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20.4667 · Interpellanza · 2020-12-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Con riferimento al ruolo di numerose organizzazioni umanitarie e alla massiccia ingerenza delle Chiese nazionali nella campagna relativa all'iniziativa per imprese responsabili (votazione del 29 novembre 2020), chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Come giudica il Consiglio federale il modo in cui le Chiese hanno preso posizione rispetto alla campagna e la portata del loro intervento (p. es. tramite l'esposizione di enormi bandiere su campanili classificati come monumenti storici degni di protezione, la diffusione di modelli di sermoni per i pastori ecc.)?

2. Secondo il Consiglio federale fino a che punto le Chiese (finanziate attraverso le imposte) possono immischiarsi in questioni politiche?

3. Il Consiglio federale può escludere la possibilità che i fondi dell'aiuto allo sviluppo siano stati indebitamente utilizzati dalle organizzazioni umanitarie per la campagna sull'iniziativa per imprese responsabili?

4. Come garantisce che ciò non avvenga?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il disciplinamento dei rapporti tra comunità religiose e Stato compete ai Cantoni (art. 72 cpv. 1 Cost.). In quasi tutti i Cantoni sono riconosciute la Chiesa evangelica riformata e la Chiesa cattolica romana. Per principio, le comunità religiose riconosciute devono rispettare i diritti fondamentali, compreso il diritto dei e delle votanti all'espressione libera e fedele della propria volontà (art. 34 cpv. 2 Cost.). Agli occhi del Consiglio federale, il fatto che le Chiese di diritto pubblico si esprimano su temi politici eticamente rilevanti è comprensibile, ma dovrebbero dar prova di un certo ritegno, come tutti gli attori di diritto pubblico (cfr. DTF 145 I 1 consid. 7.2). In relazione alla votazione popolare menzionata sono attualmente pendenti ricorsi, che saranno giudicati dal Tribunale federale.

2. Nel suo parere del 18 novembre 2020 sulla mozione Noser 20.4162 "L'esenzione fiscale per scopi di pubblica utilità delle persone giuridiche che perseguono obiettivi politici è giustificata?", il Consiglio federale ha rilevato che, in linea di principio, il sostegno di iniziative o referendum non si oppone all'esenzione fiscale, fintanto che l'attività politica non assuma un peso tale che l'organizzazione sia considerata nel suo insieme come organizzazione politica. È determinante sapere se l'obiettivo dell'organizzazione è prevalentemente la formazione della volontà pubblica oppure se la potenziale influenza sull'opinione pubblica è una semplice conseguenza dell'obiettivo di interesse generale che l'organizzazione persegue.

3/4. In Svizzera era ed è chiaramente vietato finanziare campagne politiche e attività di lobbismo con fondi della cooperazione internazionale (CI). Ad eccezione di un'ONG, che aveva impiegato illecitamente e immediatamente restituito contributi di programma della DSC per una campagna a sostegno dell'oggetto menzionato, le altre ONG hanno confermato di non aver mai impiegato fondi della DSC per attività di lobbismo o campagne politiche in Svizzera (cfr. risposta del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 all'interpellanza Schneider-Schneiter 20.4611 "Caso "Solidar" e conseguenze per la cooperazione internazionale (CI)").

Il chiarimento proattivo e rapido dell'accaduto mostra che i meccanismi di controllo della DSC funzionano. L'utilizzo dei fondi è disciplinato dalle direttive della DSC per la collaborazione con le ONG svizzere (2019), pubblicamente accessibili, che comprendono una scelta accurata dei partner, una pianificazione esaustiva, l'accompagnamento e l'obbligo di rendiconto. L'impiego efficiente dei fondi, disciplinato contrattualmente, e la gestione dei rischi sono controllati conformemente al diritto in materia di sussidi e appalti pubblici. Finora i contributi di programma della DSC destinati ai programmi internazionali di ONG svizzere potevano essere impiegati anche per attività d'informazione e formazione in Svizzera. A partire dal 2021 ciò non è più consentito, non essendo sempre facile fare la distinzione tra attività d'informazione e formazione e attività politica.

Risposta del Consiglio federale.