20.4055 · Interpellanza · 2020-09-22
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Per conciliare vita familiare e professionale sono necessari servizi per la custodia dei figli di qualità e a prezzi accessibili. In mancanza di strutture di custodia adeguate, i genitori - nella maggior parte dei casi le donne - sono costretti a interrompere temporaneamente l'attività lucrativa o a ridurre considerevolmente il grado di occupazione. In quest'ambito, le conseguenze negative per le donne, la società e l'economia sono chiaramente documentate.
Dal 2003, la Confederazione sostiene lo sviluppo nei Cantoni dell'offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia con un programma d'incentivazione. Tuttavia, sono ancora poche le aziende in Svizzera che propongono un proprio servizio per la custodia dei figli. Diverse possibilità di attuazione potrebbero essere adeguate ai bisogni delle singole aziende (asili nido aziendali, collaborazione interaziendale per la creazione e la gestione di un asilo nido ecc.).
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. A suo modo di vedere, perché soltanto pochi datori di lavoro privati in Svizzera propongono un servizio per la custodia dei figli in seno all'azienda?
2. Ha previsto incentivi ai datori di lavoro privati per promuovere la custodia dei figli a livello aziendale? Se sì, quali?
3. Potrebbe considerare la possibilità d'introdurre incentivi adeguati sotto forma di agevolazioni fiscali? In caso affermativo, come andrebbe modificato il diritto fiscale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I datori di lavoro privati possono sostenere in vari modi i dipendenti con figli che hanno bisogno di custodia. Alcune aziende aprono strutture di custodia proprie, altre riservano posti di custodia in strutture esterne e altre ancora partecipano alle spese di custodia assunte dai dipendenti versando loro un contributo finanziario. A seconda delle dimensioni dell'azienda, della sua ubicazione o delle offerte disponibili, è più appropriata l'una o l'altra di queste soluzioni.
La Confederazione non dispone di dati sul numero di aziende che mettono a disposizione servizi di custodia in seno alla propria struttura o, in generale, sulle offerte proposte dai datori di lavoro ai propri dipendenti in materia di custodia di bambini complementare alla famiglia.
2. Nel quadro del programma d'incentivazione per la custodia di bambini complementare alla famiglia, la Confederazione sostiene la creazione di posti di custodia. Dal 2011, possono essere sostenuti non più solo gli enti senza scopo di lucro, ma anche quelli a scopo di lucro. Le aziende che aprono una struttura di custodia per i figli dei loro dipendenti hanno dunque già oggi la possibilità di ottenere aiuti finanziari dalla Confederazione. Il programma d'incentivazione è di durata limitata: le domande per gli aiuti finanziari vanno depositate entro il gennaio del 2023.
3. In linea di principio, la prudenza è d'obbligo quando si vuole utilizzare il diritto fiscale a fini non fiscali. Infatti, la concessione di agevolazioni fiscali per scopi di altra natura può entrare in conflitto con le prescrizioni costituzionali relative ai principi su cui si fonda il regime fiscale. Per esempio, questo genere di agevolazioni potrebbe creare una distorsione del principio della capacità economica (art. 127 Cost.). Anche l'universalità e l'uniformità della fiscalità potrebbero essere messe in discussione: per esempio, gli asili nido aziendali fiscalmente privilegiati potrebbero essere economicamente più vantaggiosi di quelli indipendenti. Il Consiglio federale non prevede dunque di proporre nuovi incentivi sotto forma di agevolazioni fiscali per incoraggiare le aziende ad attivarsi nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia. D'altro canto, la legislazione fiscale prevede una deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi nel quadro dell'imposta sul reddito. Il Consiglio federale intendeva aumentare questa deduzione per l'imposta federale diretta nel quadro del progetto di legge 18.050 "Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi". Dopo che il Parlamento lo aveva completato con un aumento della deduzione generale per i figli, il progetto è stato respinto in votazione popolare il 27 settembre 2020.
Risposta del Consiglio federale.