20.4687 · Interpellanza · 2020-12-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La crisi della COVID ha rivelato lacune del sistema di sicurezza sociale svizzero, in particolare per le persone a basso reddito.
Per poter far fronte alla crisi della COVID, che continuerà ad avere conseguenze sulla nostra società, e quindi definire la politica sociale dei mesi venturi è indispensabile quantificare il prima possibile il ricorso all'aiuto sociale indotto dalla pandemia.
Prego pertanto il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Il ricorso all'aiuto sociale nel 2020 è stato quantificato in ogni Cantone?
2. Come si è sviluppato rispetto al 2019?
3. Chi sono le persone che nel 2020 hanno dovuto fare ricorso per la prima volta all'aiuto sociale a causa della crisi (età, genere, tipo di professione, statuto sociale)?
4. Oltre all'aiuto cantonale, qual è la quota di sostegno finanziario che hanno dovuto assumersi le opere caritative?
Begründung
Secondo l'UST, nel 2018 le persone in condizioni di povertà erano 660 000, mentre altre 500 000 si trovavano appena al di sopra della soglia. In considerazione dell'evoluzione del mercato del lavoro nel 2020 e delle cupe previsioni economiche, la situazione di povertà è destinata inevitabilmente ad aggravarsi.
Le conseguenze economiche della crisi della COVID toccano in particolare le persone in condizioni lavorative precarie. Nel 2019, 195 000 persone, ossia oltre il 5 per cento degli occupati in Svizzera, lavoravano su chiamata. Nel contesto della crisi, molte di loro hanno avuto pochi incarichi, se non nessuno. Nel 2019, 372 000 persone esercitavano vari lavori per arrivare alla fine del mese, le donne in misura nettamente superiore agli uomini (il 10,7 contro il 6,1 %).
Le donne e le persone a basso salario che lavorano a tempo parziale sono i grandi perdenti della crisi pandemica. I loro posti di lavoro sono stati tra i primi a essere soppressi oppure, a causa del regime di lavoro ridotto e della conseguente diminuzione del salario del 20 per cento non hanno più un reddito sufficiente per il loro sostentamento.
Vi sono anche altre persone che scivolano tra le maglie della rete dell'aiuto sociale (quelle con uno statuto di soggiorno incerto) o non hanno diritto all'aiuto dello Stato ("sans-papiers") e ricorrono quindi a opere caritative private, alimentate da donazioni.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 22 dicembre 2020 l'Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato i dati relativi all'aiuto sociale del 2019. Sulla base della statistica dei beneficiari dell'aiuto sociale svolta dall'UST non possono ancora essere tratte conclusioni in merito alle possibili ripercussioni della crisi legata alla COVID-19 sull'aiuto sociale. I dati per il 2020 saranno disponibili nel dicembre del 2021. Questo tempo di elaborazione è necessario perché al momento la statistica dell'aiuto sociale è concepita come rilevazione annuale. Con il progetto di modernizzazione attualmente condotto insieme ai Cantoni si intende renderla mensile.
Informazioni sulle ripercussioni della crisi della COVID-19 sull'aiuto sociale sono attualmente fornite (in francese e in tedesco) dal monitoraggio della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS: www.csias.ch > Thèmes > Crise du coronavirus > Monitoring nombre de dossiers). All'inizio della crisi, in questo monitoraggio è stato constatato in tutta la Svizzera un leggero aumento del numero di casi di ricorso all'aiuto sociale. Includendo anche i dati di novembre del 2020 si può però notare che il numero di casi si situa allo stesso livello dell'anno precedente. Il fatto che non sia aumentato può essere spiegato con l'adozione di provvedimenti che precedono il ricorso all'aiuto sociale, ad esempio l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, l'indennità per lavoro ridotto o l'indennità di disoccupazione. Il ricorso a prestazioni dell'aiuto sociale è inoltre possibile soltanto se è stata consumata tutta la sostanza. L'attuazione dell'aiuto sociale è di competenza dei Cantoni.
Nel monitoraggio della COSAS non viene fatta alcuna distinzione in base a caratteristiche dei beneficiari come l'età, il genere o la situazione occupazionale. Il monitoraggio si basa sul numero di casi rilevato da una selezione di servizi sociali pubblici. Per i servizi interessati, queste rilevazioni sono paragonabili, ma, non basandosi sempre sulle stesse definizioni, non garantiscono la comparabilità con i dati rilevati dall'UST. La statistica dei beneficiari dell'aiuto sociale dell'UST, invece, non appena saranno disponibili i dati del 2020, terrà conto delle caratteristiche menzionate nel testo dell'interpellanza.
Il Consiglio federale è consapevole del ruolo delle opere caritative private in situazioni di emergenza e si è già espresso in merito nella risposta all'interpellanza Piller Carrard 17.3184 concernente la collaborazione tra l'aiuto sociale pubblico e le opere caritative private. Tuttavia, non disponendo di dati statistici sulle spese delle opere caritative, non può esprimersi attendibilmente sui mezzi stanziati da queste organizzazioni no profit per combattere le conseguenze della crisi della COVID-19.
Risposta del Consiglio federale.