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20.3796 · Interpellanza · 2020-06-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. quali misure prevede di adottare per impedire l'importazione in Svizzera di trofei di animali che sono stati uccisi in violazione delle norme sulla protezione degli animali?

2. Per l'importazione di trofei di caccia, non riterrebbe opportuno introdurre anche l'obbligo di indicare il tipo di arma utilizzato?

3. Alla stessa stregua delle disposizioni sull'importazione di animali selvatici viventi, non sarebbe giustificato esigere un'autorizzazione di importazione anche per animali morti appartenenti a specie non protette (parti di essi comprese)?

4. Vista la crescente problematica del bracconaggio, cosa pensa il Consiglio federale di un divieto di importare trofei di caccia di specie animali minacciate?

Begründung

Ogni anno circa cinquanta animali selvatici (o parti di essi) appartenenti a specie protette dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES) sono importati in Svizzera come trofei di caccia. Il numero esatto delle importazioni di specie non contemplate da tale accordo commerciale è sconosciuto. All'estero è piuttosto frequente cacciare con armi che in Svizzera sono giustamente vietate, come ad esempio l'arco, la lancia, ecc. L'uso di tali armi può provocare una grande sofferenza all'animale e dal punto di vista della protezione degli animali deve essere chiaramente condannato.

In media 1500 cacciatori amatoriali svizzeri viaggiano ogni anno in tutto il mondo per abbattere animali rari e per portare a casa trofei. Secondo i dati riguardanti gli otto Paesi africani in cui la caccia ai trofei ha la maggior ricaduta economica, solo l'1,8 per cento del reddito turistico è generato dalla caccia ai trofei e solo lo 0,9 per mille di tale reddito è destinato alla conservazione delle specie. A questo si contrappongono espropriazioni di terreni, abbattimenti illegali, maltrattamento di animali e contrabbando con il pretesto della caccia ai trofei. E la cattiva gestione degli effettivi di animali selvatici, la corruzione e il bracconaggio che caratterizzano molti Paesi di destinazione dei viaggi venatori non possono certo essere addotti come argomenti a discarico della caccia ai trofei, dato che perlopiù è essa stessa parte del problema! I rinoceronti e gli elefanti sono vittime del bracconaggio come mai prima d'ora: la criminalità organizzata ha preso di mira gli ultimi superstiti di queste specie. Soltanto un divieto generale di commercio di tutti i prodotti di rinoceronte ed elefante può porre fine a questa follia! Neanche la caccia di trofei di grandi predatori è accettabile, dato che già in natura sono rari e i loro effettivi si autoregolano. Questo vale in particolare per gli orsi polari e i ghepardi, che sono già fortemente minacciati a causa della perdita del loro spazio vitale naturale.

Stellungnahme des Bundesrates

1./4. Il Consiglio federale si è già espresso diverse volte sul tema del divieto di importazione per migliorare la protezione degli animali e la conservazione delle specie. Nelle sue dichiarazioni ha sempre respinto i divieti di importazione unilaterali perché non risolvono i problemi legati alla protezione degli animali e alla conservazione delle specie o comunque, nella migliore delle ipotesi, non fanno altro che ridurli marginalmente e, allo stesso tempo, vi è il rischio che portino semplicemente a uno spostamento del commercio verso Paesi che non hanno introdotto simili divieti (cfr. p. es. i suoi pareri in risposta alle mozioni Chevalley 19.3263 "Divieto di importazione e transito per i trofei di caccia di animali elencati negli allegati I-III CITES" e Aebischer Matthias 19.4425 "Vietare l'importazione di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali").

Anche il Parlamento si è espresso negativamente sull'argomento, in particolare respingendo nel 2017 la mozione Trede 15.3736 "Divieto di importazione di trofei di caccia" sullo stesso tema.

Secondo il Consiglio federale, con i suoi severi requisiti la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (Convenzione CITES; RS 0.453) contribuisce in modo significativo alla conservazione di queste specie. I requisiti si applicano anche ai trofei di caccia delle specie soggette alla CITES. Il Consiglio federale ritiene pertanto importante che la Svizzera prosegua il suo impegno in seno agli organi competenti della CITES per rafforzare la convenzione e la sua attuazione, nonché, in generale, a livello internazionale per la conservazione delle specie e la protezione degli animali.

2. Il Consiglio federale non ritiene adeguata l'indicazione dell'arma da caccia, la quale non fornisce alcuna garanzia di un'uccisione rispettosa delle norme sulla protezione degli animali. Inoltre, sarebbe pressoché impossibile verificare le informazioni fornite e dunque queste non apporterebbero alcun valore aggiunto significativo per la conservazione delle specie e la protezione degli animali.

3. Di norma, gli animali non soggetti alla CITES non sono considerati minacciati in riferimento al commercio internazionale. L'obbligo di autorizzazione per l'importazione di tali trofei di caccia comporterebbe pertanto un onere amministrativo sproporzionato senza un evidente valore aggiunto per la conservazione delle specie.

Risposta del Consiglio federale.