Lexipedia

20.4433 · Mozione · 2020-12-09

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rinviare al 2023 l'applicazione dei nuovi valori limite di CO2 relativi alle automobili e ai veicoli commerciali leggeri, entrati in vigore nel 2020, e quindi di prorogare il phasing-in e i supercrediti fino alla fine del 2026.

Begründung

L'attuale pandemia ha colpito duramente l'economia e la popolazione svizzera e, per questo motivo, è necessario evitare ulteriori oneri. In particolare, i nuovi valori limite di CO2 introdotti per i veicoli commerciali leggeri a partire dal 2020 - poco prima dell'inizio della pandemia - e i valori limite per le automobili nuovamente abbassati a 95g/km comporteranno il pagamento di sanzioni elevate, che gli importatori riverseranno sul resto dell'economia e sui cittadini.

Considerando che la pandemia ha ridotto le emissioni di CO2 fino al 10 per cento, a seconda del settore, la proposta di rinviare di tre anni gli obiettivi di CO2 è degna di essere sostenuta.

Ci si può inoltre attendere che le vendite di veicoli completamente elettrici aumentino notevolmente nei prossimi anni, con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2. Delle 21 454 automobili nuove immatricolate per la prima volta nel settembre 2020, 4331 - ovvero il 20,2 per cento - erano automobili ibride plug-in o automobili elettriche. La penetrazione dei veicoli elettrici nel mercato automobilistico svizzero è quindi già nettamente aumentata e tale tendenza è destinata ad accelerare ulteriormente. Ciò potrebbe significare che i valori limite di CO2 saranno raggiunti nel 2030 o prima, grazie a un cambiamento tecnologico dirompente e senza prescrizioni e leggi.

Inoltre, secondo il DATEC, la legislazione sul CO2 non ha come obiettivo sanzionare l'importazione di veicoli. Per questo motivo, anche da parte dell'Amministrazione l'evitare molte sanzioni - ovvero il fine del richiesto rinvio che potrà essere raggiunto senza grandi emissioni supplementari di CO2, anche grazie alla pandemia - non presenta inconvenienti o viene addirittura auspicato.

La presente mozione permette, nel caso ideale, di raggiungere i valori di CO2 senza l'applicazione di sanzioni, data l'azione del mercato e quindi degli acquirenti di automobili. Questo senza emanare altre leggi e senza gravare l'economia e i cittadini più di quanto non lo faccia la pandemia dovuta al coronavirus.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera si trova attualmente ad affrontare grandi sfide nella politica climatica, in particolare nel settore dei trasporti dove, a differenza di altri settori, negli ultimi anni le emissioni non sono state ridotte in modo significativo. I valori obiettivo, in vigore dall'inizio del 2020, sono stati approvati a larga maggioranza dal Popolo e dai Cantoni nel maggio 2017, nell'ambito della votazione sulla Strategia energetica 2050. Durante il dibattito sulla revisione totale della legge sul CO2, il Parlamento ha espresso, ripetutamente e chiaramente, il suo desiderio di una legge sul CO2 efficace e ambiziosa, anche in considerazione delle condizioni quadro determinate dal coronavirus. Il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno un adeguamento retroattivo delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 delle automobili nuove. Lo ha già affermato nella sua risposta alla mozione 20.3710 Wobmann del 18 giugno 2020 "Entrate insufficienti e minaccia di sanzioni (multe). Combinazione deleteria per il settore automobilistico con i suoi circa 86 000 dipendenti".

La quota delle automobili efficienti, ovvero quelle elettriche e quelle ibride plug-in, rappresenta il 14,3 per cento delle nuove immatricolazioni nel 2020, oltre il doppio rispetto all'anno precedente. In questo modo anche l'obiettivo del 10 per cento perseguito dall'associazione degli importatori auto-schweiz è stato ampiamente superato. Rimane invece insoddisfacente l'evoluzione delle emissioni di CO2 dei veicoli di nuova immatricolazione con motore a combustione, che non sono calate rispetto al 2019. La loro diminuzione sarebbe tuttavia necessaria per raggiungere gli obiettivi annunciati già da tempo per le emissioni di CO2.

L'attuazione delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 prevede già, per il 2020, una regolamentazione transitoria più generosa di quella dell'UE, che tiene conto del contesto svizzero. Gli importatori hanno inoltre la possibilità di ridurre o evitare eventuali sanzioni attraverso un'adeguata politica di assortimento e di prezzo. Secondo le valutazioni attuali, con una politica di assortimento lungimirante e la commercializzazione attiva di veicoli efficienti, vari importatori possono raggiungere o addirittura superare i loro valori obiettivo per l'anno in corso.

Anche alla luce degli attuali sviluppi del mercato, il Consiglio federale è quindi convinto che obiettivi ambiziosi per i veicoli siano determinanti ai fini della necessaria riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.