20.3801 · Mozione · 2020-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di istituire una moratoria contro la costruzione di nuovi IIRU in Svizzera. Gli impianti che intendono ammodernarsi potranno farlo e dovranno produrre elettricità e utilizzare gran parte del calore prodotto.
Begründung
La Svizzera dispone di una capacità d'incenerimento dei rifiuti urbani pari a 4 milioni di tonnellate annue, mentre la popolazione svizzera ne produce solo 3,5 milioni di tonnellate. Ciò implica l'importazione ogni anno di oltre 400 000 tonnellate di rifiuti da Italia, Francia, Austria e Germania.
Questa sovraccapacità costituisce una concorrenza sleale nei confronti del riciclaggio e del trattamento termico e materiale nei cementifici.
Molti cittadini chiedono di poter riciclare più plastica. Di recente, un grande distributore ha addirittura predisposto un sistema che offre tale possibilità ai propri clienti.
I PNR 70 e 71 sui rifiuti hanno dimostrato che è preferibile riciclare o trattare i rifiuti nei cementifici piuttosto che negli IIRU. Una tendenza di fondo punta addirittura alla produzione di zero rifiuti e molti progetti mirano alla riduzione degli imballaggi. Ciò comporterà di fatto una diminuzione della quantità di rifiuti domestici nonostante la crescita demografica.
È giunto il momento di approntare gli strumenti che consentano una gestione moderna dei nostri rifiuti. Come in passato con il passaggio dalle discariche agli impianti di incenerimento, la Svizzera deve mantenere il suo ruolo di pioniere e passare ora dagli impianti di incenerimento al riciclaggio e alla co-combustione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'andamento degli ultimi anni del volume di rifiuti urbani mostra una tendenza alla stabilizzazione. A medio termine gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) non richiedono pertanto capacità supplementari. Nelle sue previsioni sulle capacità degli IIRU pubblicate nel giugno 2020, l'Associazione svizzera dei gestori di impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR) si attende un calo tra il 2 e il 4 per cento fino al 2035.
Secondo i piani cantonali di gestione dei rifiuti le capacità saranno quindi adattate alle esigenze locali, i vecchi impianti saranno dismessi o ridotti e le conseguenti perdite di capacità saranno compensate, tenendo conto delle esigenze, con il potenziamento o la costruzione di impianti più efficienti. La moratoria chiesta dalla mozione ostacolerebbe una gestione flessibile delle capacità da parte dei Cantoni, in particolare la sostituzione dei vecchi IIRU con nuovi impianti più efficienti. Secondo l'articolo 31 capoverso 1 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), i Cantoni sono già tenuti in base al diritto vigente a evitare le sovracapacità nel loro piano di gestione dei rifiuti. Dal canto loro, ASIR e i gestori delle reti di teleriscaldamento hanno inoltre previsto di presentare una proposta di modifica dell'ordinanza sui rifiuti (OPSR; RS 814.600). In seguito, i nuovi impianti e quelli potenziati dovranno disporre di un'efficienza energetica minima nettamente più elevata rispetto a quella valida per gli impianti esistenti.
I rifiuti importati dalla fascia di frontiera utilizzano circa il dieci per cento della capacità totale degli IIRU svizzeri. Circa la metà di queste importazioni si fonda su contratti di lunga data e le forniture erano già state considerate nella pianificazione degli IIRU interessati. La Confederazione è favorevole a queste importazioni anche dal punto di vista ecologico poiché permettono di evitare sia trasporti a lunga distanza che il semplice conferimento in discarica al posto di un incenerimento nel rispetto dell'ambiente. Le capacità libere rappresentano una riserva pari a poche unità percentuali e consentono di colmare eventuali disfunzioni di IIRU che si rendono necessarie e opportune, garantendo quindi la sicurezza di smaltimento.
Contrariamente agli IIRU, i cementifici sono impianti di produzione gestiti dall'economia privata e sono soggetti esclusivamente alle condizioni quadro economiche dell'industria del cemento. Nei loro forni si inceneriscono solo determinate frazioni di rifiuti (p. es. plastiche) che vengono aggiunte al posto del carbone fossile. In quanto aziende private non hanno tuttavia alcun obbligo legale di garantire la sicurezza di smaltimento e possono pertanto essere incluse senza problemi nel piano cantonale di gestione dei rifiuti.
Dal punto di vista della Confederazione occorre prevenire i rifiuti plastici, privilegiando la valorizzazione materiale all'incenerimento. Determinante in questo ambito è la purezza del materiale e un basso tenore di sostanze estranee nel materiale raccolto. Solo rifiuti plastici pregiati di determinati tipi di plastiche possono essere riutilizzati come riciclati commerciabili. Secondo uno studio, il potenziale supplementare di rifiuti plastici riciclabili provenienti dalle economie domestiche è stimato attualmente a 112 000 tonnellate annue. Rispetto al volume complessivo dei rifiuti inceneriti negli IIRU, pari a circa quattro milioni di tonnellate annue, questa quantità è irrilevante dal punto di vista economico ed energetico. Molto sovente nei cementifici finiscono le parti non riciclabili delle plastiche separate. Nel quadro degli interventi parlamentari già depositati sulla riduzione degli apporti di plastica nell'ambiente, come pure delle attività della Confederazione volte a prevenire i rifiuti, a consolidare l'economia circolare e a promuovere l'uso parsimonioso delle risorse, tenendo conto degli sviluppi a livello europeo (green deal), saranno infine analizzate misure che consentiranno di rafforzare fra l'altro anche le condizioni quadro per materiali compatibili con l'economia circolare.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.