20.4284 · Mozione · 2020-10-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di generalizzare l'impiego dei test rapidi il più presto possibile, ossia non appena l'industria farmaceutica disporrà di sufficienti capacità di produzione e distribuzione. I test saranno finanziati dalla Confederazione.
Begründung
La quarantena rappresenta un serio ostacolo al rilancio dell'economia e del turismo. Tanto più che le previsioni allarmistiche si succedono. Il rischio di fallimenti e licenziamenti rimane elevato. Imprese che erano competitive prima della crisi sono ora sull'orlo dell'asfissia finanziaria, basti pensare alle PMI e agli alberghi-ristoranti che stanno chiudendo i battenti. Dobbiamo agire oggi per evitare che domani vadano persi molti posti di lavoro. Quanto all'isolamento, genera danni sociologici, psicologici e medici ampiamente sottovalutati.
La Svizzera non sta testando abbastanza. Nonostante un'incidenza molto elevata, è uno dei Paesi con il minor numero di test per abitante. I test rapidi integrano l'attuale strategia di test (PCR) e consentono di testare più persone e ottenere più rapidamente i risultati. Il Consiglio federale ha tuttavia deciso di utilizzarli soltanto in misura limitata. Il loro impiego è previsto unicamente per le persone considerate sintomatiche in base ai criteri dell'UFSP e che non rientrano nella categoria delle persone particolarmente a rischio. Questa misura è insufficiente.
L'impiego generalizzato dei test rapidi contribuirà a contenere la pandemia e allo stesso tempo a dare una boccata d'ossigeno all'economia. Avrà inoltre effetti preventivi. I casi positivi potranno essere identificati e trattati più rapidamente. Questo contribuirà ad evitare che il personale di settori quali la sanità, l'istruzione o la sicurezza sia inutilmente esposto a rischi. Inoltre, apporterà sollievo ai settori del turismo, dello sport, della cultura o del tempo libero, che stanno pagando a caro prezzo le restrizioni loro imposte.
All'estero, la Francia sta approntando una strategia che prevede test rapidi. In Germania, Inghilterra e Francia gli aeroporti stanno sperimentando i test rapidi. Anche l'Unione europea li promuove.
Per far fronte alla seconda ondata e in assenza di vaccini, urge testare il maggior numero possibile di persone per identificare rapidamente i casi positivi e ridurre il numero di nuove infezioni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
I test rapidi costituiscono un nuovo strumento importante nella lotta alla pandemia di COVID-19. Permettono di identificare e isolare rapidamente i casi positivi, evitando così nuovi contagi. Come già menzionato nel suo parere in risposta alla mozione 20.3988 De Courten "Covid-19. Test rapidi al posto dell'oneroso obbligo di quarantena", il Consiglio federale ha deciso di rendere questi test più accessibili permettendone l'esecuzione anche al di fuori dei laboratori autorizzati. Dal 2 novembre 2020, queste analisi possono essere eseguite anche in studi medici, farmacie, ospedali e centri di test. Inizialmente l'assunzione dei costi dei test da parte della Confederazione, sia per i test rapidi che per quelli PCR, era vincolata a determinate condizioni. Per proteggere meglio le persone particolarmente a rischio e combattere tempestivamente focolai d'infezione locali, il Consiglio federale ha adattato la strategia di test in occasione delle sue sedute del 27 gennaio e del 17 febbraio 2021. I costi dei test preventivi ripetuti a persone asintomatiche nel quadro dei piani di protezione, per esempio nelle case di cura o per anziani, negli ospedali e in altri istituti medico-sociali, sono ora assunti dalla Confederazione. Per individuare e contenere tempestivamente focolai d'infezione, la Confederazione assume anche i costi dei test di massa tra le persone asintomatiche in scuole, istituti di formazione e altri luoghi ad alta probabilità di trasmissione. Il Cantone deve presentare all'UFSP un piano che indichi, per esempio, chi è sottoposto al test, dove e con quale frequenza sono eseguiti i test e quali tipologie sono impiegate. Il Consiglio federale ha inoltre adeguato il disciplinamento sulla quarantena: i dieci giorni di quarantena per i contatti di un soggetto positivo possono essere ridotti se le persone in questione si sottopongono al test dopo il settimo giorno e il risultato è negativo e se l'autorità cantonale competente dà il suo accordo in proposito. La quarantena per chi viaggia può essere invece revocata in virtù della responsabilità individuale se la persona in questione si sottopone a un test antigenico o a un test PCR a partire dal settimo giorno dalla sua entrata in Svizzera e se il loro risultato è negativo. Considerato quanto suesposto, il Consiglio federale ritiene che la richiesta contenuta nella mozione sia ampiamente soddisfatta e raccomanda di respingerla.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.