Sgravare le PMI in tempi difficili. Aumentare la soglia minima di fatturato ai fini dell'assoggettamento all'IVA
20.4590 · Mozione · 2020-12-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di aumentare la soglia minima ai fini dellassoggettamento allIVA a 500 000 franchi di fatturato annuo per le imprese, associazioni e istituzioni di utilità pubblica che hanno sede in Svizzera. Le società con sede allestero che forniscono prestazioni in Svizzera continueranno a essere assoggettate in Svizzera a prescindere dal loro fatturato.
Begründung
Le imprese con sede in Svizzera sono assoggettate all'IVA se realizzano un fatturato pari o superiore a 100 000 franchi annui. Questa soglia minima bassa causa un onere amministrativo sproporzionato per le PMI e ne ostacola la crescita. Al contempo, la crisi innescata dalla pandemia di COVID-19 pone in particolare le PMI di fronte a una sfida finanziaria e mette a repentaglio la loro sopravvivenza in quanto spina dorsale delleconomia svizzera. Sono stati erogati miliardi di franchi per superare la crisi pandemica, ma non è stata decisa nessuna riduzione fiscale durevole per le imprese al fine di rivitalizzare la piazza economica svizzera. Stando ai dati fiscali attualmente disponibili (del 2016), con linnalzamento della soglia minima di fatturato a 500 000 franchi la Confederazione rinuncerebbe a 1,24 miliardi di franchi netti
di crediti fiscali. Tuttavia, la rinuncia a questi crediti fiscali è giustificata dalla riduzione dellonere amministrativo e fiscale per le PMI in tempi particolarmente difficili. Inoltre, un aumento uniforme della soglia minima del fatturato permetterebbe di eliminare possibili distorsioni della concorrenza tra le imprese e le associazioni con sede in Svizzera che potrebbero entrare in concorrenza (ad es. ristoranti e bar dei club di calcio).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'attuale limite della cifra di affari di 100 000 franchi è già alto rispetto agli standard internazionali. Più alto è il limite della cifra d'affari, maggiore è il danno recato alla neutralità concorrenziale. Le imprese che non raggiungono il limite della cifra d'affari traggono benefici in due modi: possono offrire i loro servizi ad un prezzo più vantaggioso rispetto alle imprese soggette ad imposta e non hanno oneri amministrativi legati all'IVA.
In un confronto a livello europeo, gli oneri amministrativi per la dichiarazione dell'IVA per le imprese svizzere sono relativamente bassi, con otto ore rispetto al tempo medio di 68 ore richiesto nei Paesi europei. Inoltre, le imprese più piccole possono conteggiare l'IVA con il metodo delle aliquote saldo. Poiché in particolare l'imposta precedente sulle spese non deve essere registrata nella contabilità, questo metodo semplifica notevolmente il rendiconto IVA.
Quanto siano sostanziali i vantaggi fiscali delle imprese che sono appena al di sotto del limite della cifra d'affari rispetto alle imprese che sono appena al di sopra, dipende dall'entità del valore aggiunto e dall'aliquota d'imposta applicabile. Con il limite attuale di 100 000 franchi, la differenza può ammontare fino a 6500 franchi all'anno. Con un limite della cifra d'affari di 500 000 franchi, invece, si potrebbe arrivare a 32 500 franchi all'anno per una società di software, 25 500 franchi all'anno per un ristorante e 17 500 franchi all'anno per una falegnameria (calcolati sulla base delle aliquote saldo dei settori in questione).
La mozione chiede, facendo riferimento al diritto vigente, che le imprese straniere rimangano assoggettate all'imposta a partire dal primo franco. Conformemente alla legislazione sull'IVA in vigore, sia per le imprese nazionali che per quelle straniere è determinante la loro cifra d'affari realizzata a livello internazionale, come richiesto dal principio del trattamento nazionale dell'OMC. Per poter rispettare gli obblighi internazionali, anche il limite della cifra d'affari dovrebbe essere fissato in modo uniforme.
Le imprese che oggi sono volontariamente soggette a imposta, potrebbero rimanere tali anche in futuro. Inoltre, si presume che molte imprese, in particolare quelle con eccedenze dell'imposta precedente e quelle che forniscono le loro prestazioni prevalentemente a clienti soggeti a imposta, non si lasceranno cancellare dal registro dei contribuenti IVA. Le conseguenze finanziarie della mozione possono quindi essere stimate solo molto approssimativamente. Con minori entrate eventuali di 1,3-1,4 miliardi di franchi, anche il fondo AVS sarebbe colpito con una perdita di circa 200 milioni di franchi così come il fondo per l'infrastruttura ferroviaria con una perdita di circa 40 milioni di franchi.
Nel dicembre 2019, il Parlamento non ha dato seguito all'iniziativa parlamentare del CN Hess "Assoggettamento generalizzato all'IVA a partire da una cifra d'affari di 150 000 franchi" (17.479) respinta con 106 voti contro 78 e 1 astensione.
Il Consiglio federale osserva attentamente gli sviluppi epidemiologici ed economici, per poter eventualmente reagire al cambiamento delle condizioni. In questo contesto pone in primo piano il rafforzamento temporaneo della liquidità delle imprese e il mantenimento dei posti di lavoro. Un eventuale aumento del limite della cifra d'affari non potrebbe comunque essere introdotto immediatamente e arriverebbe troppo tardi, impedendo di reagire adeguatamente alla situazione attuale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.