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Riscaldamento climatico e ritiro dei ghiacciaci. Per una migliore protezione dei nuovi margini proglaciali

20.4662 · Postulato · 2020-12-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulle possibilità di migliorare la protezione dei nuovi margini proglaciali creatisi in seguito al ritiro dei ghiacciai. Il rapporto dovrà:

1. fornire una panoramica delle conoscenze attuali sui margini proglaciali, sui processi attivi e sugli ambienti naturali creatisi in seguito al ritiro dei ghiacciai, in collaborazione con gli istituti di ricerca già operanti in questo ambito;

2. presentare una strategia proattiva di protezione e gestione integrata dei nuovi margini proglaciali più importanti a livello nazionale;

3. integrare in questa strategia gli interessi delle infrastrutture di produzione di elettricità esistenti, del turismo e della protezione contro le piene, mediante la sorveglianza e la gestione adeguate degli spazi lasciati liberi dai ghiacciai e degli stock di sedimenti transitanti attraverso le nuove zone golenali;

4. coordinare queste misure con lo sviluppo della produzione idroelettrica (Strategia energetica 2050).

Begründung

In Svizzera le zone golenali (di pianura e di montagna) sono riconosciute come ambienti naturali di grande valore biologico. Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente dal 1850 l'80 per cento delle zone golenali sono state distrutte e il 96 per cento delle superfici alluvionali sono scomparse o sono fortemente disturbate.

Inoltre, dal 1864 in Svizzera le temperature sono aumentate di oltre 2 gradi, motivo per cui oggi i processi ambientali si svolgono a un'altitudine di 300 metri più elevata rispetto al secolo scorso. Per questi motivi gli ambienti di montagna, in cui possono esserci notevoli variazioni di altitudine su distanze orizzontali molto brevi, sono particolarmente esposte agli impatti del cambiamento climatico.

Il ritiro dei ghiacciai libera nuovi spazi che presentano un interesse sia geologico (in quanto forniscono indicazioni sull'evoluzione del clima; molti margini sono peraltro repertoriati come geotopi svizzeri dall'Accademia svizzera di scienze naturali) che archeologico (in quanto forniscono informazioni sulla storia della colonizzazione delle Alpi) e biologico (spazi in grado di essere colonizzati da una fauna e flora specializzate, tipiche delle zone golenali alpine). Nel contempo il ritiro dei ghiacciai avrà inevitabilmente un impatto sugli impianti idroelettrici situati lungo i fiumi a valle, modificando le variazioni stagionali dei deflussi e gli apporti di sedimenti.

L'ambiente alpino sta dunque cambiando. Preservare il valore dei nuovi margini proglaciali tramite una gestione adeguata dei materiali sarebbe un modo intelligente per attenuare le ripercussioni negative di questi cambiamenti sul paesaggio e sulla biodiversità, tenendo conto degli interessi del settore idroelettrico e del turismo come pure della problematica dei rischi naturali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole della grande importanza dei margini proglaciali per la biodiversità, il paesaggio e il turismo. I ghiacciai e i loro margini fanno parte dei paesaggi più impressionanti della Svizzera. Per questo motivo un certo numero di ghiacciai é riportato nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). I margini proglaciali più preziosi con carattere golenale sono protetti come biotopi nazionali nell'inventario delle zone golenali d'importanza nazionale. A tale scopo, nel 2001 l'Inventario delle zone golenali, che attualmente comprende 55 margini proglaciali è stato integrato in modo mirato con le golene alpine.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un rapido ritiro dei ghiacciai. Questo fatto ha fornito l'occasione per il chiarire nell'ordinanza concernente la protezione delle zone golenali d'importanza nazionale (ordinanza sulle zone golenali, RS 451.31) (revisione dell'ordinanza del 2017) lo stato delle superfici liberate dallo scioglimento dei ghiacciai. Se situate ai margini di una zona golenale d'importanza nazionale, queste superfici sono soggette a protezione preventiva. Secondo l'articolo 3a dell'ordinanza sulle zone golenali, i confini perimetrali dei margini proglaciali inseriti nell'Inventario delle zone golenali devono essere aggiornati a intervalli regolari. In queste occasioni si verifica altresì se occorre inserire nell'Inventario delle zone golenali altri margini proglaciali (art. 16 cpv. 2 dell'ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio, RS 451.1).

Inoltre, il Consiglio federale ha formulato prescrizioni strategiche per le zone alpine nella Concezione "Paesaggio svizzero" 2020. Occorre preservare la naturalità dei paesaggi alpini di alta montagna e permettere la dinamica naturale. In generale non è necessaria una gestione attiva dei margini proglaciali. Solo in singoli casi sono necessarie misure per fronteggiare i pericoli naturali, se si manifestano rischi particolari in fatto di protezione contro le piene, colate detritiche, frane e cadute di massi.

I margini proglaciali che si liberano possono presentare un potenziale per la produzione di energia rinnovabile. Con l'adozione della Strategia energetica 2050, il Parlamento e il Popolo hanno stabilito priorità anche in questo ambito. Con la revisione della legge sull'energia sono stati definiti tra l'altro criteri riguardanti l'importanza nazionale della produzione di energia nell'ambito di ponderazioni degli interessi e un valore indicativo per l'aumento della produzione di energia idroelettrica. In compenso è stata esclusa la costruzione nei biotopi nazionali di nuovi impianti per la produzione di energia (art. 12 della legge sull'energia, LEne, RS 730.0).

Con la Strategia energetica 2050 e l'obiettivo del saldo netto delle emissioni pari a zero si verificherà una trasformazione del sistema energetico a favore di un maggiore impiego di energie rinnovabili. A questo proposito il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha istituito nell'agosto 2020 una tavola rotonda sull'energia idroelettrica, che coinvolge rappresentati dei Cantoni, del settore dell'energia idroelettrica e delle organizzazioni ambientaliste. La tavola rotonda discuterà anche di potenziali progetti idroelettrici nelle vicinanze dei ghiacciai come pure di possibili meccanismi di compensazione ecologica.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.