20.3731 · Mozione · 2020-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure per ridurre i rischi di malattie infettive causate dalle zoonosi a livello mondiale attraverso un'attività economica e un consumo sostenibili. Nel contempo andrà esaminata anche la possibilità di restrizioni alle importazioni.
Begründung
126 ricercatori svizzeri, tra i quali il premio Nobel Jacques Dubochet, esortano il mondo politico ad agire. Ogni anno si assiste alla distruzione di foreste e al conseguente spostamento di molti animali dal loro habitat originario: tutto ciò ha drastiche ripercussioni sulla situazione sanitaria a livello mondiale. Il mondo scientifico svizzero esorta la politica ad adottare misure per lottare contro i cambiamenti climatici in modo più deciso rispetto a quanto fatto finora, a proteggere la biodiversità, le foreste tropicali e altri ambienti naturali, terrestri o acquatici, e a esigere un uso più rispettoso del suolo.
La forte proliferazione degli insediamenti nei paesaggi naturali, la distruzione degli habitat e l'impoverimento della diversità biologica hanno ripercussioni negative sulle catene alimentari in natura, tanto che in molti luoghi gli animali selvatici sono costretti a ripiegare su risorse sfruttate anche dall'uomo. Tutto ciò comporta un aumento del rischio di trasmissione di agenti patogeni dagli animali selvatici agli esseri umani.
La pandemia di COVID-19 rientra nella categoria delle zoonosi, ossia delle malattie infettive che si trasmettono tra animali selvatici, animali domestici ed esseri umani. Fino al 75 per cento delle nuove malattie infettive che colpiscono gli esseri umani sono zoonosi. Negli ultimi decenni i focolai di zoonosi si sono fatti sempre più frequenti: si pensi ad esempio all'Ebola, all'AIDS, all'influenza aviaria, alla SARS, alla MERS, alla Zika e alla COVID-19, e questo nonostante sulla Terra vi siano sempre meno animali selvatici rispetto alla biomassa costituita da esseri umani e animali domestici o da allevamento. Il fatto di trascurare la protezione della natura causa un problema sanitario a livello globale. La nostra crescente impronta ecologica è uno dei motori delle future pandemie; i virus approfittano dei contatti sempre più frequenti con potenziali ospiti e dell'interconnessione globale delle nostre attività.
La Svizzera deve orientare la propria politica verso la sostenibilità dell'economia e dei consumi. Deve inoltre ridurre la propria impronta ecologica lottando contro la deforestazione e contribuendo alla conservazione degli ambienti naturali e della biodiversità su scala globale. Oltre alla promozione di metodi di produzione sostenibili attraverso la cooperazione internazionale, va esaminata la possibilità di limitare le importazioni da Paesi che non garantiscono un uso sostenibile del suolo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le zoonosi rappresentano un rischio elevato tra le malattie infettive. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), insieme ad altri uffici federali e servizi cantonali, è responsabile della sorveglianza e della lotta alle zoonosi in Svizzera. Viene perseguito il cosiddetto approccio "One Health", in cui hanno un ruolo centrale, oltre alla salute dell'uomo e degli animali, anche la protezione dell'ambiente e la biodiversità.
Nel 2016, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente riferiva che circa la metà delle recenti epidemie sono dovute a zoonosi (ad es. COVID-19, SARS, MERS, Ebola), favorite dall'interferenza dell'uomo sulla biodiversità, in particolare la distruzione e il sovrasfruttamento degli ecosistemi. Poiché gli habitat naturali degli animali stanno diventando sempre più piccoli a causa delle attività dell'uomo, il contatto con l'uomo è sempre più frequente e la diversità delle specie è in declino in tutto il mondo. La pressione esercitata dai consumi e dalla produzione svizzeri sull'erosione della biodiversità e sull'ambiente all'estero, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi in transizione, è aumentata notevolmente (UFAM 2018). Nel 2015, circa due terzi dell'impronta sulla biodiversità della Svizzera erano dovuti alle importazioni nette, la maggior parte delle quali (ca. il 70 %) costituita da prodotti vegetali e animali (prevalentemente alimenti).
Il Consiglio federale ha adottato diverse misure per ridurre la perdita di biodiversità all'estero. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), ad esempio, si concentra anche sulla conservazione della biodiversità nell'ambito della promozione di progetti. La DSC promuove tra l'altro l'utilizzo sostenibile del bosco e supporta le comunità di allevatori di bestiame con servizi sanitari integrati per le persone e gli animali, insieme a una migliore protezione degli habitat ("approccio One Health"). Il commercio illegale di animali è disciplinato dalla legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES; RS 453). Nell'ambito delle trattative sul quadro di riferimento 2020+ della Convenzione sulla diversità biologica (CBD), la Svizzera si impegna inoltre a favore di obiettivi e provvedimenti mirati e concreti.
Le foreste pluviali sono importanti per la diversità delle specie e sono particolarmente minacciate dalla deforestazione legale e illegale. Il nuovo articolo 35e della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), che dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2022, fornisce una base giuridica per contribuire alla conservazione di questi rifugi della biodiversità. Il legno di provenienza illegale non può essere messo in commercio in Svizzera. Inoltre, in conformità degli standard internazionali, il Consiglio federale può stabilire requisiti per la messa in commercio di materie prime e prodotti o vietarne la messa in commercio se la loro cultura, estrazione o produzione grava notevolemente sull'ambiente o compromette notevolmente l'utilizzazione sostenibile delle risorse naturali (art. 35e cpv. 3 LPAmb). Il Consiglio federale ha quindi la facoltà di limitare la messa in commercio di materie prime e prodotti che hanno ripercussioni considerevoli sugli habitat e sulla biodiversità. Devono essere osservate le disposizioni rilevanti del diritto commerciale internazionale.
Considerate le misure già adottate, il Consiglio federale non vede al momento la necessità di ulteriori interventi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.