20.3981 · Interpellanza · 2020-09-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel suo parere concernente l'interpellanza 19.4158, il Consiglio federale ha ribadito la propria volontà a incentivare le offerte di mobilità multimodale in generale, in cui rientra la combinazione bici-treno, con posteggi per le biciclette alle stazioni ferroviarie. Precisa inoltre che è sua intenzione agevolare lo sviluppo di piattaforme multimodali che propongano una mobilità integrata con la combinazione di diverse possibilità di trasporto. Invece di portare a bordo la propria bicicletta, ad esempio, potrebbe risultare più opportuno usufruire dell'offerta di noleggio biciclette (bike sharing). Chiaramente, se possono eventualmente essere appropriate per il traffico pendolare quotidiano, queste soluzioni non sono adatte alla mobilità del tempo libero, che implica la possibilità di portare la propria bicicletta sul treno.
Pertanto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale dispone di una visione strategica per lo sviluppo della mobilità del tempo libero a breve, medio e lungo termine, considerato che la maggior parte degli spostamenti della popolazione svizzera avviene nel tempo libero?
2. Il Consiglio federale come intende sostenere e sviluppare la mobilità in bicicletta, sia quella del tempo libero che per turismo?
3. Il Consiglio federale quali soluzioni ha valutato o quali richieste ha formulato all'attenzione delle imprese ferroviarie operanti nella rete svizzera (le FFS, ma anche le imprese regionali) al fine di semplificare il trasporto delle biciclette nei treni nel
Begründung
La crisi, tanto sanitaria quanto economica, che sta attualmente attraversando la popolazione svizzera è un forte argomento a favore della promozione di un turismo più locale e sostenibile.
Le organizzazioni di promozione del turismo lo hanno capito e negli ultimi mesi si sono moltiplicate le offerte per promuovere la scoperta di gioielli nazionali in bicicletta. È una fortuna per l'economia locale come pure per l'ambiente e va tutelata.
Come dimostrato dai risultati del microcensimento mobilità e trasporti 2015, le attività del tempo libero costituiscono di gran lunga il motivo principale degli spostamenti della popolazione svizzera. Circa la metà delle distanze settimanali viene percorsa per motivi legati ad attività del tempo libero (44%), mentre soltanto circa un quarto per motivi legati al lavoro (24%). Nel 2015, nel tempo libero soltanto il 3 per cento delle distanze è stato percorso in bicicletta contro il 64 per cento in automobile. Il margine di miglioramento è dunque considerevole.
Affinché le abitudini del nostro stile di vita cambino in modo duraturo sono necessarie due condizioni: un elemento scatenante e una prima esperienza positiva. Questo è tanto più vero quando si tratta di un'attività volontaria, come ad esempio fare vacanze. Se il COVID-19 può essere per molti di noi il fattore scatenante per sperimentare vacanze in bicicletta, la prima esperienza positiva è tutt'altro che scontata.
Effettivamente, a oggi, spostarsi in treno in Svizzera con la propria bicicletta significa molto spesso fare un percorso a ostacoli che richiede addirittura una formazione specifica: i marciapiedi e i vagoni sono difficilmente accessibili, a bordo dei treni mancano spazi consacrati alla bicicletta, le informazioni sono lacunose, in certi treni vige il divieto di trasporto della bicicletta mentre in altri è obbligatoria la prenotazione, in certi orari vi sono delle limitazione e le tariffe variano a seconda delle compagnie, ecc. Il ciclista ben informato può testimoniarlo: l'elenco delle insidie aumenta all'aumentare delle esperienze.
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domande 1 e 2:
Nel 2009 il Consiglio federale ha elaborato la Strategia Traffico del tempo libero, la quale contiene una visione e degli obiettivi per l'orizzonte temporale 2020 nonché l'attuazione di diverse misure concrete.
I dati più recenti relativi al comportamento in fatto di mobilità dimostrano che gli obiettivi della Strategia Traffico del tempo libero sono stati raggiunti solo in parte: nel quadro dei tragitti percorsi giornalmente nel tempo libero, tra il 2005 e il 2015 la relativa mobilità media nel nostro Paese è diminuita leggermente. Nello stesso periodo sono aumentate però in misura massiccia le distanze percorse all'estero nel tempo libero, soprattutto, i viaggi in aereo (in totale 3300 km in più rispetto al 2005).
Il Consiglio federale ha definito una visione strategica per lo sviluppo della mobilità del tempo libero che, a breve termine, si basa tuttora sulla Strategia del Traffico del tempo libero. L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) coordina l'aggiornamento della Strategia e l'attuazione efficace delle misure proposte tenendo conto dei recenti sviluppi (digitalizzazione, nuove soluzioni di mobilità combinata, cambiamento del comportamento dei diversi destinatari, effetti dovuti alla pandemia COVID-19, ecc.).
Ai fini della promozione e dell'ulteriore sviluppo della mobilità turistica e del tempo libero in bicicletta, la rete per la mobilità lenta "Svizzeramobile" garantisce il coordinamento tra la Confederazione, i Cantoni, le organizzazioni specializzate, i gruppi di interesse nonché l'organizzazione Svizzera Turismo. L'attività di coordinamento avviene su incarico di diversi Uffici federali (UFE, UFSP, UFCOM, swisstopo, ARE, UFSPO, USTRA, UFAM e SECO), di tutti i Cantoni, del Principato del Liechtenstein e di numerose organizzazioni attive nell'ambito dei trasporti, dello sport e del turismo.
Tenendo conto soprattutto delle sfide della mobilità turistica e del tempo libero, il Consiglio federale intende provvedere, nel medio o lungo termine, a uno sviluppo ulteriore della politica del turismo, della politica degli agglomerati (AggloPol), della politica della Confederazione per le aree rurali e le regioni montane (P-LRB) e della politica climatica. L'obiettivo è migliorare il coordinamento e rafforzare le sinergie tra i diversi settori politici citati nonché attribuire maggiore importanza al raggiungimento delle regioni turistiche e dei luoghi del tempo libero con offerte di mobilità multimodale. A tal fine occorre collegare maggiormente tra loro le diverse offerte di mobilità e del tempo libero (per es. grazie alla possibilità di acquistare e prenotare offerte di mobilità combinata e di tempo libero). Sotto l'egida dell'Ufficio di coordinamento per la mobilità sostenibile (COMO) vengono attualmente realizzati diversi progetti pilota.
Strumenti quali il Piano settoriale dei trasporti (la cui parte programmatica è attualmente oggetto di consultazione), il Programma Traffico d'agglomerato e un nuovo Programma per le piattaforme dei trasporti che verrà presentato prossimamente, servono da base per il coordinamento, la pianificazione e il finanziamento della promozione futura della mobilità combinata la quale favorirà anche la mobilità del tempo libero o a scopo turistico.
A livello internazionale, inoltre, la cooperazione con altri Paesi alpini è fondamentale per incrementare l'offerta. L'ARE affronterà la questione nel quadro della presidenza svizzera della Convezione delle Alpi e, a riguardo, organizzerà una conferenza ad aprile 2021.
Ad domanda 3:
Il Consiglio federale riconosce che il trasporto di biciclette non è attualmente regolamentato per legge. Infatti né l'articolo 23 (Bagaglio a mano) né la sezione 5 (Trasporto dei bagagli) della legge federale sul trasporto viaggiatori (LTV; RS 745.1) fa riferimento a riguardo. Per questo motivo nel pacchetto legislativo Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF) è stata aggiunta un'ulteriore disposizione: il nuovo articolo 23a LTV obbliga le imprese di trasporto assoggettate alla LTV a creare i requisiti adatti per il trasporto di biciclette su veicoli a condizione che le biciclette siano maneggevoli, il traffico non venga pregiudicato e i veicoli siano adatti allo scopo. È prevista l'applicazione di una tariffa supplementare al trasporto di biciclette accompagnate. Questa nuova disposizione entrerà in vigore il 1° gennaio 2021.
Risposta del Consiglio federale.