20.4047 · Interpellanza · 2020-09-22
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Lo specismo è la discriminazione degli animali non appartenenti alla nostra specie, considerati esseri inferiori che possono essere sfruttati, commercializzati e uccisi per il nostro consumo e i nostri interessi. Questa visione ha favorito lo sviluppo di una società antropocentrica che ogni anno maltratta e massacra miliardi di animali in tutto il mondo.
Denunciata fin dall'antichità, la discriminazione degli altri animali ha acquisito grande rilevanza dal punto di vista sociale e, di recente, ha dato vita a un potente movimento di protesta internazionale e a diversi partiti politici. In effetti, lo specismo causa sempre gravi problemi etici, sociali, sanitari, ecologici, economici e finanziari, in quanto banalizza e legittima la violenza quotidiana contro individui di cui vengono totalmente trascurati e/o negati senzienza, interessi e bisogni fondamentali, nonché capacità sociali e cognitive, scientificamente riconosciuti. Ogni anno la Svizzera uccide più di 70 milioni di animali terrestri e importa oltre 90 000 tonnellate di carne per il consumo, senza che ve ne sia la necessità. Il maltrattamento degli animali, ampiamente documentato, non è mai tra le priorità da affrontare.
Come la COVID-19, le ultime grandi zoonosi mortali si sono sviluppate tutte nel contesto dello sfruttamento e dell'abuso di animali, soprattutto a scopo alimentare. Il fenomeno è in via di accelerazione e minaccia la salute pubblica e l'economia. Mangiare prodotti di origine animale non è necessario e un consumo (eccessivo) causa gravi malattie. La produzione, inoltre, genera grandi quantità di gas serra, ha un'elevata impronta idrica e inquina notevolmente l'ambiente - tutti problemi che generano costi enormi per lo Stato e per i cittadini.
1. Qual è la posizione del Consiglio federale sulla sfida posta dallo specismo?
2. Come può integrarla nella sua politica pubblica come asse prioritario?
3. Quali approcci e misure prevede di adottare per combattere i problemi sopra descritti ed evolvere verso una società che non preveda lo sfruttamento degli animali e consenta una convivenza più giusta con gli animali senzienti?
4. Quale revisione legislativa potrebbe prevedere per conferire gradualmente i diritti fondamentali agli animali senzienti e promuovere al tempo stesso l'adeguamento economico e sociale del Paese a questo passo?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Per il Consiglio federale, il rispetto della dignità degli animali e la tutela del loro benessere costituiscono elementi essenziali del rapporto tra l'essere umano e il mondo animale. La legislazione sulla protezione degli animali si fonda su un approccio non specista. Le differenze di trattamento tra l'essere umano e gli animali non si basano sull'appartenenza a una specie, ma su caratteristiche e attitudini diverse. La legge sulla protezione degli animali (RS 455), oltre al benessere degli animali, ne tutela anche la dignità (art. 1), definita come il valore intrinseco dell'animale, che va rispettato da chiunque se ne occupi (art. 3 lett. a). Costrizioni sono consentite soltanto se possono essere giustificate da interessi preponderanti. In questo modo è riconosciuta e protetta la sensorialità degli animali.
La necessità di una ponderazione degli interessi dimostra che gli interessi degli esseri umani non prevalgono a prescindere, ma che occorre soppesare le esigenze umane e quelle animali nel singolo caso concreto. Il fatto di aver posto la nozione di dignità al centro della legislazione sulla protezione degli animali crea inoltre le premesse per un progressivo miglioramento dello status degli animali e una maggiore considerazione dei loro bisogni. L'ordinanza sulla protezione degli animali (RS 455.1) è ad esempio regolarmente sottoposta a revisione per adeguare le pertinenti disposizioni alle più recenti acquisizioni scientifiche.
3./4. La rinuncia all'allevamento di animali da reddito avrebbe importanti ripercussioni sulla società e sul settore agricolo in particolare. Il Consiglio federale ritiene che una tale rinuncia non sia né opportuna né realistica e punta piuttosto a una continua ottimizzazione della legislazione in materia, al suo adeguamento alle più recenti acquisizioni scientifiche e all'informazione dei detentori di animali circa i loro obblighi in relazione alla detenzione e al trattamento degli animali. Seguendo questa impostazione, il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente la protezione degli animali da reddito. Pertanto, il 29 gennaio 2020 ha deciso di elaborare un controprogetto diretto all'iniziativa popolare "No all'allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull'allevamento intensivo)" (www.usav.admin.ch > L'USAV > Basi legali ed esecutive > Procedure di consultazione > Controprogetto diretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare "No all'allevamento intensivo in Svizzera [Iniziativa sull'allevamento intensivo]": avvio della procedura di consultazione), in cui ne riprende l'obiettivo fondamentale e mira a inserire nella Costituzione i seguenti criteri: ricovero adeguato alle esigenze degli animali, uscite regolari all'aperto e condizioni di macellazione rispettose.
Nel quadro della strategia nutrizionale, il Consiglio federale si impegna inoltre a informare e sensibilizzare la popolazione in maniera imparziale e appropriata affinché i consumatori possano fare le loro scelte con cognizione di causa.
All'origine di zoonosi, come la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) o la COVID-19, vi sono molto spesso animali selvatici. L'elevata dispersione e la frammentazione dei paesaggi naturali fanno sì che in molti luoghi gli animali selvatici siano molto spesso costretti ad attingere a risorse prodotte da attività umane. Ciò aumenta il rischio di trasmissione di agenti patogeni dagli animali selvatici all'essere umano, direttamente o tramite animali domestici e animali da reddito. Agenti patogeni che possono propagarsi su scala mondiale indipendentemente dalle condizioni di detenzione degli animali, ad esempio tramite attività umane quali i viaggi o tramite fenomeni naturali come le migrazioni degli uccelli.
Con l'entrata in vigore, nel 2016, della legge sulle epidemie (RS 818.101), la Confederazione ha creato una piattaforma per attuare l'approccio interdisciplinare "One Health". Questa collaborazione tra Confederazione e Cantoni deve permettere di reagire più rapidamente e in modo più mirato ai pericoli emergenti e di sfruttare le sinergie per proteggere la salute dell'essere umano e degli animali e l'ambiente.
Per preservare e promuovere la salute di esseri umani e animali sono importanti, oltre a una stretta collaborazione tra gli organi preposti alla sanità pubblica, alla salute degli animali, all'agricoltura e all'ambiente, anche un utilizzo oculato delle risorse naturali e la salvaguardia di un ambiente intatto.
Risposta del Consiglio federale.