20.4657 · Mozione · 2020-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di definire (in modo vincolante) i requisiti di immatricolazione riguardo alla protezione degli occupanti da urti frontali e laterali che devono soddisfare automobili e mezzi commerciali leggeri provenienti dall'estero e non costruiti secondo le prescrizioni svizzere o dell'UE. Attualmente, per verificare i requisiti di immatricolazione di questi veicoli gli uffici della circolazione stradale richiedono agli importatori attestazioni e certificati individuali, secondo una costosa procedura burocratica che funge da ostacolo tecnico al commercio e non contribuisce alla sicurezza stradale. La definizione richiesta ridurrebbe sensibilmente gli oneri per le importazioni interessate, pari soltanto allo 0,5 per cento della media di 300 000 nuove immatricolazioni.
Begründung
L'immatricolazione di automobili e veicoli commerciali leggeri provenienti dall'estero e non costruiti secondo le prescrizioni svizzere o dell'UE è una vera e propria corsa a ostacoli. Questi veicoli sono prodotti per il mercato mondiale globalizzato secondo standard unitari (in particolare per la protezione da urti frontali e laterali) e pertanto conformi ai requisiti di sicurezza svizzeri ed europei. Ciononostante, ai fini dell'immatricolazione, gli uffici della circolazione stradale richiedono sistematicamente agli acquirenti perizie individuali estremamente costose.
Le istruzioni dell'USTRA del 27 febbraio 2014 sull'esonero dall'approvazione del tipo prevedono il riconoscimento di documenti attestanti il rispetto delle norme statunitensi (FMVSS) o giapponesi (JSRRV) relativamente alla protezione da urti frontali e laterali (art. 104a cpv. 1 OETV). Finora non risultano casi in cui gli enti di controllo svizzeri riconosciuti abbiano rilevato misure di protezione insufficienti, a dimostrazione che i veicoli esaminati soddisfano standard di sicurezza equivalenti a quelli europei: il rilascio di ulteriori attestazioni risulta dunque palesemente superfluo. Non c'è perciò ragione di vietare una regolamentazione analoga per i certificati (tecnici) destinati all'immatricolazione dei veicoli senza omologazione UE, che continuerebbero a essere sottoposti al controllo degli uffici cantonali competenti affinché gli esperti della circolazione possano bloccarne l'immatricolazione qualora non conformi alle disposizioni dell'OETV (p. es. riguardo ad angoli vivi o parti sporgenti). Abolendo la richiesta sistematica di perizie si eliminerebbe un ostacolo al commercio e una fonte di distorsione della concorrenza.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
A livello contenutistico l'intervento depositato corrisponde alla mozione 18.3944 Regazzi "Ridurre la burocrazia per l'immatricolazione dei veicoli", tolta dal ruolo il 25 settembre 2020 poiché non trattata definitivamente dalla Camera entro due anni. Nel frattempo la situazione non è cambiata: per l'immatricolazione di automobili e veicoli commerciali leggeri la Svizzera ha adottato le prescrizioni dell'UE. In base alle istruzioni dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) del 27 febbraio 2014, si può usufruire di un'immatricolazione agevolata (senza ulteriore controllo) se si attesta la conformità a norme extraeuropee che siano riconosciute come equivalenti a quelle UE.
Poiché al momento i produttori adottano standard diversi a seconda del mercato di destinazione (America, Africa ecc.), non si può presupporre che i veicoli soddisfino automaticamente tutte le prescrizioni valide nelle diverse parti del mondo. Laddove non sia dimostrata l'equipollenza con i requisiti vigenti in Europa e in Svizzera, è giusto che questa continui a dover essere confermata da un organo di controllo privato specializzato; i relativi costi restano a carico dell'importatore o del detentore del veicolo.
Il Consiglio federale respinge la richiesta di introdurre condizioni di immatricolazione svizzere aventi un livello di sicurezza inferiore rispetto alle prescrizioni UE attualmente in vigore, ad esempio in ambito di protezione dei pedoni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.