20.4645 · Interpellanza · 2020-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In materia di zone protette la Svizzera è da anni agli ultimi posti nella classifica europea. Ora si è saputo che anche per quanto concerne le zone Smeraldo il nostro Paese ha svolto meno di un cinquantesimo dei lavori richiesti. In virtù della Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, il programma Smeraldo del Consiglio d'Europa definisce aree estese in cui vanno adottate misure coordinate per la protezione di specie minacciate e dei loro habitat, ma in cui resta possibile un uso adeguato. La Svizzera conta soltanto 37 zone Smeraldo, tra cui una delle più note è l'Alta Argovia nel Canton Berna.
Da anni i lavori della rete Smeraldo sono bloccati presso la Confederazione. Diversi studi scientifici commissionati in vista del completamento della rete entro la fine del 2020, come chiesto dal Consiglio d'Europa, sono rimasti lettera morta. Scaduto ormai il termine, alla Svizzera è stata concessa un'ultima possibilità: entro il 2030 dovrà non soltanto ultimare la rete Smeraldo ma anche elaborare e attuare piani di gestione che garantiscono un uso adeguato, nel rispetto degli obiettivi di protezione.
Intanto Paesi come l'Armenia e l'Ucraina sono a buon punto con i loro programmi Smeraldo. La Svizzera deve cogliere questa opportunità invece di continuare a fare pessima figura nella protezione della natura.
Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Quali misure adotta il Consiglio federale per garantire che i lavori per il completamento della rete Smeraldo siano avviati subito all'inizio del 2021? Entro quando concluderà questi lavori?
2. Come procede affinché le regioni Smeraldo richieste siano definite entro il 2023 e i piani di gestione siano elaborati entro il 2025 e affinché l'attuazione possa in seguito essere avviata in collaborazione con i gestori?
3. Quando prevede di pubblicare rapporti intermedi sullo stato dei lavori, affinché si possa intervenire se necessario?
4. Ha predisposto le risorse personali e finanziarie necessarie affinché i lavori possano essere avviati in tempi brevi? Se la risposta è negativa, cosa occorre fare, e da parte di chi?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Nel quadro degli accordi programmatici sulla protezione della natura 2020-2024, i Cantoni pianificano l'infrastruttura ecologica, costituita da aree protette e dalla loro interconnessione. L'ulteriore sviluppo della Rete Smeraldo è integrata in questa pianificazione. I Cantoni esaminano se le aree esistenti o nuove volte a proteggere la flora e la fauna possono contribuire alla Rete Smeraldo. A tal fine, la Confederazione fornisce informazioni di base sul valore ecologico delle aree. Questa pianificazione è orientata agli obiettivi della Strategia Biodiversità Svizzera.
2) Nell'ambito dell'adempimento della pianificazione dell'infrastruttura ecologica, i Cantoni sono responsabili dell'esame delle basi fino alla designazione e alla delimitazione delle zone Smeraldo supplementari e alla loro integrazione nel diritto cantonale, per esempio come biotopi regionali. I Cantoni hanno assunto il compito di pianificazione nel quadro degli accordi programmatici sulla protezione della natura 2020-2024. Entro il 2024 si conosceranno le zone Smeraldo supplementari che, secondo i Cantoni, possono essere designate. Le proposte saranno in seguito esaminate dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e presentate al Segretariato della Convenzione di Berna.
3) La verifica dei progressi continuerà a essere effettuata sulla base di rapporti nazionali (p. es. il rapporto dell'UFAM sullo stato della biodiversità) e internazionali (p. es. la Convenzione di Berna) consolidati.
4) Con il controprogetto indiretto all'Iniziativa biodiversità, il Consiglio federale intende creare un numero sufficiente di aree protette interconnesse in tutta la Svizzera per arrestare la perdita di specie animali e vegetali. A tal fine occorre anche stanziare fondi supplementari sufficienti.
Risposta del Consiglio federale.