21.080 · Oggetto del Consiglio federale · 2021-11-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 17 novembre 2021 concernente la modifica della legge federale sulla circolazione stradale
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 17.11.2021
Adottato dal Consiglio federale il messaggio concernente la modifica della legge sulla circolazione stradale
Nella seduta del 17 novembre 2021 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la modifica della legge sulla circolazione stradale (LCStr) all'attenzione del Parlamento. Punti chiave della revisione sono la riduzione delle emissioni di gas serra, l'aumento della sicurezza stradale e un quadro normativo che consenta la guida autonoma.
Il messaggio in parola, adottato dal Consiglio federale il 17 novembre 2021, prevede principalmente gli adeguamenti illustrati di seguito.
Promozione di tecnologie verdi
Spesso i veicoli dotati di tecnologie ecologiche sono più lunghi o più pesanti di quelli tradizionali, a causa per esempio della batteria o di cabine di guida aerodinamiche. Per incentivarne la diffusione, in futuro saranno concesse deroghe ai limiti massimi di lunghezza e massa previsti per legge, affinché l'impiego di queste tecnologie non comporti una riduzione della capacità di carico del mezzo.
Via libera alla guida autonoma
I veicoli automatizzati possono incrementare la sicurezza stradale, fluidificare il traffico e ridurre le emissioni ambientali, dischiudendo nuove opportunità per l'economia e i servizi di trasporto. Con la revisione della legge sulla circolazione stradale si vuole permettere la guida autonoma in Svizzera, creando un apposito quadro normativo. Il Consiglio federale potrà stabilire in che misura i conducenti saranno dispensati dai loro obblighi e a quali condizioni potranno essere immatricolati i veicoli autonomi privi di guidatore che circolano su singoli tratti predefiniti e sotto sorveglianza. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) avrà inoltre la facoltà di autorizzare e finanziare sperimentazioni con tali veicoli.
Adeguamento delle misure "Via Sicura"
Per i reati di guida spericolata, le autorità esecutive e i giudici avranno maggiore discrezionalità per valutare meglio le circostanze del caso specifico ed evitare sentenze eccessivamente penalizzanti. Sarà abolita la pena detentiva minima di un anno e scenderà da 24 a 12 mesi la durata minima della revoca della licenza di condurre. Il Consiglio federale vuole inoltre ripristinare il diritto di regresso al posto dell'attuale obbligo previsto per gli assicuratori di responsabilità civile nel caso di reati di guida spericolata e inabilità alla guida, così come rinunciare all'introduzione di etilometro blocca-motore e scatola nera.
Obbligatorietà del casco per bambini e ragazzi
Il numero di infortunati gravi tra i ciclisti aumenta notevolmente dai 12 anni in su, a fronte di un calo significativo di coloro che utilizzano il casco; al Consiglio federale sarà pertanto concessa la competenza di prevederne l'uso obbligatorio fino ai 16 anni, al fine di incrementare la sicurezza di questa categoria di utenti.
Attuazione interventi parlamentari
In adempimento della mozione Hess 13.3572, i titolari di un veicolo potranno modificarne il peso totale consentito in qualsiasi momento presso gli uffici cantonali della circolazione stradale; ciò permetterà di reagire con maggiore flessibilità alle condizioni del mercato.
In attuazione della mozione Freysinger 15.3574, il periodo di prova per neopatentati sarà prorogato solo se durante lo stesso si commette un'infrazione medio-grave o grave comportante la revoca del documento. La licenza in prova invece scadrà solo se, sempre durante tale periodo, è commessa una seconda infrazione medio-grave o grave.
Prossime fasi
Gli adeguamenti della LCStr saranno ora discussi dal Parlamento; l'entrata in vigore scaglionata è prevista a partire dal 2023.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 09.03.2022
Via Sicura, abolita pena minima un anno
Non bisogna criminalizzare gli automobilisti, con punizioni draconiane, anche quando commettono - inavvertitamente - infrazioni gravi alla circolazione stradale.
È quanto pensa il Consiglio nazionale che oggi, affrontando le modifiche alla Legge sulla circolazione stradale, ha abbassato il periodo di ritiro della patente di guida da due anni ad almeno 12 mesi (94 voti a 92, mentre la commissione proponeva 6 mesi) e stralciato la pena detentiva minima di un anno per infrazioni gravi al codice della strada (148 voti a 38, ma rimane la pena massima di quattro anni).
Nel corso dell'esame sulle modifiche apportate alla legge - adottata in votazione finale per 156 voti a 28 (Verdi) e che dovrà ora essere trattata dagli Stati - il plenum ha inoltre stabilito di non voler alcun obbligo del casco per i giovani ciclisti e di voler consentire di nuovo le gare automobilistiche in Svizzera su circuito. Niente multa, inoltre, a chiunque segnalerà pubblicamente la presenza di controlli della circolazione stradale (radar).
Via Sicura, attenuare gli eccessi
Stando a una maggioranza (UDC, Centro, PLR), Via Sicura, introdotta dieci anni fa, ha dato senz'altro buoni risultati circa la repressione di infrazioni gravi alle norme della circolazione stradale, come dimostra la costante diminuzione di morti e feriti sulle strade svizzere.
Tuttavia, nel corso degli anni sono emersi problemi e storture che vanno corretti. Per questo è giusto attribuire al giudice o alle autorità amministrative un margine di apprezzamento maggiore per valutare ogni singolo caso. Ciò vale soprattutto per le forze di pronto intervento, come i pompieri o i conducenti di ambulanze, che si vedono infliggere pene severe quando devono intervenire con urgenza.
Determinate pene e decisioni hanno causato più danni che benefici, ha affermato in aula Marco Romano (Centro/TI). Hanno comportato per le persone coinvolte anche la perdita del lavoro per aver violato il codice della strada per un'infrazione commessa non volontariamente (in aula si è fatto l'esempio di chi, correndo con l'auto per portare la moglie all'ospedale, ha superato i limiti di velocità).
Il campo rosso-verde avrebbe voluto mantenere le regole in vigore o mitigarle in misura minore rispetto alla maggioranza. A detta di diversi oratori, la maggioranza non tiene conto delle vittime della strada e dei loro parenti e dei buoni risultati ottenuti con Via Sicura; un simile successo rischia di essere pregiudicato se adesso si fa un passo indietro. Insomma, il plenum si sarebbe piegato alla lobby degli automobilisti.
No pena minima
Nonostante la veemenza di questi interventi, il plenum non si è fatto intenerire e ha approvato la proposta di stralciare la pena minima di un anno per le gravi infrazioni al codice della strada e ridotto la durata del ritiro della patente da 24 a 12 mesi. La commissione proponeva 6 mesi, ma è stata sconfessata al voto, anche se per poco. Secondo la consigliera federale Simonetta Sommaruga, 12 mesi sono il minimo per certi comportamenti sconsiderati sulle strade.
È stato bocciato per 101 voti a 83 il tentativo di una minoranza di destra di forzare la mano al plenum prescindendo dalla revoca della patente alla prima infrazione grave. Stando a Bruno Storni (PS/TI), una tale eccezione svuoterebbe di contenuto Via Sicura poiché verrebbe meno l'effetto dissuasivo; verrebbe messo in forse tutto il sistema a cascata che prevede inasprimenti delle pene a seconda della gravità crescente dell'infrazione commessa.
Clemenza per forze dell'ordine
Per quanto riguarda le forze di polizia o di pronto intervento, non si tratta di concedere una cambiale in bianco, ha affermato Romano, ma di procedere a una ponderazione per capire se determinate infrazioni al codice della strada siano giustificate o meno.
Il plenum ha quindi stabilito che la pena può essere attenuata anche se il conducente non ha usato la prudenza imposta dalle circostanze; ad esempio se durante un viaggio ufficiale urgente non ha usato i segnalatori prescritti. In caso di inosservanza di un limite di velocità durante un viaggio ufficiale urgente o necessario dal punto di vista tattico, si considera soltanto la differenza tra la velocità effettiva e quella che sarebbe stata adeguata all'intervento
Bici e bimbi, no obbligo casco
Nel corso del dibattito, il plenum si è occupato anche di mobilità lenta, approfittandone però anche per apportare tutta una serie di modifiche alla legge fortemente volute dagli ambienti vicini agli automobilisti.
Per iniziare, allo scopo di non nuocere all'attrattiva della bicicletta come sostenuta da una maggioranza, il plenum ha stabilito che bambini e i giovani fino a 16 anni non dovrebbero essere obbligati ad indossare il casco. Il casco obbligatorio non offrirebbe vantaggi significativi dal profilo della sicurezza e comporterebbe inoltre problemi a livello di esecuzione specie per quanto attiene alla repressione (onere burocratico causato dalle multe, in particolare).
Il Consiglio federale proponeva invece il casco obbligatorio sulla scorta del numero di incidenti - in crescita - con le biciclette elettriche, specie tra i ciclisti dai 12 anni in su. Seppur cosciente che non l'avrebbe spuntata, Sommaruga ha sottolineato che si batterà agli Stati per introdurre quest'obbligo. Si tratta, secondo la ministra dei trasporti, di un espediente semplice e poco costoso per proteggere i bambini e giovani da gravi lesioni al capo, del tutto evitabili. Ogni anno si verificano 12 incidenti gravi del genere, ha sottolineato.
Rimanendo nell'ambito della mobilità lenta, il plenum ha poi bocciato una proposta di Matthias Aebischer (PS/BE), presidente di Pro Velo, di obbligare chi sorpassa una bicicletta a mantenere una distanza di almeno 1,5 metri. "No" nemmeno - 98 voti a 84 - al divieto di sorpasso dei "velocipedi" - come specifica la legge - nelle rotatorie.
Tuttavia, i ciclisti e i motociclisti dovrebbero poter sostare sul marciapiede se rimangono almeno 1,5 metri di spazio libero per i pedoni. Questa proposta della destra, combattuta dal campo rosso-verde, è stata approvata con 108 voti contro 73.
Gare in circuito
Sempre con un occhio di riguardo per gli automobilisti e gli appassionati di motori, il plenum ha anche stabilito di voler consentire di nuovo, previo permesso del cantone e non della Confederazione, la gare su circuito alla presenza di spettatori. La proposta del campo rosso-verde di rimanere all'attuale divieto o di consentire solo eccezioni, come proposto dall'esecutivo, sono state respinte. Più che a gare con motori a scoppio, la misura dovrebbe permettere le competizioni con veicoli elettrici.
Maledetto radar
Non da ultimo, una chicca: con 101 voti a 83, la maggioranza di destra ha voluto abolire le multe per chi segnala controlli della circolazione stradale, offre a pagamento simili servizi o utilizza altri mezzi per avvertire delle presenza di radar o agenti in agguato.
Guida autonoma
Prima di affrontare il capitolo Via Sicura, il plenum ha adottato le prime decisioni circa i veicoli automatizzati. Secondo l'esecutivo, e il plenum, simili mezzi possono incrementare la sicurezza stradale, fluidificare il traffico e ridurre le emissioni ambientali, aprendo nuove opportunità per l'economia e i servizi di trasporto. Con la revisione della legge, si vuole quindi permettere la guida autonoma in Svizzera, creando un apposito quadro normativo.
Il Consiglio federale potrà stabilire in che misura i conducenti saranno dispensati dai loro obblighi e a quali condizioni potranno essere immatricolati i veicoli autonomi privi di pilota. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) avrà inoltre la facoltà di autorizzare e finanziare sperimentazioni con tali veicoli.
Circa i veicoli autonomi senza conducente, in futuro potranno circolare solo su tratti prestabiliti e sotto sorveglianza di un operatore. Il plenum ha deciso di non limitare, come chiedeva il campo rosso-verde, la circolazione solo su autostrade e semiautostrade, o strade secondarie a traffico lento o poco intenso. Per la maggioranza non vanno posti limiti allo sviluppo di questa tecnologia. La sicurezza è inoltre assicurata dalla presenza di un operatore.
Il campo rosso-verde avrebbe voluto stralciare dalla legge - ma è stato sconfessato in aula - la possibilità di consentire la circolazione di piccoli veicoli autonomi a bassa velocità senza stabilire tratte specifiche, come i robot per la consegna di pasti caldi, pacchi o lettere. Per i contrari, questo tipo di veicoli rischiano solo di intralciare pedoni e ciclisti. I problemi di convivenza sono insomma dietro l'angolo.
In caso di incidente, le autorità saranno autorizzate ad accedere ai dati di registrazione del veicolo. Previo consenso del detentore del veicolo, i dati potranno essere trasmessi all'USTRA per analisi in caso di problemi ricorrenti con un determinato modello, mantenendo l'anonimato del conducente o dell'operatore. In caso di incidenti o infrazioni alle regole della circolazione, i dati potranno essere recuperate dalle autorità a fini di accertamento e dovranno essere cancellati al più tardi sei mesi dopo la chiusura del procedimento con decisione passata in giudicato
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 31.05.2022
Ok gare in circuito, niente casco obbligatorio sotto i 16 anni
Voler consentire di nuovo in Svizzera le gare in circuito suona bizzarro in un momento storico dove si parla molto di protezione del clima e dal rumore. Nonostante l'invito della "ministra" dell'ambiente, Simonetta Sommaruga, a desistere, il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale, ha stabilito per 27 voti a 15 di voler stralciare il divieto per simili manifestazioni risalente al 1955, anno del grave incidente di Le Mans (F) costato la vita ad oltre 80 persone.
Affrontando la modifica della Legge federale sulla circolazione stradale, approvata in votazione finale all'unanimità, la maggioranza ha sostenuto che un simile divieto non sia più attuale, dal momento che, rispetto al 1955, sia le vetture che la sicurezza dei circuiti hanno fatto passi da gigante a livello sia di sicurezza che di consumi.
I "senatori" intendono consentire in futuro gare di velocità alla presenza di pubblico e le altre manifestazioni sportive con veicoli a motore e quelle con velocipedi su strade pubbliche, a condizione di disporre del permesso dei Cantoni sul cui territorio si svolgono. Nella sua versione, il Consiglio federale intendeva mantenere il divieto, prevedendo tuttavia delle eccezioni, per esempio per gare con veicoli elettrici.
Casco, no obbligo sotto i 16 anni
Su un altro punto della legge la Camera dei Cantoni ha seguito il Nazionale, sconfessando il governo. Per 29 voti a 13, il plenum ha stabilito di non voler obbligare i giovani sotto i 16 anni ad indossare il casco. Per la maggioranza un simile divieto sarebbe difficile da far rispettare, non solo ai diretti interessati, ma anche agli agli agenti di polizia: difficilmente un ragazzino circola in bici con i documenti di identità addosso, indispensabili per verbalizzare un'eventuale infrazione. Soprattutto, secondo la maggioranza del plenum la responsabilità di proteggere l'incolumità dei propri figli incombe in primis ai genitori.
Di diverso avviso Simonetta Sommaruga, secondo cui sono proprio i giovani e i bambini le categorie più a rischio di gravi ferite o contusioni in caso di incidente, in particolare se si considera che solo il 21% dei giovani sotto i 16 anni si protegge regolarmente il capo. In caso di grave trauma, queste persone e i loro famigliari rischiano di essere penalizzati a vita.
"Pirati della strada", pene meno severe
Il Consiglio degli Stati ha poi deciso tacitamente di abolire la pena detentiva minima di un anno per i reati di omissione di soccorso e di ridurre la durata minima del ritiro della patente. In futuro, i pirati della strada potranno essere puniti anche con una semplice multa. Tuttavia, la pena massima di quattro anni di reclusione è stata mantenuta.
Circa il ritiro della patente, chiunque commetta un'infrazione grave al codice della strada rischia attualmente di non poter più guidare per due anni se ha rischiato di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, in particolare circolando ad alta velocità, eseguendo sorpassi temerari o partecipando a gare non autorizzate.
Ispirandosi a quanto già deciso dal Nazionale, con l'assenso del Consiglio federale, la Camera dei cantoni ha stabilito di ridurre la sospensione da due anni a un anno al minimo. La proposta dell'UDC di ridurre tale periodo a 6 mesi non ha fatto breccia: per la maggioranza va mantenuto l'effetto dissuasivo introdotto dal progetto "Via Sicura" che ha determinato un sensibile calo dei feriti e dei morti sulle strade in Svizzera.
No parcheggio selvaggio
Nel corso della del dibattito, il Consiglio degli Stati ha deciso tacitamente di respingere l'introduzione - voluta dal Nazionale - della possibilità per i veicoli a due ruote di sostare sul marciapiede, poiché ciò peggiorerebbe significativamente la sicurezza stradale per i pedoni.
Adeguandosi alla Camera del popolo e al Consiglio federale, il plenum ha anche stralciato dalla legge attuale l'obbligo si seguire una formazione complementare in caso di revoca della licenza di condurre, visto che tale disposizione non è mai stata applicata finora. Il governo, tuttavia, si riserva di proporre in futuro correttivi se fosse il caso, ha sottolineato Sommaruga.
Occhio di riguardo per i soccorritori
Gli Stati si sono detti a favore di un'attenuazione della pena in caso di eccessi di velocità commessi durante interventi urgenti o necessari dal punto di vista tattico da conducenti di veicoli di soccorso. D'ora in poi, per la punibilità, si terrà conto soltanto della differenza tra la velocità effettiva e quella che sarebbe stata adeguata all'intervento.
Diversamente dal Nazionale, i "senatori" vogliono mantenere il divieto di segnalare pubblicamente la presenza di controlli della circolazione stradale.
Guida autonoma
Il plenum ha adottato anche decisioni circa i veicoli automatizzati. Secondo l'esecutivo, simili mezzi possono incrementare la sicurezza stradale, fluidificare il traffico e ridurre le emissioni ambientali, aprendo nuove opportunità per l'economia e i servizi di trasporto. Con la revisione della legge, si vuole quindi permettere la guida autonoma in Svizzera, creando un apposito quadro normativo.
Il Consiglio federale potrà stabilire in che misura i conducenti saranno dispensati dai loro obblighi e a quali condizioni potranno essere immatricolati i veicoli autonomi privi di pilota. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) avrà inoltre la facoltà di autorizzare e finanziare sperimentazioni con tali veicoli.
Circa i veicoli autonomi senza conducente, in futuro potranno circolare solo su tratti prestabiliti e sotto sorveglianza di un operatore. Il plenum ha deciso di non limitare la circolazione solo su autostrade e semiautostrade, o strade secondarie a traffico lento o poco intenso.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.09.2022
Pirati della strada, pene esemplari ma eccezioni possibili
La minaccia del referendum da parte di Roadcross, l'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, ha spinto oggi il Consiglio nazionale a fare parziale marcia indietro circa le punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada", le cui pene debbono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle camere.
Per questo motivo, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) ha proposto un compromesso, che dovrà ancora essere approvato dagli Stati, per evitare un'eventuale sconfessione da parte del popolo.
Concretamente, la camera del popolo ha accettato tacitamente di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. Sulla base delle esperienze fatte negli ultimi anni, l'articolo va però adeguato in modo tale da poter scendere al di sotto della pena minima, qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi validi, per esempio in caso di urgenza (per esempio il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale).
Oltre a ciò, analogamente a quanto avviene oggi, i reati di pirateria devono continuare ad essere puniti con una revoca della licenza di almeno 24 mesi (e non solo 12 mesi come deciso dalle camere in precedenza). La durata minima della revoca deve poter essere ridotta, di 12 mesi al massimo, nei casi in cui le pena detentiva minima sia stata anch'essa ridotta in base all'articolo precedente.
Stando ai relatori della commissione preparatoria, adeguando questi due punti della legge sarà possibile continuare a reprimere i reati di pirateria con la dovuta intransigenza, consentendo però nel contempo di conseguire lo scopo iniziale della revisione della legge sulla circolazione stradale, ossia conferire ai giudici un maggior margine di apprezzamento nello stabilire la punizione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.11.2022
Pirati della strada, pene esemplari ma eccezioni possibili
La minaccia del referendum da parte di Roadcross, l'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, ha spinto oggi il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale, a fare parziale marcia indietro circa le punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada", le cui pene debbono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle Camere. Il dossier ritorna a quella del popolo per alcune divergenze minori.
Concretamente, la Camera dei Cantoni accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. Sulla base delle esperienze fatte negli ultimi anni, ha affermato a nome della commissione Andrea Caroni (PLR/AR), l'articolo va però adeguato in modo tale da poter scendere al di sotto della pena minima, qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi validi, per esempio in caso di urgenza (per esempio il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale).
Oltre a ciò, analogamente a quanto avviene oggi, i reati di pirateria devono continuare ad essere puniti con una revoca della licenza di almeno 24 mesi (e non solo 12 mesi come deciso dalle camere in precedenza). La durata minima della revoca deve poter essere ridotta, di 12 mesi al massimo, nei casi in cui la pena detentiva minima sia stata anch'essa ridotta in base all'articolo precedente, ha spiegato Caroni.
Stando a Caroni, adeguando questi due punti della legge sarà possibile continuare a reprimere i reati di pirateria con la dovuta intransigenza, consentendo però nel contempo di conseguire lo scopo iniziale della revisione della legge sulla circolazione stradale, ossia conferire ai giudici un maggior margine di apprezzamento nello stabilire la punizione, ma anche consentire la guida automatica.
Unica voce fuori dal coro, Beat Rieder (Centro/VS) ha rimproverato al plenum di essere lasciato intimorire dalle minacce di referendum di una sola organizzazione non governativa - nel caso concreto Roadcross, mai nominata, n.d.r - e di aver fatto marcia indietro dopo la prima versione della legge. Al che la ministra dei trasporti, Simonetta Sommaruga, ha risposto che, in caso di successo del referendum, tutta la revisione sarebbe stata respinta, anche altri aspetti importanti, sebbene non contestati. In ogni caso, la consigliera federale ha sottolineato che la situazione viene pur sempre modificata, per il meglio, per chi lavora nei servizi di urgenza e chi commette infrazioni gravi per la prima volta.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 01.03.2023
"pirati della strada", pene esemplari ma eccezioni possibili
La modifica della Legge federale sulla circolazione stradale è pronta per le votazioni finali. Oggi il Consiglio nazionale, adeguandosi agli Stati, ha fatto parziale dietrofront circa le punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada", le cui pene debbono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle Camere.
Concretamente, il Parlamento ha accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. La legge consentirà al giudice di infliggere una pena inferiore qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi "onorevoli", per esempio in caso di urgenza (per esempio il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale).
Oltre a ciò, analogamente a quanto avviene oggi, i reati di pirateria dovranno essere puniti con una revoca della licenza di almeno 24 mesi (e non solo 12 mesi come deciso dalle camere in precedenza). La durata minima della revoca potrà essere ridotta, di 12 mesi al massimo, nei casi in cui la pena detentiva minima sia stata anch'essa ridotta (per esempio se il soggetto in questione non ha commesso gravi infrazioni stradali in precedenza).
Una riforma con aspetti positivi
In un primo momento, le Camere avevano optato per una soluzione più favorevole agli automobilisti (stralcio della pena minima di un anno per infrazioni gravi, per esempio), suscitando però l'opposizione di alcuni ambienti. In particolare, l'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, Roadcross, aveva minacciato il referendum.
Oggi in aula, il consigliere federale Albert Rösti - per la prima volta al Nazionale in veste di "ministro" dopo la sua elezione nel dicembre scorso - si è detto contento del compromesso raggiunto e del fatto che Roadcross abbia deciso di non lanciare il referendum qualora il Parlamento avesse corretto il tiro. Rimodulando questi aspetti della legge sarà infatti possibile continuare a reprimere i reati di pirateria con la dovuta intransigenza, consentendo però nel contempo di conseguire lo scopo iniziale della revisione della legge sulla circolazione stradale, ossia conferire ai giudici un maggior margine di apprezzamento nello stabilire la punizione, ha spiegato Rösti.
Sarebbe un peccato, ha poi sottolineato, mandare al macero una revisione legislativa che include anche parecchi aspetti positivi, legati per esempio all'uso di auto elettriche e altri progressi tecnologici, o anche per chi lavora nei servizi di urgenza e per chi commette infrazioni gravi per la prima volta.
Le novità
Nel corso dei dibattiti, cominciati nella primavera del 2022, il Parlamento ha deciso di stralciare il divieto di gare automobilistiche in circuito. Il parlamento crede che un simile divieto - introdotto nel 1955 dopo il grave incidente di Le Mans (F) costato la vita ad oltre 80 persone - non sia più attuale, dal momento che, rispetto al passato, sia le vetture che la sicurezza dei circuiti hanno fatto passi da gigante a livello sia di sicurezza che di consumi.
I due rami del Parlamento hanno poi stabilito di non voler obbligare i giovani sotto i 16 anni ad indossare il casco. Il motivo? Un simile divieto sarebbe difficile da far rispettare, non solo ai diretti interessati, ma anche agli agli agenti di polizia: difficilmente un ragazzino circola in bici con i documenti di identità addosso, indispensabili per verbalizzare un'eventuale infrazione.
Guida autonoma
Il Parlamento vuole inoltre consentire in futuro il ricorso a veicoli automatizzati. Simili mezzi possono incrementare, secondo i deputati, la sicurezza stradale, fluidificare il traffico e ridurre le emissioni ambientali, aprendo nuove opportunità per l'economia e i servizi di trasporto.
Il Consiglio federale potrà stabilire in che misura i conducenti saranno dispensati dai loro obblighi e a quali condizioni potranno essere immatricolati i veicoli autonomi privi di pilota. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) avrà inoltre la facoltà di autorizzare e finanziare sperimentazioni con tali veicoli.
Auto e ambiente
Il progetto approvato dal Parlamento prevede inoltre la riduzione delle emissioni di gas serra: grazie a modifiche concernenti la lunghezza e il peso massimo dei veicoli si potranno promuovere nuove tecnologie ecologiche.
Spesso infatti i veicoli dotati di tecnologie rispettose dell'ambiente sono più lunghi o più pesanti di quelli tradizionali, a causa per esempio della batteria o di cabine di guida aerodinamiche