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20.3823 · Mozione · 2020-06-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una legge quadro sulla copertura del fabbisogno vitale che disciplini gli elementi seguenti:

1. la garanzia di un minimo vitale sociale che permetta la partecipazione alla vita sociale;

2. le condizioni di diritto per la riscossione delle prestazioni, la fissazione dell'importo minimo e del parametro di riferimento per il fabbisogno di base in analogia alle prestazioni complementari;

3. la delimitazione delle altre prestazioni dell'aiuto sociale per principio e non in base all'importo (aiuto individuale, limiti massimi per le spese d'alloggio, assistenza sanitaria, prestazioni circostanziali);

4. il rafforzamento delle competenze di base e delle qualifiche professionali dei beneficiari dell'aiuto sociale;

5. l'armonizzazione della procedura;

6. il rafforzamento della protezione giuridica;

7. le prescrizioni concernenti il personale specializzato nei servizi sociali;

8. il finanziamento dell'aiuto sociale da parte dei Cantoni e dei Comuni con la partecipazione della Confederazione.

Begründung

La lotta contro la povertà è una delle principali sfide della politica sociale in Svizzera. L'ultima rete di salvataggio per le persone povere è l'aiuto sociale, concepito come strumento sussidiario per garantire la copertura del fabbisogno vitale, la partecipazione alla vita sociale, nonché la promozione dell'integrazione sociale e professionale e per contribuire così a preservare la pace sociale.

Nel nostro Paese beneficiano dell'aiuto sociale circa 280 000 persone ovvero il 3,3 per cento della popolazione. In un terzo dei casi si tratta di bambini e giovani provenienti da famiglie povere, molti degli adulti sono genitori soli, quasi la metà non ha una formazione e un quarto rientra nella categoria dei working poor.

L'aiuto sociale è regolamentato a livello cantonale e comunale, con notevoli differenze da luogo a luogo. La COSAS elabora direttive all'attenzione dei Cantoni, ma sta a questi ultimi determinare se e in che misura integrarle nella propria legislazione in materia. Nell'applicazione delle normative, i Comuni dispongono di un notevole margine di apprezzamento. I recenti sviluppi mostrano che le leggi cantonali in materia di aiuto sociale tendono a prendere una propria strada, facendo perdere alle direttive della COSAS il loro effetto di armonizzazione, sebbene siano approvate anche dalla CDOS. Le differenze si rilevano tra l'altro in relazione al fabbisogno di base, all'obbligo di rimborso, alle franchigie sulla sostanza e sul reddito oppure al supplemento d'integrazione. Inoltre, in alcuni casi le prestazioni sono state notevolmente ridotte, si pensi per esempio alla diminuzione degli importi per i giovani adulti, le famiglie numerose e le persone ammesse in Svizzera provvisoriamente o alla soppressione dei supplementi d'integrazione minimi.

In uno Stato di diritto, differenze di questo tipo possono essere legittimate unicamente nella misura in cui rispecchiano il differente costo della vita (v. in proposito il rapporto del Consiglio federale del 25 febbraio 2015 in adempimento del postulato 13.4010). Recenti studi (tra cui BASS 2018) giungono inoltre alla conclusione che il fabbisogno di base per la copertura del minimo vitale non è più sufficiente e dovrebbe essere aumentato. Al fine di garantire i pari diritti nella copertura del fabbisogno vitale sulla base di criteri coerenti occorre dunque una legge quadro nazionale. Questa deve prevedere un'equa perequazione degli oneri con un'adeguata partecipazione della Confederazione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge quadro sulla copertura del fabbisogno vitale chiesta dall'autrice della mozione richiama la legge quadro sull'aiuto sociale in merito alla quale il Consiglio federale si è già pronunciato a più riprese (in particolare in risposta alle interpellanze Feri 20.3229 "Armonizzare e uniformare l'aiuto sociale", Piller Carrard 17.3184 "L'aiuto sociale viene meno al suo compito" e Häsler 17.4278 "I cantoni si assumono ancora le proprie responsabilità in materia di armonizzazione dell'aiuto sociale?" nonché alle mozioni Streiff 17.4166 e Bertschy 17.4167 "Coordinare l'aiuto sociale con una legge quadro snella o un concordato"). In ognuna di queste occasioni il Consiglio federale ha ricordato che la Confederazione non dispone della competenza di legiferare in materia di aiuto sociale. Dal canto loro, i Cantoni, rappresentati dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), non intendono cedere alla Confederazione competenze estese per la definizione di norme materiali sull'aiuto sociale. Per i principi e il calcolo dell'aiuto sociale fanno riferimento in ampia misura alle norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS), che la CDOS adotta e di cui raccomanda l'applicazione.

Il Consiglio federale non è disposto a impegnarsi a favore di una ridistribuzione delle competenze nel contesto dell'aiuto sociale fintanto che quest'ultimo adempie alla propria missione: assicurare alle persone bisognose, quale ultima via d'uscita, i mezzi necessari per condurre un'esistenza dignitosa e per partecipare alla vita sociale. Le norme COSAS permettono di raggiungere ampiamente l'obiettivo di armonizzare l'aiuto sociale in Svizzera. Benché sussistano differenze su punti importanti, come rileva l'autrice della mozione, il Consiglio federale ritiene che queste possano essere regolate sul piano intercantonale.

La legge quadro sulla copertura del fabbisogno vitale proposta andrebbe verosimilmente al di là di una legge quadro basata sulle norme dell'aiuto sociale vigenti. La fissazione del parametro di riferimento in analogia alla copertura del fabbisogno vitale nel sistema delle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (PC), non direttamente paragonabile al forfait per il mantenimento e alle prestazioni circostanziali dell'aiuto sociale, comporterebbe probabilmente un notevole allargamento degli aventi diritto e costi supplementari cospicui rispetto alla situazione attuale dell'aiuto sociale. L'introduzione di una tale legge avrebbe conseguenze anche per le altre prestazioni cantonali in funzione del bisogno versate prima del ricorso all'aiuto sociale. Una relazione tra le prestazioni fissate nell'ambito delle PC e i salari modesti sarebbe potenzialmente sfavorevole al lavoro.

La mozione precisa ancora un elemento centrale che differenzia la legge quadro sulla copertura del fabbisogno vitale dalla legge quadro sull'aiuto sociale fino ad oggi discussa: la partecipazione finanziaria della Confederazione. Secondo il Consiglio federale una cospicua spesa supplementare, derivante per esempio dal fatto che la Confederazione debba farsi carico degli ulteriori costi in relazione a quelli dell'aiuto sociale attuale, non è auspicabile. Una partecipazione della Confederazione ai costi dell'aiuto sociale contrasterebbe con gli sforzi profusi da Confederazione e Cantoni per la separazione dei compiti. Quanto esposto si aggiunge alle considerazioni precedenti del Consiglio federale, che è dunque contrario a quanto chiesto con la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.