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Gli utili derivanti dai tassi negativi applicati nella previdenza professionale appartengono agli assicurati

20.3670 · Mozione · 2020-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di prevedere nel messaggio sulla revisione della LPP, per la durata delle misure transitorie, il versamento al fondo di garanzia LPP di 500 milioni di franchi svizzeri all'anno, provenienti dalla quota dell'utile della Banca nazionale svizzera distribuita alla Confederazione, al fine di finanziare le misure volte a garantire il mantenimento del livello delle rendite della generazione di transizione.

Begründung

Dopo la conclusione della procedura di consultazione sulla revisione della LPP è ormai chiaro che la rapida riduzione dell'aliquota minima di conversione al 6,0 per cento per garantire il sistema delle rendite non è soltanto indispensabile ma è anche praticamente incontestata. Incontestato è anche il fatto che il mantenimento del livello delle rendite va raggiunto a lungo termine, ma che a breve termine è necessaria una compensazione per la generazione di transizione, fortemente toccata dalla riduzione dell'aliquota. Il dimezzamento della deduzione di coordinamento proposto dal Consiglio federale e il livellamento degli accrediti di vecchiaia al fine di migliorare la competitività dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro sono in linea di massima ampiamente accettati. Per quanto concerne la generazione di transizione, pochi sostengono invece una soluzione decentralizzata. La stragrande maggioranza sostiene una soluzione centralizzata tramite il fondo di garanzia LPP. Senza un minimo di solidarietà, una tale riforma non sarebbe finanziabile, soprattutto per i settori con PMI che hanno scarsi margini di guadagno.

Quando sarà stato presentato il messaggio si dovrà discutere sull'entità della compensazione in favore della generazione di transizione, su quanto potranno costare queste misure e sulle modalità del loro finanziamento. È chiaro che almeno le persone assicurate esclusivamente nel regime obbligatorio dovranno ricevere una compensazione integrale. Si tratta di persone con rendite esigue, in molti casi dell'ordine di 1000-1500 franchi svizzeri al mese. Senza compensazione integrale vi è il rischio che molte di queste persone, particolarmente colpite dalla riduzione dell'aliquota minima di conversione, debbano fare ricorso alle prestazioni complementari, il che farebbe insorgere i Cantoni, le Città e i Comuni. Non stupisce pertanto che questi sostengano il progetto del Consiglio federale. Se si osserva l'effetto compensativo di questo progetto e la proposta alternativa di alcune associazioni economiche, si può facilmente constatare che occorre trovare una soluzione per circa 15 classi d'età della generazione di transizione. Visto l'esito dei dibattiti sulla sfortunata riforma PV2020, si può ritenere che anche con la soluzione minima, vale a dire la variante che prevede una compensazione soltanto per le persone assicurate esclusivamente nel regime obbligatorio della LPP, andranno previsti costi annui per circa 600 milioni di franchi svizzeri. Dedotte le sovvenzioni in caso di sfavorevole struttura d'età, che saranno soppresse, la proposta del Consiglio federale per la generazione di transizione costerebbe invece circa 1,3 milioni di franchi svizzeri all'anno.

La decisione definitiva del Parlamento dovrà basarsi sull'entità auspicata della compensazione, affinché il progetto possa superare anche lo scoglio del voto popolare. Comunque sia, i costi annui per la generazione di transizione ammonteranno inevitabilmente a diverse centinaia di milioni di franchi.

Oltre all'entità dei costi per le misure compensative in favore della generazione di transizione andranno decise anche le modalità di finanziamento delle medesime. La soluzione a prima vista più evidente, quella dei contributi salariali, è tuttavia insoddisfacente, poiché la politica dei tassi d'interesse negativi attuata da oltre cinque anni dalla BNS ha effetti indesiderati sul sistema della previdenza professionale, che ne compromettono ulteriormente la stabilità finanziaria. Diversamente dall'AVS, la previdenza professionale non gode infatti di alcuna agevolazione. Già nel 2015, la BNS stessa ha fatto una stima prudente dei costi degli interessi negativi per il secondo pilastro, quantificandoli a 400 milioni di franchi svizzeri all'anno al massimo. Secondo alcuni esperti, tuttavia, si tratterebbe piuttosto di 500 milioni. È praticamente impossibile fare calcoli precisi e attendibili, poiché i tassi d'interesse negativi gravano soltanto indirettamente sugli istituti di previdenza tramite le spese addebitate (individualmente) dalle banche commerciali. Questi costi confluiscono pertanto negli utili che la BNS consegue addebitando tassi d'interesse negativi alle banche commerciali. D'altro canto, le ripercussioni della politica dei tassi d'interesse negativi hanno influito sull'accordo raggiunto all'inizio di marzo del 2020 sull'aumento della partecipazione della Confederazione e dei Cantoni agli utili della BNS. C'è da chiedersi se sia giusto che gli utili derivanti dall'applicazione di tassi d'interesse negativi alle casse pensioni finiscano nella cassa generale della Confederazione. Ovviamente la risposta è no. Questi fondi appartengono ai contribuenti e devono quindi essere riversati nel sistema della previdenza professionale. Una soluzione equa e facilmente attuabile sul piano amministrativo sarebbe quella di prelevare annualmente 500 milioni di franchi svizzeri dalla partecipazione della Confederazione agli utili della BNS, a condizione che essa raggiunga o superi tale importo, e di versarli al fondo di garanzia LPP per finanziare le misure compensative per la generazione di transizione. Questa proposta permetterebbe di ridurre considerevolmente l'aumento dei contributi salariali paritetici necessario a tal fine e sarebbe pertanto anche più equa nei confronti delle generazioni più giovani. Oltretutto, secondo quanto affermato di recente dai dirigenti della BNS ci si deve attendere che la politica dei tassi d'interesse negativi, in atto ormai da oltre cinque anni, duri ancora per diversi anni. Con la soluzione proposta vi sarebbe anche una congruenza temporale tra la il periodo dell'applicazione dei tassi d'interesse negativi al sistema previdenziale e quello necessario per finanziare le misure compensative per la generazione di transizione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Considerati i pareri pervenuti nell'ambito della procedura di consultazione sulla riforma della LPP, una riduzione dell'aliquota di conversione LPP sembra pressoché incontestata a livello politico. Il Consiglio federale continua a ritenere che una tale riduzione debba essere accompagnata da misure compensative adeguate. Al momento sta valutando le proposte avanzate nel quadro della procedura di consultazione. La misura proposta nella mozione non costituisce tuttavia una soluzione adeguata.

La crisi del coronavirus e le relative misure gravano considerevolmente sulle finanze federali. Senza una modifica costituzionale, i 500 milioni di franchi a favore della previdenza professionale dovrebbero essere finanziati con la quota federale dell'utile della BNS, il che limiterebbe ulteriormente il margine di manovra della Confederazione in materia di politica finanziaria. In ogni caso, il finanziamento della previdenza professionale è compito delle parti sociali e non della Confederazione.

Inoltre, le distribuzioni degli utili della BNS presentano una certa volatilità. Esse sono influenzate non soltanto dagli "utili" derivanti dalla politica dei tassi d'interesse negativi, ma anche, in misura considerevole, dall'andamento delle riserve monetarie.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.