfide specifiche alla situazione delle donne durante la crisi provocata dal coronavirus, in particolare su:

1. un'offensiva di assistenza professionale sostenuta dallo Stato;

2. il miglioramento delle condizioni di lavoro nelle professioni di rilevanza sistemica;

3. un bilancio di genere coerente e l'attuazione e l'applicazione della parità salariale;

4. il coinvolgimento mirato delle donne nei processi decisionali della gestione della crisi;

5. la prevenzione generale della violenza contro le donne e il sostegno mirato alle donne vittima di violenza;

6. un sostegno specifico per le migranti.

È disposto ad affrontare queste sfide? Se sì, con quali misure e mezzi? Se no, perché?

Begründung

Da anni l'attuazione del mandato costituzionale della parità di genere procede in modo zoppicante. La crisi provocata dal coronavirus ha messo spietatamente in luce molti problemi di genere della nostra società. Le donne sono la spina dorsale sociale, ma anche economica della società. Né nelle analisi né nelle misure questo aspetto è però preso sufficientemente in considerazione. È quindi ora di tenere conto della situazione specifica delle donne e del loro impegno, retribuito e non retribuito, per la famiglia, l'economia e la società - durante e dopo la crisi.

Senza l'immenso lavoro svolto dalle persone attive nelle cosiddette professioni di rilevanza sistemica non saremmo mai riusciti a gestire la fase acuta della crisi. In molte di queste professioni le donne sono ampiamente sovrarappresentate, per esempio l'86 per cento del personale infermieristico, il 92 per cento del personale delle strutture di custodia dell'infanzia e due terzi degli impiegati del commercio al dettaglio sono donne. È grazie a tutte loro se il sistema non è collassato.

I tagli nei settori della salute, delle cure, della formazione, dell'accudimento dei bambini e dell'assistenza agli anziani colpiscono doppiamente le donne: da un lato, perché proprio in questi settori sono sovrarappresentate e quindi particolarmente colpite se le condizioni di lavoro peggiorano, dall'altro, lo smantellamento di servizi a prezzi accessibili nel settore dell'assistenza spinge le donne ad assumersi questi lavori in modo mal retribuito o senza retribuzione alcuna. A lungo termine questa dinamica si ripercuote in modo negativo sulla loro posizione sul mercato del lavoro e causa loro ingenti perdite nella previdenza per la vecchiaia.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è cosciente che la pandemia di COVID-19 pone alla Svizzera anche problemi di politica di genere e può avere ripercussioni disuguali sui sessi. È quindi importante che le misure già adottate per migliorare la parità di genere e la conciliabilità tra famiglia e lavoro e per prevenire la violenza vengano attuate anche durante e dopo la crisi e se necessario adeguate.

1. Per la custodia extrafamiliare di bambini e per il settore dell'aiuto e dell'assistenza a persone anziane o disabili sono competenti in primo luogo i Cantoni e i Comuni. Sono quindi loro a definire le condizioni quadro per il personale qualificato, per chi presta cure ai congiunti e per il lavoro di volontariato. La Confederazione ha un ruolo sussidiario. Nel quadro delle sue competenze, ha già emanato disposizioni che contribuiscono a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro la parità di genere:

  • Mediante un programma d'incentivazione limitato nel tempo la Confederazione promuove la creazione di posti per la custodia extrafamiliare di bambini. Da due anni sostiene inoltre i Cantoni e i Comuni che aumentano i sussidi per ridurre i costi di custodia extrafamiliare a carico dei genitori e i progetti volti ad adeguare meglio l'offerta alle esigenze specifiche dei genitori.
  • Negli ultimi anni la Confederazione ha promosso in particolare il sostegno a chi presta cure ai congiunti con un piano d'azione e offerte di sgravio.
  • Gli studi condotti dalla Confederazione sulle condizioni di lavoro del personale domestico che presta assistenza sono sfociati in un sostegno ai Cantoni nell'elaborazione di contratti normali di lavoro cantonali per l'assistenza domestica di persone anziane (rapporto sull'assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24, in tedesco, con sintesi in francese]).

2. La crisi causata dalla COVID-19 ha fatto capire ad ampie fasce della popolazione l'importanza di molte professioni e ne ha reso più visibile il lavoro. Il Consiglio federale riconosce l'enorme contributo dato da questi professionisti - che nei settori sanitario, assistenziale e alimentare sono prevalentemente donne - anche nella gestione della crisi. Negli ultimi anni ha già adottato diverse misure per migliorare l'attrattiva delle professioni sanitarie. Tra queste vanno citati in particolare il Masterplan Formazioni professionali sanitarie e l'estensione delle competenze di infermiere e infermieri nell'ordinanza sulle prestazioni (OPre, RS 832.112.31). Con le misure di formazione previste nel controprogetto indiretto all'iniziativa parlamentare sulle cure infermieristiche (Iv. Pa. CSSS-N 19.401), il Consiglio federale sostiene attualmente un rafforzamento a lungo termine del personale infermieristico. La priorità di questo tema si riflette anche nella sua strategia di politica sanitaria 2020-2030, che annovera tra i suoi punti focali l'influsso del mondo del lavoro sulla salute e la prevenzione dei rischi che ne derivano. La negoziazione delle condizioni di lavoro rientra tuttavia nell'autonomia delle parti contrattuali e delle parti sociali dei singoli settori. Nel caso degli ospedali pubblici le richieste devono quindi essere rivolte in primo luogo ai Cantoni.

I datori di lavoro possono compensare in modo adeguato l'impegno dei dipendenti che hanno proseguito la loro attività lavorativa durante la crisi e che in alcuni casi hanno fornito un contributo particolarmente elevato. Tuttavia, non vi è alcun obbligo legale in tal senso. Diversi rivenditori al dettaglio hanno già versato dei premi. Il Consiglio federale accoglie con favore queste iniziative.

3. Il Consiglio federale respinge l'introduzione del bilancio di genere per i conti della Confederazione. L'elevata percentuale di trasferimenti nelle spese federali limita fortemente la possibilità di assegnare le risorse iscritte a bilancio in funzione del genere. Gran parte delle spese proprie della Confederazione sono destinate a beni pubblici, quali le infrastrutture di trasporto o la difesa nazionale, di cui beneficia tutta la popolazione. Per un bilancio di genere completo si dovrebbe tenere conto anche delle entrate, il che comporterebbe problemi anche in termini di metodi e basi di dati (p. es. imposizione delle coppie sposate, imposte indirette).

Per il Consiglio federale la realizzazione della parità salariale resta una priorità anche durante la crisi pandemica. Dall'entrata in vigore, il 1° luglio 2020, della revisione della legge federale sulla parità dei sessi (RU 2019 2815), i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti dovranno eseguire un'analisi della parità salariale (0,9 % delle imprese, 46 % dei lavoratori), farla verificare da un organo indipendente e informarne i lavoratori e, se del caso, gli azionisti. La Confederazione metterà a disposizione di tutti i datori di lavoro uno strumento di autoanalisi gratuito (Logib). Il Consiglio federale è convinto che questo nuovo obbligo contribuirà a sensibilizzare i datori di lavoro sull'importanza della parità salariale.

4. L'attuale Stato maggiore di crisi del Consiglio federale per la gestione della pandemia da coronavirus (SMCC), composto di rappresentanti dell'Amministrazione federale nominati dai dipartimenti, è di fatto costituito prevalentemente da uomini. Ne fanno parte soltanto due donne. In vista della fine della situazione straordinaria ai sensi della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), lo SMCC sarà probabilmente sciolto alla fine di giugno del 2020. Il Consiglio federale baderà a che la nuova organizzazione della Confederazione e dei Cantoni incaricata di gestire la fase di ritorno alla situazione particolare sia composta in modo che possa essere coinvolto un maggior numero di donne nel processo decisionale.

5. La Confederazione e i Cantoni hanno istituito una task force per monitorare l'evoluzione della violenza domestica durante la situazione straordinaria e adottare se necessario misure adeguate. Per poter far fronte a un possibile aumento della violenza, diversi Cantoni hanno adeguato e potenziato i loro servizi di aiuto alle vittime e messo a disposizione posti supplementari negli alloggi protetti già nelle prime settimane della fase di lockdown. Durante la pandemia erano garantiti in ogni momento consulenza e alloggi protetti. La Confederazione ha inoltre accordato maggiori aiuti finanziari ai servizi di consulenza telefonica (Telefono amico, Pro Juventute e Pro Mente Sana). Per altro, per informare le vittime di violenza sulle possibilità di sostegno, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo ha promosso una campagna di affissione in 13 lingue e i Cantoni hanno avviato una campagna sui social media. La task force continuerà a monitorare la situazione nella terza fase di allentamenti.

6. Ai sensi dell'articolo 53 capoverso 2 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), nella promozione dell'integrazione è tenuto conto anche delle esigenze particolari delle donne. La Confederazione, i Cantoni e i partner della società civile sostengono misure specifiche al genere nell'ambito dei programmi d'integrazione cantonali, dell'Agenda Integrazione Svizzera e di altri progetti nel settore dell'integrazione professionale. Queste misure sono concepite in modo da poter essere adeguate se la situazione dovesse cambiare, quindi anche in caso di un'accresciuta vulnerabilità dei migranti a causa della crisi di COVID-19, e per rispondere in modo mirato a nuovi problemi.

Risposta del Consiglio federale.