21.066 · Oggetto del Consiglio federale · 2021-10-27
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 27 ottobre 2021 concernente la modifica delle legge COVID-19 (proroga di alcune disposizioni)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.10.2021
Coronavirus: il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19
Nella seduta del 27 ottobre 2021 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19. In caso di perdurare della crisi anche nel corso dell'anno prossimo, mediante tale proroga vuole assicurarsi di continuare a disporre degli strumenti necessari per lottare contro la pandemia e i suoi effetti.
La legge COVID-19, modificata a tre riprese dalla sua adozione il 25 settembre 2020, contiene la base giuridica per vari provvedimenti di lotta alla pandemia. La maggior parte delle disposizioni della legge COVID-19 sono in principio limitate fino al 31 dicembre 2021.
In caso di perdurare della crisi anche nel corso dell'anno prossimo, il Consiglio federale vuole assicurarsi di continuare a disporre degli strumenti necessari per lottare contro la pandemia e i suoi effetti, in particolare nei settori della sanità, della protezione dei lavoratori, dello sport e della cultura. In considerazione dell'incertezza che caratterizza l'evoluzione della pandemia di COVID-19 ha quindi deciso di chiedere al Parlamento di prorogare alcune disposizioni della legge COVID-19. Non è interessato dalla proroga l'articolo 6a, che è la base giuridica del certificato Covid; rimarrà in vigore sino alla fine del 2022.
Non saranno prorogate le disposizioni nell'ambito dell'aiuto per i casi di rigore e dell'assicurazione contro la disoccupazione. Per il Consiglio federale e i Cantoni è prioritario in questo caso il ritorno agli strumenti ordinari di politica economica. Il progetto adottato oggi dal Consiglio federale è tuttavia volto a istituire una base legale che conceda ai Cantoni maggior tempo per trattare le domande pendenti per i casi di rigore, in particolare in relazione alle procedure giudiziarie in corso. Inoltre, a inizio novembre 2021 il DFF condurrà una nuova indagine presso i Governi cantonali in merito alla necessità di adottare misure di attenuazione e se sarà il caso proporrà al Consiglio federale di attribuire una seconda tranche dalla riserva del Consiglio federale, affinché i Cantoni possano provvedere a mitigare, in modo mirato e in linea con le circostanze e le misure già adottate, particolari casi di rigore.
Nell'ambito di una consultazione sulla bozza di messaggio, i Cantoni e le associazioni mantello svizzere dell'economia a larga maggioranza hanno accolto favorevolmente il progetto.
Il Consiglio federale ha adottato oggi il messaggio in modo da dare al Parlamento la possibilità di svolgere l'esame preliminare nelle commissioni e di dibattere, adottare e porre urgentemente in vigore la legge nella sessione invernale.
La proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19 comporta un fabbisogno finanziario supplementare di 915 milioni di franchi nel preventivo 2022. Nella sua seduta il Consiglio federale ha quindi approvato un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2022. Le uscite totali della Confederazione preventivate per il 2022, compreso questo secondo annuncio ulteriore, ammontano a 80,5 miliardi di franchi e si registra un deficit di finanziamento di circa 1,9 miliardi di franchi. Nel bilancio ordinario le direttive del freno all'indebitamento, che ammette un deficit a causa del sottoutilizzo della capacità produttiva, continueranno a essere rispettate.
Uscite per la gestione della pandemia di coronavirus nel preventivo 2022
Nel messaggio concernente il preventivo (18 agosto) e nel primo annuncio ulteriore (24 settembre), per il 2022 sono già stati iscritti a preventivo 2,7 miliardi di franchi per la gestione della pandemia di coronavirus. Questo secondo annuncio ulteriore comporta le seguenti uscite:
indennità per perdita di guadagno per il coronavirus (straordinarie): 490 milioni finanziamento federale dei test per il SARS-CoV-2 (straordinarie): 134 milioni provvedimenti di sostegno alla cultura: 130 milioni provvedimenti di sostegno allo sport: 100 milioni finanziamento federale di nuove terapie ambulatoriali: 50 milioni spese di funzionamento dell'Ufficio federale della sanità pubblica: 10,8 milioni
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2021
Legge Covid, prorogate disposizioni su lavoro e eventi
L'incertezza legata all'andamento della pandemia di Covid-19, acuitasi dopo l'apparizione di una nuova variante, ha spinto oggi il Consiglio degli Stati, nell'ambito della discussione sulla legge Covid-19, a prorogare al 2022 diversi provvedimenti, molti dei quali a sostegno ai settori economici particolarmente colpiti dalle misure restrittive.
Al voto non c'è stata storia: 34 i favorevoli e nessun contrario, tranne 6 astenuti. In aula, nessuno ha messo in dubbio la pertinenza di determinati interventi in aiuto a settori particolari, come quello delle manifestazioni, o inerenti la disoccupazione. Tutt'al più, dai ranghi dell'UDC si è levata qualche voce preoccupata per gli impegni crescenti della Confederazione a livello finanziario, impegni che non si potranno posporre eternamente, come dichiarato da Hannes Germann (UDC/SH). Prima o poi dovremo imparare a convivere con questo virus, ha aggiunto.
Nessuna sorpresa quindi in aula, con i "senatori" che hanno confermato le raccomandazioni della loro commissione preparatoria. Rispetto al disegno del Consiglio federale, per 37 voti a 5 il plenum ha deciso di prolungare fino al 31 dicembre 2022 il periodo di validità della partecipazione della Confederazione ai costi non coperti degli organizzatori di eventi pubblici di importanza sovracantonale. Il governo proponeva il 30 aprile 2022. Senza questa riassicurazione finanziaria, i grandi eventi che necessitano di tempi lunghi non potrebbero svolgersi, ha fatto notare in aula a nome della commissione Paul Rechsteiner (PS/SG).
Ma per il consigliere federale Alain Berset, tale proroga che va oltre quanto previsto dall'esecutivo non è necessaria, anche perché finora di richieste di sostegno non ne sono pervenute alla Confederazione.
Prolungati fino al termine dell'anno prossimo anche i provvedimenti nell'ambito dell'indennità di disoccupazione e del lavoro ridotto, proprio in ragione della grande incertezza causata dall'evoluzione erratica del virus. Oltre a ciò, l'indennità per perdita di guadagno dovrebbe essere versata sino a fine 2022 anche in caso di limitazione dell'attività lucrativa e non solo di interruzione, come invece chiesto dal governo. In questo caso, la camera ha accolto la proposta della sua commissione per 34 voti a 8, confermando lo status quo, ossia le disposizioni attualmente in vigore.
Prolungate fino al termine del 2022 anche le disposizioni che conferiscono al Governo il potere di adottare misure a protezione della popolazione; si tratta di provvedimenti che vanno dall'acquisto di medicinali alla facoltà di poter ordinare la chiusura dei confini.
Su richiesta di Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH), per 40 voti a 4 i "senatori" hanno rinnovato le disposizioni riguardanti l'esercizio agevolato dei diritti politici.
La Legge Covid-19, un insieme di disposizioni eterogenee adottate dal Consiglio federale nei primi mesi della pandemia facendo capo al diritto d'urgenza e poi confluite nel settembre 2020 in una legge soggetta a referendum, è già stata modificata tre volte dalla sua adozione. Il testo ha poi superato per ben due volte nello spazio di sei mesi il voto popolare.
Il risultato della consultazione di domenica scorsa ha rafforzato la legittimità di queste disposizioni e la strategia del governo, hanno affermato vari oratori in aula, alcuni dei quali hanno tuttavia messo in chiaro che un voto positivo alle urne non equivale a un assegno in bianco.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 02.12.2021
CN: approvata legge Covid, proroga aiuti e test gratuiti
Senza sorprese, anche il Consiglio nazionale, come gli Stati ieri, ha deciso oggi di prorogare fino al termine del 2022 gli aiuti per i lavoratori e quei settori economici duramente toccati dal coronavirus. L'incertezza circa la situazione attuale sul fronte pandemico, e l'evoluzione della malattia, non lascia altra scelta. Lavoratori e aziende hanno bisogno di sicurezza. Il dossier ritorna alla camera dei cantoni per le divergenze.
Esaminando la legge Covid-19, approvata per 126 voti a 38 e 25 astenuti, il plenum ha inoltre chiesto la reintroduzione dei test Covid gratuiti e la possibilità per i deputati di votare a distanza qualora dovessero mettersi in isolamento perché contagiati o giunti a contatto con una persone infetta.
Cultura e sport
Nonostante la pletora di proposte di minoranza dell'UDC, e di qualche PLR e PS, il plenum ha seguito sostanzialmente le raccomandazioni della sua commissione preparatoria, decidendo di prolungare fino al 31 dicembre 2022 il periodo di validità della partecipazione della Confederazione ai costi non coperti degli organizzatori di eventi pubblici di importanza sovracantonale. Il Consiglio federale proponeva il 30 aprile 2022.
Prorogati fino al termine dell'anno prossimo anche i provvedimenti nell'ambito dell'indennità di disoccupazione e del lavoro ridotto, proprio in ragione della grande incertezza causata dall'evoluzione erratica del virus. Oltre a ciò, l'indennità per perdita di guadagno dovrebbe essere versata sino a fine 2022 anche in caso di limitazione dell'attività lucrativa e non solo di interruzione, come invece stabilito nel suo disegno dal governo. In questo caso, la camera ha confermato status quo, ossia le disposizioni attualmente in vigore. Diversamente dagli Stati, il Nazionale vuole continuare a sostenere i Cantoni che prendono provvedimenti in soccorso ai casi di rigore.
Prolungate fino al termine del 2022 anche le disposizioni che conferiscono al Governo il potere di adottare misure a protezione della popolazione; si tratta di provvedimenti che vanno dall'acquisto di medicinali alla facoltà di poter ordinare la chiusura dei confini. Tra l'altro, il plenum ha stabilito che i contratti d'acquisto di vaccini vengano resi pubblici.
Test gratuiti
La camera del popolo ha accolto una disposizione che reintroduce i test gratuiti per il depistaggio del coronavirus, mentre le persone risultate negative - nel corso di test nelle scuole, in azienda o in case di cura - dovrebbero poter ottenere un certificato.
Il PLR si è opposto invano alla gratuità degli esami anticovid. A detta del partito, è ragionevole pretendere che i costi dei test eseguiti nell'ambito di manifestazioni private siano sostenuti dagli organizzatori secondo il principio del "chi inquina paga".
Scontro UDC/PS
Prima dell'inizio dell'esame particolareggiato della legge, destra e sinistra non hanno mancato di incrociare le armi. L'UDC ha approfittato dell'occasione per criticare alcuni provvedimenti del Consiglio federale, come l'introduzione del Certificato Covid, chiedendo che il suo utilizzo non venga esteso, per esempio introducendo la regola del 2G (guariti e vaccinati), sull'esempio di quanto fatto in Austria.
Tali proposte sono state però nettamente respinte, come anche maggiori controlli alle frontiere. L'UDC ha anche auspicato un rafforzamento delle cure intensive negli ospedali mediante la creazione di letti supplementari destinati a tale scopo, anche se in aula si è ammesso che una simile proposta, per essere realizzata, richiederebbe del tempo.
Prima ancora che si passasse all'esame di dettaglio, l'UDC aveva ritirato una richiesta di non entrata nel merito sulla legge. Alla luce del risultato alle urne di domenica scorsa, che ha confermato il sostegno della popolazione alla strategia del Consiglio federale seguita finora, i democentristi hanno preferito fare marcia indietro.
Viste le critiche all'indirizzo del Consiglio federale e, in particolare degli attacchi al ministro socialista delle sanità, Alain Berset, il PS ha preso la palla al balzo per stigmatizzare l'atteggiamento dei democentristi, tra l'altro unico partito contrario alla legge Covid in votazione domenica scorsa, cui è stato rinfacciato di fare l'occhiolino ai no-vax per motivi elettoralistici e di voler indebolire l'intera legge in discussione con la presentazione di numerose proposte di minoranza - come detto tutte sonoramente bocciate - volte a limitare le possibilità di intervento del Governo.
Diritto d'urgenza
La trattazione della normativa in discussione oggi deve terminare entro la fine della sessione, prevista per il 17 di dicembre, per poi entrare in vigore subito, presumibilmente il lunedì seguente grazie alla clausola d'urgenza. Su quest'ultima si voterà quando tutte le differenze saranno appianate, ha spiegato la presidente della camera Irène Kälin (Verdi/AG).
La Legge Covid-19, un insieme di disposizioni eterogenee adottate dal Consiglio federale nei primi mesi della pandemia facendo capo al diritto d'urgenza e poi confluite nel settembre 2020 in una legge soggetta a referendum, è già stata modificata tre volte dalla sua adozione. Il testo ha poi superato per ben due volte nello spazio di sei mesi il voto popolare.
Il risultato della consultazione del 28 di novembre scorso ha rafforzato la legittimità di queste disposizioni e la strategia del Governo, hanno affermato vari oratori in aula, alcuni dei quali hanno tuttavia messo in chiaro che un voto positivo alle urne non equivale a un assegno in bianco.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.12.2021
CSt: test Covid gratuiti ma con eccezioni
I test anticovid dovrebbero ritornare ad essere gratuiti, ma con eccezioni. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati per 33 voti a 12, seguendo solo in parte il desiderio espresso dal Nazionale la settimana scorsa. Il Motivo? Evitare un eccessivo aggravio finanziario per la Confederazione.
Non si tratta solo di fare un passo verso la Camera del popolo, al fine di eliminare il maggior numero di differenze affinché la legge possa entrare in vigore al più presto, bensì di tenere sotto controllo la diffusione del virus, ha spiegato Charles Julliard (Centro/JU) perorando la causa della maggioranza della commissione, pronta ad un compromesso, aggiungendo di non voler far "un favore agli anti-vax".
Ruedi Noser (PLR/ZH) ha chiesto invece di seguire la linea meno conciliante del Consiglio federale. Con la soluzione del Nazionale vi è il pericolo che il contribuente debba accollarsi i test PCR per chi vuole viaggiare all'estero oppure concedersi un cocktail al bar, ha messo in guardia il "senatore" zurighese col sostegno del ministro della sanità, Alain Berset.
Al voto, la maggioranza del plenum, seguendo la raccomandazione della sua commissione preparatoria, ha però optato per una via di mezzo che dovrebbe escludere determinati esami, come i test rapidi per uso personale o quelli sierologici non ordinati dal cantone. In questo modo sarebbe possibile ridurre il costo totale di metà, da 1,2-1,8 miliardi stimati con la versione del Nazionale ai 600-900 milioni con la versione degli Stati.
Sempre nel corso del dibattito, il Consiglio degli Stati ha deciso, diversamente dal Nazionale, di non volere la pubblicazione dei contratti con i produttori di vaccini o farmaci anticovid, stimando che gli attuali controlli da parte degli organi parlamentari, come le commissioni della gestione, siano sufficienti.
Pur capendo il desiderio di trasparenza, Alain Berset ha puntualizzato che tali contratti sono spesso accompagnati da una clausola di confidenzialità. Un eccesso di apertura rischia di danneggiare la reputazione del Paese e di distorcere la concorrenza. A beneficiarne sarebbero soprattutto le imprese, stando al consigliere federale friburghese.
La Camera dei cantoni ha ribadito inoltre di non voler accollare al Consiglio federale compiti nell'ambito della pianificazione sanitaria che competono ai cantoni in caso di nuovi picchi pandemici. Una proposta di Marco Chiesa (UDC/TI) di adeguarsi su questo aspetto della legge alla versione del Nazionale è stata respinta per 34 voti a 9.
Nel suo intervento in risposta al presidente dell'UDC, Alain Berset ha spiegato che, seppur comprendendo il motivo della richiesta di un maggior coinvolgimento di Berna, la Confederazione non ha né i mezzi né le competenze per farlo. Non dico che in futuro, a bocce ferme, non si potrà discutere del problema anche per migliorare ciò che non ha funzionato, ma non è possibile cambiare le regole del gioco nel bel mezzo della quinta ondata, ha sottolineato il ministro socialista.
In seguito, il Consiglio degli Stati si è adeguato al Nazionale prolungando fino al 31 dicembre 2022 il sostegno della Confederazione ai cantoni per i casi di rigore. Una decisione cui si è opposto, invano, Alain Berset.
Il dossier ritorna alla Camera del popolo, alla quale rimangono una manciata di divergenze da appianare. Entrambe le camere sono già d'accordo nel prolungare a fine 2022 gli aiuti per i lavoratori e quei settori economici duramente toccati dal coronavirus. L'incertezza circa la situazione attuale sul fronte pandemico, e l'evoluzione della malattia, non lascia altra scelta. Lavoratori e aziende hanno bisogno di sicurezza.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 08.12.2021
Legge Covid, test covid gratuiti ma non per tutti
Test Covid gratuiti, ma con eccezioni. Lo ha stabilito stamane il Consiglio nazionale adeguandosi a quello degli Stati su questo punto della Legge Covid-19. Tale cambiamento costerà alla Confederazione circa 41 milioni di franchi alla settimana invece dei 61 milioni stimati qualora la gratuità fosse stata estesa a tutti i test.
Eliminata questa divergenza importante sulla Legge Covid-19, i deputati hanno mantenuto ancora due differenze con la Camera dei cantoni riguardanti i contratti con le case farmaceutiche per procurarsi vaccini e farmaci anticoronavirus, e il ruolo della Confederazione nella pianificazione ospedaliera.
Per quanto attiene ai test, la decisione odierna del Nazionale dovrebbe evitare che le autorità si prendano a carico test PCR per le persone asintomatiche che desiderano viaggiare all'estero oppure andare a divertirsi in discoteca.
Circa i contratti, il Nazionale ha sconfessato la propria commissione preparatoria, che chiedeva di adeguarsi agli Stati su questo punto, optando per una proposta di minoranza di Flavia Wasserfallen (PS/BE) che chiede la pubblicazione dei contratti nel rispetto del segreto professionale, di affari e di fabbricazione (una formulazione annacquata rispetto alla prima versione di questo articolo votata dal Nazionale, n.d.r).
A nulla è valso l'appello del consigliere federale Alain Berset, e dei due relatori della commissione preparatoria, di rinunciare a una simile pubblicità, proprio mentre la Confederazione sta negoziando con i fabbricanti nuove forniture. Il Consiglio federale teme che una simile condizione iscritta nella legge possa spaventare i produttori. Il ministro della sanità ha rammentato, inoltre, che il Parlamento, per il tramite delle sue commissioni di controllo (leggi: commissione della gestione), ha già la possibilità di esaminare i contratti. Insomma, la trasparenza in questo campo è data.
Un ultimo aspetto controverso della legge riguarda il ruolo della Confederazione nella pandemia. Per 136 voti a 57 il plenum ha ribadito di volere che Berna sostenga il rafforzamento dei servizi sanitari, ossia delle cure intense, nei momenti di forte incremento dei ricoveri.
Si tratta, secondo la maggioranza del plenum, di incitare la Confederazione ad assumere un ruolo più attivo, specie nei confronti di quei Cantoni che nicchiano, ossia si dimostrano restii a potenziare i rispettivi sistemi sanitari. Si tratta anche di fare un gesto nei confronti del personale, messo a dura priva dalla pandemia e sottoposto a turni massacranti.
Nel suo intervento, Alain Berset ha ricordato che la Confederazione è già intervenuta più volte presso i cantoni per incoraggiarli a fare di più, ma quanto chiede il Parlamento al Consiglio federale va oltre le sue competenze, poiché gli si chiede di definire, assieme ai Cantoni, le capacità necessarie nei nosocomi. Stando al ministro della sanità, si tratta di una pesante ingerenza nelle competenze dei Cantoni per la quale la Confederazione non dispone né di dati né di mezzi per intervenire.
Si rischia insomma il caos, secondo il consigliere federale socialista, il quale ha tuttavia affermato che nulla toglie, una volta superata la crisi, che la Confederazione e i Cantoni si siedano attorno alla tavola per ragionare su quanto successo e, magari, elaborare della soluzioni per il futuro.
Nonostante l'appello del ministro della sanità, che ha chiesto al plenum di seguire su questo punto della legge la posizione dei "senatori", il plenum ha deciso altrimenti confermando la sua posizione iniziale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.12.2021
Il Consiglio degli Stati ha ribadito, nell'affrontare la Legge Covid-19, che non vuole obbligare il Consiglio federale a pubblicare i contratti conclusi con la case farmaceutiche per la fornitura di vaccini e medicinali anticovid, né che intende concedere poteri di coordinamento al Consiglio federale per quanto attiene agli ospedali nei momenti di picco della pandemia. Le due camere sono già d'accordo per quanto riguarda i test, che saranno gratuiti ma con eccezioni, e in merito alla proroga degli aiuti (IPG e lavoro ridotto) per quelle categorie professionali maggiormente danneggiate dalla pandemia.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.12.2021
Legge Covid, si va in conciliazione
Ci vorrà una conferenza di conciliazione - prevista mercoledì prossimo - per mettere d'accordo i due rami del parlamento in merito alle ultime differenze sulla Legge Covid-19.
Oggi il Consiglio nazionale ha ribadito di volere la pubblicazione, anche se solo parziale, dei contratti con le case farmaceutiche per procurarsi vaccini e farmaci anticoronavirus. Oltre a ciò desidera conferire un ruolo maggiore alla Confederazione nella pianificazione ospedaliera in vista dei prossimi eventuali picchi pandemici.
I due rami del Parlamento si sono già messi d'accordo su altri aspetti della Legge. In particolare, i parlamentari si sono espressi per la gratuità dei test Covid, anche se con eccezioni. Tale cambiamento rispetto al progetto del Consiglio federale costerà alla Confederazione circa 41 milioni di franchi alla settimana. Per quanto attiene ai test, la decisione del parlamento dovrebbe evitare che le autorità si prendano a carico test PCR per le persone asintomatiche che desiderano viaggiare all'estero oppure andare a divertirsi in discoteca.
Il Parlamento è anche favorevole a prorogare fino al 31 dicembre 2022 gli aiuti a quei settori economici che dovessero patire determinati svantaggi a causa del coronavirus (chiusure, lavoro ridotto, ecc.)
Circa i contratti, il Nazionale ha sconfessato la propria commissione preparatoria, che chiedeva di adeguarsi agli Stati su questo punto (ossia nessuna pubblicazione), optando per una proposta di minoranza di Flavia Wasserfallen (PS/BE), sostenuta anche dall'UDC. La socialista bernese auspica la pubblicazione dei contratti nel rispetto del segreto professionale, di affari e di fabbricazione (una formulazione annacquata rispetto alla prima versione di questo articolo votata dal Nazionale, n.d.r.).
La minoranza, assieme al Consiglio federale, crede che l'inserimento di una simile condizione possa danneggiare la posizione della Confederazione proprio mentre sta negoziando con i fabbricanti nuove forniture.
L'ultimo aspetto controverso della legge riguarda il ruolo della Confederazione nella pandemia. Per 134 voti a 54 il plenum ha ribadito di volere che Berna sostenga il rafforzamento dei servizi sanitari, ossia delle cure intense, nei momenti di forte incremento dei ricoveri.
Si tratta, secondo la maggioranza del plenum, di incitare la Confederazione ad assumere un ruolo più attivo, specie nei confronti di quei Cantoni che nicchiano, ossia si dimostrano restii a potenziare i rispettivi sistemi sanitari. Anche se ciò non potrà avvenire subito, la maggioranza pensa già all'inverno 2022.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale, 15.12.2021
CN+CSt: Legge Covid-19, eliminate ultime divergenze
La revisione della Legge Covid-19, che proroga fino al 31 dicembre 2022 gli aiuti ai settori più colpiti dalla pandemia, è cosa fatta: i due rami del Parlamento hanno eliminato oggi le ultime divergenze approvando le proposte della conferenza di conciliazione.
La trattazione della normativa doveva terminare entro la fine della sessione, prevista per venerdì, per poi entrare in vigore subito, presumibilmente il lunedì seguente grazie alla clausola d'urgenza.
Dopo un lungo tira e molla, il Parlamento ha deciso di non volere la pubblicazione dei contratti con le case farmaceutiche per procurarsi vaccini e farmaci anticoronavirus. Il consigliere federale Alain Berset - forte del sostegno del Consiglio degli Stati che l'ha spuntata sul Nazionale - si è sempre opposto a questa condizione sostenendo che l'inserimento di una simile condizione nella legge potrebbe danneggiare la posizione della Confederazione proprio mentre sta negoziando con i fabbricanti nuove forniture.
Oltre a ciò, secondo il ministro della sanità, il Parlamento, attraverso le due commissioni di controllo, dispone già degli strumenti per vagliare la pertinenza dei contratti conclusi coi produttori.
Su un secondo punto la Camera dei cantoni è venuta incontro a quella del popolo circa il ruolo della Confederazione nella pianificazione ospedaliera in vista dei prossimi eventuali picchi pandemici. In un primo momento, il Nazionale voleva obbligare il Governo a sostenere il rafforzamento degli ospedali, ciò che Berset e gli Stati non volevano poiché, come hanno ricordato in aula, si tratta di un settore di competenza squisitamente cantonale. La conferenza di conciliazione ha proposto che siano i Cantoni a finanziare le riserve di capacità necessarie, mentre alla Confederazione spetterebbe di definire assieme ai cantoni tali riserve.
Una formulazione che il consigliere federale Alain Berset si è detto pronto ad accogliere, dal momento che non modifica la suddivisione delle competenze tra la Confederazione e in Cantoni. Il "ministro" friburghese ha promesso che i suoi servizi si metteranno subito al lavoro.
Test gratuiti ma con eccezioni
I due rami del Parlamento si sono già messi d'accordo su altri aspetti della Legge. In particolare, i parlamentari si sono espressi per la gratuità dei test Covid, anche se con eccezioni. Tale cambiamento rispetto al progetto del Consiglio federale costerà alla Confederazione circa 41 milioni di franchi alla settimana.
Per quanto attiene ai test, la decisione del parlamento dovrebbe evitare che le autorità si prendano a carico test PCR per le persone asintomatiche che desiderano viaggiare all'estero oppure andare a divertirsi in discoteca.
Aiuti a economia
Il Parlamento aveva già deciso di prolungare fino al 31 dicembre 2022 il periodo di validità della partecipazione della Confederazione ai costi non coperti degli organizzatori di eventi pubblici di importanza sovracantonale. Il Consiglio federale proponeva il 30 aprile 2022.
Prorogati fino al termine dell'anno prossimo anche i provvedimenti nell'ambito dell'indennità di disoccupazione e del lavoro ridotto, in ragione della grande incertezza causata dall'evoluzione erratica del virus. Oltre a ciò, l'indennità per perdita di guadagno dovrebbe essere versata sino a fine 2022 anche in caso di limitazione dell'attività lucrativa e non solo di interruzione, come invece stabilito nel suo disegno dal Governo. Il Parlamento ha anche deciso, contrariamente al Consiglio federale, che la Confederazione dovrà inoltre intervenire per aiutare i cantoni alle prese con i casi di rigore.
Prorogate fino al termine del 2022 anche le disposizioni che conferiscono al Governo il potere di adottare misure a protezione della popolazione; si tratta di provvedimenti che vanno dall'acquisto di medicinali alla facoltà di poter ordinare la chiusura dei confini.
La Legge Covid-19, un insieme di disposizioni eterogenee adottate dal Consiglio federale nei primi mesi della pandemia facendo capo al diritto d'urgenza e poi confluite nel settembre 2020 in una legge soggetta a referendum, è già stata modificata tre volte dalla sua adozione. Il testo ha poi superato per ben due volte nello spazio di sei mesi il voto popolare.