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20.3683 · Mozione · 2020-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una legge che permetta di integrare in funzione del bisogno gli attuali assegni per i figli su tutto il territorio nazionale.

Nel rapporto sullo stato della politica familiare e le possibilità d'intervento della Confederazione ("Familienpolitik. Auslegeordnung und Handlungsoptionen des Bundes" / "Politique familiale. Etat des lieux et possibilités d'action de la Confédération", non disponibile in italiano), pubblicato il 20 maggio 2015 in adempimento del postulato Tornare 13.3135 "Politica familiare" del 20 marzo 2013, il Consiglio federale ha spiegato che le spese per i figli aumentano il rischio di povertà delle famiglie a basso reddito, in particolare delle famiglie numerose e di quelle monoparentali.

Nel rapporto vengono definiti quattro ambiti d'intervento - rafforzamento economico delle famiglie (lotta alla povertà delle famiglie), promozione della conciliabilità tra famiglia e lavoro, adeguamento del diritto di famiglia e del diritto successorio ai modi di vita odierni e promozione delle famiglie in generale - e presentate tre misure da approfondire: la creazione di una base legale che permetta alla Confederazione di sostenere maggiormente la custodia di bambini complementare alla famiglia, il riconoscimento del diritto a ridurre il grado di occupazione dopo la nascita di un figlio e l'introduzione di assegni per i figli in funzione del bisogno contro la povertà delle famiglie. La Confederazione potrebbe introdurre tali assegni per aiutare in modo mirato le famiglie economicamente deboli in virtù dell'articolo 116 della Costituzione federale.

Questa richiesta era già stata formulata nella mozione 15.3939. Allora il Consiglio federale era giunto alla conclusione che questa nuova prestazione avrebbe causato costi per un importo compreso tra 300 e 600 milioni di franchi l'anno. Considerata la situazione della politica finanziaria, aveva ritenuto che una misura del genere non fosse sostenibile. L'attuale situazione di crisi a livello mondiale mostra che la povertà può diffondersi rapidamente e all'improvviso. I figli rappresentano il principale rischio di povertà per le famiglie. Per questo motivo dobbiamo iniziare ad aiutare i bambini di ogni ceto sociale, affinché possano svolgere una formazione, raggiungere l'indipendenza economica e uscire così dalla spirale della povertà.

Non si tratta di rimettere in discussione il principio "un figlio, un assegno", bensì di mantenere gli attuali assegni per i figli e di integrarli in funzione del bisogno.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce che con la crisi attuale la situazione economica si è fatta più difficile anche per le famiglie.

Gli attuali assegni per i figli, che non sono concessi in funzione del bisogno, servono in primo luogo a coprire (in parte) gli oneri supplementari che i genitori devono sostenere rispetto a chi non ha figli, e non a contrastare la povertà. Questo è conforme alla ripartizione delle competenze nel sistema della sicurezza sociale in Svizzera, secondo cui la Confederazione è primariamente responsabile per le assicurazioni sociali e i Cantoni lo sono per le prestazioni in funzione del bisogno. Le prestazioni complementari all'AVS e all'AI, concesse in funzione del bisogno, costituiscono un'eccezione necessaria per adempiere il mandato costituzionale. Considerata la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni, la prima s'impegna nella lotta alla povertà in senso stretto soltanto con interventi di durata limitata, nonché nella prevenzione della povertà.

Nel quadro del Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014-2018, la Confederazione ha messo a disposizione di Cantoni, Comuni e attori interessati documenti di riferimento e strumenti pratici per la promozione delle opportunità educative sin dalla prima infanzia e l'adozione di un approccio strategico della lotta contro la povertà delle famiglie nei Comuni. Dal 2021 la Piattaforma nazionale contro la povertà 2019-2024 si dedicherà al tema prioritario della povertà delle famiglie. Inoltre, è in fase di elaborazione una strategia per rafforzare il sostegno alla prima infanzia (postulato Gugger 19.3262 "Se i bambini stanno bene, la Svizzera sta meglio" e postulato CSEC-N 19.3417 "Strategia per rafforzare il sostegno alla prima infanzia").

Mediante aiuti finanziari di durata limitata, la Confederazione sostiene anche lo sviluppo delle strutture per la custodia di bambini complementare alla famiglia, in particolare al fine di ridurre le spese a carico dei genitori, poiché una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro permette alle economie domestiche di aumentare i propri redditi.

Come rileva l'autrice della mozione, in virtù della vigente disposizione dell'articolo 116 della Costituzione federale sarebbe per principio possibile introdurre assegni familiari tesi ad aiutare in modo mirato le famiglie economicamente deboli. Un intervento della Confederazione non sarebbe però in linea con la ripartizione delle competenze vigente tra la Confederazione e i Cantoni. Inoltre, gli assegni familiari in funzione del bisogno celano il rischio di effetti soglia, data l'impossibilità di coordinarli con le varie prestazioni cantonali in funzione del bisogno e relative leggi fiscali. A prescindere da questo, resta la questione del finanziamento. Considerati gli oneri a carico di tutti gli attori economici in seguito alle ripercussioni della crisi del coronavirus, va evitato un onere finanziario supplementare. Il Consiglio federale ritiene pertanto ancora valide le riflessioni di carattere federalistico e di politica finanziaria formulate nel parere in risposta alla mozione 15.3939 contro l'introduzione di assegni in funzione del bisogno.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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