A tre anni dall'assassinio di Marielle Franco, garantire la protezione delle minoranze in Brasile
21.1023 · Interrogazione · 2021-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 14 marzo scorso ha segnato il terzo anniversario dell'assassinio della consigliera municipale della città di Rio de Janeiro, Marielle Franco. Anche se i colpevoli sono stati identificati, non sappiamo ancora chi ha commissionato questo omicidio.
Da allora, il deputato federale Jean Willys è stato costretto all'esilio dopo aver ricevuto minacce di morte. L'11 aprile 2020 il precandidato alla carica di sindaco della città di Janduís, Raimundo Golçalves de Lima Neto, all'epoca largamente in testa alle intenzioni di voto, è stato assassinato a casa sua. La deputata Taliria Petrone è regolarmente minacciata di morte.
Nel bel mezzo della settimana della visibilità transgender, tre elette al consiglio municipale della città di San Paolo sono state oggetto di minacce e tentati omicidi. Hanno tutte qualcosa in comune: sono donne transgender, di colore e provengono da famiglie povere. Il 26 gennaio scorso Erika Hilton, la donna meglio eletta di San Paolo, è stata seguita fino nel suo ufficio e minacciata da un uomo che brandiva una croce. La stessa notte, Carolina lara, donna intersessuale e portatrice dell'HIV, è scampata a una raffica di proiettili, mentre cinque giorni più tardi la sua compagna di partito, Samara Sosthenes, ha visto un uomo sparare in aria davanti a casa sua. Temendo per la loro vita, queste ultime due sono state costrette a traslocare immediatamente, in quanto lo Stato brasiliano non le ha poste sotto protezione.
Alla luce di quanto precede e tenuto conto del fatto che queste deputate tutte di colore e/o appartenenti alla comunità LGBTIQ non sono al sicuro nel loro Paese, la Svizzera è disposta a concedere l'asilo politico a persone che si trovano in una situazione analoga?
La Svizzera ha già accordato l'asilo a persone brasiliane appartenenti a queste minoranze? In caso affermativo, a quante?
D'altro canto, la Svizzera ha espresso al governo brasiliano le sue inquietudini riguardo a questa situazione? In caso affermativo, che cosa è risultato da questa discussione? In caso negativo, potrebbe intraprendere un tale passo?
Stellungnahme des Bundesrates
L'orientamento sessuale/l'identità di genere (sexual orientation/gender identity, SOGI) rappresenta un aspetto fondamentale dell'identità umana, proprio come le caratteristiche associate alla nozione di rifugiato, ossia la razza, la religione, la cittadinanza, l'appartenenza a un determinato gruppo sociale e le opinioni politiche. I motivi di persecuzione per l'orientamento sessuale/l'identità di genere sono collegati alla nozione di appartenenza a un determinato gruppo sociale e possono portare al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo se sussiste un timore fondato di persecuzione e se la persona non ottiene nessuna protezione statale.
Inoltre, la persona la cui vita o integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel suo Paese di origine o di provenienza può chiedere un visto umanitario presso la rappresentanza svizzera competente per il suo luogo di domicilio. L'interessato deve trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda necessario l'intervento delle autorità svizzere e il rilascio di un visto d'entrata in Svizzera.
Il numero di domande d'asilo presentate da cittadini brasiliani in Svizzera è molto basso (15 domande dal 2018 [stato al 31 marzo 2021]). Nessuna domanda ha portato al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo.
La Svizzera si adopera, a livello bilaterale e multilaterale, per il rispetto dei diritti delle minoranze in Brasile. Il caso di Marielle Franco in particolare è stato tematizzato a più riprese con le autorità brasiliane in occasione del dialogo bilaterale sui diritti umani. I diritti umani sono un tema centrale dei dialoghi politici annuali tra i due Paesi. Sul piano multilaterale, la Svizzera invita regolarmente il Governo brasiliano a rispettare e tutelare i diritti delle minoranze, in particolare in seno al Consiglio per i diritti umani.
Risposta del Consiglio federale.