20.4475 · Interpellanza · 2020-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Quanti pazienti COVID-19 provenienti dall'estero sono attualmente curati negli ospedali svizzeri?
Chi ha deciso di accogliere queste persone? Vi è stata una richiesta ufficiale di Governi esteri o la Svizzera ha offerto proattivamente di mettere a disposizione di pazienti COVID-19 stranieri una parte delle proprie capacità ospedaliere?
La Svizzera riceve una contropartita dagli Stati interessati per questo gesto caritativo?
Come si può giustificare un aggravio volontario degli ospedali quando allo stesso tempo il Consiglio federale inasprisce i provvedimenti con la motivazione che il nostro sistema sanitario rischia di essere sovraccaricato?
Begründung
Il sovraccarico del sistema sanitario va assolutamente evitato. Su questo, tutti i partiti sono fondamentalmente d'accordo. Le autorità federali e cantonali motivano ogni inasprimento dei provvedimenti con il rischio di sovraccarico degli ospedali. È tuttavia noto che nelle regioni di confine molti letti sono occupati da pazienti COVID-19 stranieri. Già nella primavera del 2020 diversi ospedali svizzeri hanno offerto letti a pazienti COVID-19 delle zone limitrofe. Allora è stata soprattutto la Francia a beneficiare della generosità della Svizzera. La stessa Francia, nota bene, che ora mette alla gogna la decisione delle nostre autorità di tenere aperte le piste da sci. L'UDC non può assolutamente accettare che Confederazione e Cantoni da una parte inaspriscano i provvedimenti e dall'altra accolgano in Svizzera pazienti COVID-19 stranieri che vanno a gravare sul nostro sistema sanitario.
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non tiene un elenco di tutti gli stranieri ricoverati in ospedali svizzeri per COVID-19. È tuttavia a disposizione per esaminare centralmente richieste di accoglimento di pazienti COVID-19 presentate da Stati esteri, in stretta collaborazione con il Servizio sanitario coordinato e i Cantoni, così come è successo nella primavera del 2020, quando sono stati accolti pazienti COVID-19 provenienti dalle regioni di frontiera francesi. Attualmente l'UFSP non è a conoscenza di richieste dall'estero in tal senso.
2. Nella primavera del 2020, l'accoglimento di pazienti COVID-19 provenienti dalla Francia è avvenuto su richiesta delle autorità francesi.
3. Con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, la Svizzera ha recepito il diritto sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale europei (regolamenti [CE] n. 883/2004 e n. 987/2009), in base al quale le persone provenienti dall'Unione europea (UE) assicurate per legge contro le malattie possono essere curate in Svizzera e viceversa. Anche i frontalieri legalmente assicurati in Paese dell'UE durante il loro soggiorno in Svizzera hanno diritto a tutte le cure necessarie. Se si ammalano di COVID-19 in Svizzera, ricevono la necessaria assistenza medica. I costi delle cure mediche dispensate in Svizzera sono assunti dai competenti assicuratori-malattie dell'UE tramite l'assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni. Anche i costi delle cure dispensate ai pazienti COVID-19 francesi nella primavera del 2020 sono stati quindi rimborsati dall'assicuratore-malattie francese.
4. La Svizzera ha uno stretto legame con gli Stati limitrofi, in particolare con le regioni di confine. L'accoglimento di pazienti provenienti dalla Francia nella primavera del 2020 rispecchia la tradizione umanitaria della Svizzera e lo stretto rapporto di vicinanza con questo Paese. Le richieste di accoglimento di pazienti COVID-19 stranieri presentate all'UFSP sono esaminate accuratamente. A questo esame partecipa anche il Servizio sanitario coordinato. Per le decisioni ci si avvale delle diverse informazioni disponibili, tra cui quelle sul tasso d'occupazione dei letti negli ospedali. Eventuali trasferimenti avvengono d'intesa con i Cantoni interessati.
Risposta del Consiglio federale.