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20.3897 · Postulato · 2020-06-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è pregato di svolgere un'analisi dei rischi che il calo della biodiversità comporta per gli istituti finanziari svizzeri, esaminando in particolare gli aspetti seguenti:

1. Quali ripercussioni si prevede avrà, per gli istituti finanziari svizzeri che operano nell'UE, l'entrata in vigore (prevista nel 2022) del piano d'azione dell'UE e dei relativi valori limite concernenti la biodiversità e gli ecosistemi?

2. Quali contromisure può adottare la Svizzera per adeguarsi nel modo migliore al nuovo contesto?

3. Come è possibile contenere al meglio i rischi finanziari legati a future situazioni estreme (come le zoonosi)?

Begründung

Il calo della biodiversità in atto su scala mondiale accresce la probabilità e la frequenza delle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo (le cosiddette zoonosi). Queste si diffondono con rapidità particolare tra animali della stessa specie o geneticamente assai simili. In quest'ottica, i mercati di animali selvatici o gli allevamenti intensivi praticati in condizioni igieniche insufficienti costituiscono un problema particolarmente serio.

Anche la diffusione della COVID-19 è direttamente riconducibile al nostro rapporto con l'ambiente. Al momento ancora si ignora il prezzo che l'economia svizzera dovrà pagare a causa della COVID-19. Secondo le stime attuali del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale, quest'anno il PIL registrerà un calo del 5,1 per cento.

Numerosi studi documentano inoltre come la perdita di biodiversità comporti conseguenze economiche per le imprese, per esempio la perdita di raccolti per le aziende agricole, l'assenza di una protezione adeguata contro i nubifragi, la contrazione degli utili del settore turistico o l'inquinamento dell'acqua potabile. Come affermato a più riprese a Davos nel corso del Forum economico mondiale (WEF), tenutosi nel gennaio di quest'anno, i rischi economici e finanziari legati al calo della biodiversità sono aumentati in modo drammatico, benché non sia ancora possibile determinarne con precisione l'entità. Le banche centrali di Olanda e Francia conducono analisi di questi rischi finanziari e alcuni istituti hanno fatto capo a metodi innovativi che permettono di misurare l'impatto dei loro investimenti sulla biodiversità. Nel piano d'azione sulla finanza sostenibile, l'UE stabilisce inoltre valori limite a tutela della biodiversità e degli ecosistemi; il nuovo ordinamento entrerà in vigore già a partire dal 2022.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Per diversi aspetti, la perdita di biodiversità è un rischio per il benessere economico, come afferma anche la piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem, IPBES). Da un lato, ci sono i rischi fisici che pregiudicano vari settori, come l'agricoltura. Quando si verificano interruzioni nelle catene di fornitura (globali), i rischi fisici diventano rischi sistemici che possono comportare costi economici significativi. Dall'altro, le aziende che danneggiano la biodiversità possono risentirne in termini di reputazione. A ciò si aggiungono i cosiddetti rischi di transizione per gli operatori economici qualora la legislazione dovesse prevedere in futuro prescrizioni più severe per la protezione della biodiversità. Queste categorie di rischio riguardano anche il settore finanziario che investe nei settori interessati dell'economia reale o li finanzia.

Nell'interesse della stabilità finanziaria, i rischi legati alla biodiversità dovrebbero quindi essere indicati in modo trasparente. Il Consiglio federale sostiene questo processo promuovendo strumenti come ENCORE ("Exploring Natural Capital Opportunities, Risks and Exposure") che contribuiscono a illustrare tali rischi.

La Svizzera partecipa inoltre a un gruppo di lavoro informale che si prefigge di istituire una task force dedicata ai rischi finanziari associati alla natura e alla trasparenza. Il gruppo di lavoro, avviato da diverse organizzazioni delle Nazioni Unite, dalla Natural Capital Finance Alliance e dal WWF, è composto da rappresentanti di vari Governi nonché del settore bancario e assicurativo. A partire dal 2021, la task force potrebbe occuparsi dei rischi legati alla biodiversità e dell'impatto dei flussi finanziari sulle risorse naturali. Il Consiglio federale segue con attenzione anche l'attuazione del piano d'azione dell'UE "Finanziamento della crescita sostenibile" e ha pubblicato la sua analisi delle principali misure nel suo rapporto "Sostenibilità nel settore finanziario" del 26 giugno 2020. In questo rapporto afferma che le misure dell'UE possono essere rilevanti per l'accesso al mercato dei fornitori di servizi finanziari svizzeri. Tuttavia, è ancora troppo presto per effettuare una valutazione fondata degli effetti della tassonomia UE sulla piazza finanziaria svizzera. È opportuno ricordare che la tassonomia UE mira a orientare i flussi finanziari, vale a dire le decisioni di finanziamento e di investimento, oltre la prospettiva del rischio, verso il raggiungimento di sei obiettivi ambientali (tra cui la protezione e il ripristino della biodiversità). Anche il Consiglio federale accoglie con favore un'evoluzione verso flussi finanziari rispettosi della biodiversità. Per questo motivo, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta lavorando all'ampliamento dello strumento ENCORE. Gli investitori potranno quindi in futuro determinare il grado di allineamento (alignment) dei flussi finanziari con gli obiettivi internazionali in materia di biodiversità.

In definitiva, il modo più efficace per ridurre i rischi legati alla biodiversità consiste nell'arrestare la perdita della biodiversità stessa. A tal fine, il Consiglio federale ha adottato nel 2012 la Strategia Biodiversità Svizzera e nel 2017 il relativo piano d'azione. A livello internazionale, la Svizzera si adopera a favore di un ambizioso quadro di riferimento globale per la biodiversità dopo il 2020, che sarà adottato nel 2021 in occasione della 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica. Il Consiglio federale integrerà la sua posizione sui flussi finanziari nelle relative trattative e si impegnerà a favore di un obiettivo globale per l'orientamento sostenibile di detti flussi. Considerati gli strumenti disponibili e le attività in corso, il Consiglio federale non ritiene opportuno elaborare un ulteriore rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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