Costi sociali conseguenti all'Agenda Integrazione e alla pandemia di Covid-19. Prolungare la partecipazione della Confederazione ai costi per l'aiuto sociale
20.4200 · Mozione · 2020-09-24
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali federali nella legge sull'asilo e nella legge federale sugli stranieri e la loro integrazione affinché i contributi finanziari pagati dalla Confederazione ai Cantoni per l'aiuto sociale in relazione alle persone in procedura d'asilo e di integrazione (somma forfettaria globale) debbano essere versati per almeno dieci anni dall'entrata in Svizzera.
Begründung
Nel quadro dell'attuazione dell'appena introdotta Agenda Integrazione, la Confederazione intende, in compenso, ridurre a cinque anni il periodo di versamento della somma forfettaria globale. Questo passo è motivato con i più attivi sforzi di integrazione in base alla nuova Agenda Integrazione. La riduzione dei contributi versati per l'aiuto sociale toccherà i Comuni, che sul piano finanziario non possono approfittare direttamente, ma al massimo solo in maniera indiretta, dell'aumento della somma forfettaria a favore dell'integrazione.
Tuttavia, l'integrazione non può essere acquistata, ma è un processo che si protrae nel tempo. In Svizzera tutti i livelli statali vi partecipano, anche e in particolare i Comuni e le città. La Confederazione partecipa in maniera temporanea con la somma forfettaria a favore dell'integrazione. Vi sono anche costi che i Comuni devono sostenere sin dall'inizio come, ad esempio, la scuola dell'obbligo o misure nell'ambito del diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti. In questo senso, i Cantoni e i Comuni sopportano i costi residui della politica svizzera in materia d'asilo. Nel 2018 la quota di persone del settore dell'asilo e dei rifugiati che beneficiavano dell'aiuto sociale ammontava a quasi il 90 per cento. In una recessione, come quella che si sta delineando a causa della crisi legata al COVID-19, diventa ancora più difficile integrarsi sul piano dell'indipendenza economica.
Nel quadro della gestione della crisi legata alla pandemia di COVID-19 i Comuni si assumono una grande responsabilità politica, non da ultimo anche tramite il finanziamento dei costi residui e successivi in campo sociale. Devono pertanto attendersi, a partire dal 2022, considerevoli costi supplementari nell'ambito dell'aiuto sociale. A tale proposito, in un documento di analisi la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) ha calcolato che, rispetto al 2018, da oggi a due anni i Cantoni e i Comuni dovranno far fronte, nella peggiore delle ipotesi, fino a 100 000 nuove richieste, di cui 27 500 persone soltanto del settore dell'asilo (rifugiati e persone ammesse provvisoriamente), con costi supplementari annui di 1,3 miliardi di franchi. A titolo di paragone, nel 2018 i costi complessivi per l'aiuto sociale sono ammontati a circa 2,8 miliardi di franchi.
Sul piano politico la Confederazione deve assumersi la responsabilità istituzionale e finanziaria per tali conseguenze. Dieci anni costituiscono un periodo adeguato, poiché già oggi Cantoni quali Lucerna e Zurigo prevedono questo termine. Le cifre mostrano che questi Cantoni non svolgono un lavoro integrativo peggiore di altri.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole delle grandi sfide che l'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente comporta per i Cantoni e i Comuni. Per questo motivo, da un lato le procedure d'asilo sono state velocizzate, dal 1° marzo 2019, con il riassetto del settore dell'asilo. La riduzione del numero di attribuzioni ai Cantoni e della durata di soggiorno nei Cantoni permette di diminuire i costi di aiuto sociale e assistenza. Il processo d'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente può inoltre essere avviato prima. Dall'altro, per garantire un'integrazione rapida e duratura degli interessati, nel 2018 la Confederazione ha concordato con i Cantoni l'Agenda Integrazione Svizzera, volta a mettere in campo al più presto e intensificare misure specifiche. A tal fine, la Confederazione ha triplicato da 6000 a 18 000 franchi la somma forfettaria a favore dell'integrazione e fissato insieme ai Cantoni obiettivi concreti, creando in tal modo le condizioni che permettono loro di potenziare la promozione dell'integrazione, in particolare professionale. Ciò permetterà di ridurre i costi di aiuto sociale e sgraverà finanziariamente i Cantoni e i Comuni.
Secondo il diritto vigente, la Confederazione rimborsa ai Cantoni, tramite somme forfettarie, i costi di aiuto sociale durante la procedura d'asilo per tutti i richiedenti l'asilo, per cinque anni per i rifugiati riconosciuti e sette anni per le persone ammesse provvisoriamente. Nel quadro di un mandato successivo relativo all'Agenda Integrazione Svizzera, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni sta rivedendo il vigente sistema di finanziamento. Il nuovo sistema di finanziamento dovrà essere attuato senza incidere sui costi e i Cantoni disporranno complessivamente delle medesime risorse di cui dispongono oggi. La modifica del sistema di finanziamento mira a favorire ulteriormente l'integrazione rapida e duratura delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati, in particolare incentivando la formazione professionale dei giovani e dei giovani adulti. Per quanto riguarda la durata del versamento, invece, si intende mantenere lo statu quo. Come già indicato in risposta alle mozioni Müller Philipp 16.3395, "Maggiore partecipazione della Confederazione ai costi nel settore dell'asilo" e Knecht Hansjörg 19.3796, "Prolungare l'assunzione dei costi nel settore dell'asilo da parte della Confederazione", il Consiglio federale continua pertanto a ritenere che un prolungamento del periodo in cui la Confederazione è tenuta a rimborsare i costi indebolirebbe e ritarderebbe gli sforzi profusi dai Cantoni in materia di integrazione. Inoltre, non si farebbe altro che ripartire i costi, senza conseguire alcun risparmio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.