20.3592 · Postulato · 2020-06-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto su come valorizzare nella maniera più ecologica possibile i rifiuti dei macelli e i rifiuti alimentari senza mettere in pericolo la sicurezza dell'essere umano e degli animali.
Begründung
La BSE (encefalopatia spongiforme bovina) è stata diagnosticata per la prima volta in Svizzera nel 1990. Poche settimane dopo, la Svizzera ha adottato misure centralizzate per prevenire la diffusione della malattia. Da allora è tra l'altro in vigore il divieto di alimentare con farine animali i ruminanti e, dal 2001, gli animali da reddito in generale. Da quando è stata presa questa decisione, grandi quantità di rifiuti provenienti dai macelli e di rifiuti alimentari vengono inviate agli impianti di incenerimento o di biogas, con la conseguente perdita di ingredienti di alto valore, come le proteine.
Diversi organi dell'UE e della Svizzera stanno discutendo se, e a quali condizioni, determinati rifiuti provenienti dai macelli potrebbero essere riutilizzati in futuro come mangime per "animali da reddito non ruminanti" (come suini, pollame e pesci). In caso di utilizzo di tali residui organici, inclusi i rifiuti alimentari, è sempre necessario garantire la sicurezza dell'essere umano e degli animali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Per il Consiglio federale la sicurezza degli esseri umani e degli animali è una priorità assoluta. La misura in cui i sottoprodotti di origine animale possono essere riciclati va quindi determinata soprattutto in base alle conoscenze acquisite nella lotta e nella prevenzione delle epizoozie.
Nel 2001 è stato introdotto un divieto generale di alimentare gli animali da reddito con farine animali dopo che è diventato chiaro che il precedente divieto, limitato ai ruminanti, non era sufficiente a eradicare l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE). La "crisi BSE" non deve ripetersi. I divieti di riciclaggio dei rifiuti dei macelli e dei rifiuti alimentari restano quindi indispensabili per garantire a lungo termine l'eradicazione della BSE e per prevenire la diffusione di altre epizoozie.
Il Consiglio federale sostiene tuttavia l'opinione dell'autrice del postulato secondo cui i rifiuti dei macelli dovrebbero essere il più possibile riciclati, a condizione che si possa escludere un rischio per la sicurezza dell'essere umano e degli animali. Misure di allentamento in tal senso sono del resto già state attuate in coordinamento con l'UE. Ad esempio, i rifiuti dei macelli a basso rischio possono essere utilizzati per la produzione di alimenti per animali da compagnia e le proteine provenienti da non ruminanti per l'alimentazione dei pesci d'allevamento. in Svizzera e nell'UE sono inoltre in discussione ulteriori misure di allentamento, come la riammissione delle proteine derivate dai suini per l'alimentazione del pollame e viceversa. Questi nuovi mercati e i prodotti innovativi per l'utilizzo dei rifiuti dei macelli potrebbero essere ulteriormente sviluppati, a condizione che si possano escludere rischi per la sicurezza dell'essere umano e degli animali.
L'alimentazione degli animali da reddito con rifiuti alimentari non può essere presa in considerazione, in quanto comporta un rischio significativo di diffusione di epizoozie altamente contagiose. La minaccia attualmente costituita dalla peste suina africana, che sta dilagando nell'Europa orientale, lo dimostra chiaramente. Al contrario, la donazione per il consumo umano di avanzi di cucina e di buffet ancora commestibili è consentita e andrebbe incoraggiata (ad es. migliorando la rete di contatti tra donatori e riceventi). Ad oggi, viene donata solo una piccolissima parte degli avanzi di cucina e di buffet ancora commestibili, mentre il resto continua a gravare inutilmente sulla gestione dei rifiuti.
Per evitare ostacoli al commercio, è fondamentale per la Svizzera che le misure di allentamento vengano prese di concerto con l'UE. Solo così potrà continuare ad esistere lo spazio veterinario comune concordato con l'Europa, che consente il commercio di animali e prodotti animali senza controlli alle frontiere (allegato 11 dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli, RS 0.916.026.81). La Svizzera sfrutta attivamente l'opportunità di dare la propria impronta agli sviluppi internazionali attraverso le sue rappresentanze nelle commissioni scientifiche dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e nelle discussioni di esperti a Bruxelles.
I fatti fondamentali e gli sviluppi prevedibili nel settore del riciclaggio dei rifiuti dei macelli e dei rifiuti alimentari sono noti e accessibili al pubblico (https://ec.europa.eu/info/index_en > Food, farming, fisheries > Food safety and quality > Food-borne diseases (Zoonoses) > Control of TSE/BSE). Il rapporto sul postulato Noser 18.3509 "Abolire gli ostacoli all'uso efficiente delle risorse e all'economia circolare" affronterà anche le questioni qui sollevate. Un rapporto supplementare non apporterebbe pertanto nuove conoscenze.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.