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21.3309 · Mozione · 2021-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato ad assicurarsi che la Svizzera non acquisti gas da Nord Stream 2.

Begründung

Il 2 febbraio 2021, con un tweet il DFAE ha manifestato la sua "profonda preoccupazione" in merito alla condanna di Alexey Navalny e ha chiesto alla Russia di rispettare i suoi impegni internazionali in materia di diritti dell'uomo e dello Stato di diritto. La Svizzera si è pure espressa davanti al Consiglio d'Europa e al Consiglio permanente dell'OSCE sulle crescenti restrizioni delle libertà di opinione e di riunione in Russia. Inoltre, il DFAE ha convocato l'ambasciatore russo a Berna e ha invitato la Russia a rispettare i diritti fondamentali del signor Navalny e di "liberarlo immediatamente".

I dirigenti russi non si sono lasciati impressionare da queste dichiarazioni e nemmeno da quelle espresse dal mondo intero e non sono intenzionati a cambiare la loro politica. Le forze di sicurezza hanno represso brutalmente le manifestazioni in tutto il Paese. Con la repressione si cerca di soffocare sul nascere ogni forma di opposizione democratica. In generale la situazione dei diritti dell'uomo è precaria.

Considerati questi sviluppi, per numerosi Governi è chiaro che il tempo delle semplici proteste verbali è scaduto. Infatti rafforzano le sanzioni, introdotte in risposta all'annessione illegale della Crimea. La Svizzera, dal canto suo, non ha aderito nemmeno alle modeste sanzioni dell'Unione europea e si è limitata ad adottare semplici misure per evitare l'aggiramento delle sanzioni, provvedimenti che incomprensibilmente erano rivolti anche contro l'Ucraina.

È giunta l'ora di un cambiamento radicale e di un segnale inequivocabile: le parole della Svizzera devono essere seguite anche dai fatti. Sul piano internazionale le critiche contro il Governo russo si concentrano soprattutto sul gasdotto Nord Stream 2, attualmente in costruzione fra la Russia e la Germania. Il progetto è molto controverso, poiché il tracciato del gasdotto permette al Governo russo di aggirare l'Ucraina, mettendo quindi sotto pressione un Paese che continua ad essere in parte occupato militarmente dalla Russia stessa. La Svizzera è particolarmente interessata dalla questione, non da ultimo a seguito della sede legale della Nord Stream 2 SA e di altre ditte a Zugo. Al fine di mantenere la credibilità in materia di politica estera e di protezione del clima, è giunta l'ora di affermare a chiare lettere che la Svizzera non acquisterà gas della Nord Stream 2.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Sul piano tecnico, il Consiglio federale non può garantire che la Svizzera non acquisterà gas da Nord Stream 2 alla fine della costruzione del gasdotto. Le imprese di gas svizzere e i fornitori incaricano grandi imprese energetiche europee di acquistare gas naturale russo o di comprarlo sui mercati all'ingrosso europei, spesso senza informazioni sulla provenienza o sul tragitto del gasdotto. Lo stesso discorso vale, tra l'altro, per il gas naturale proveniente da altri Stati, che arriva in Svizzera attraverso altri canali d'importazione. L'Associazione Svizzera dell'Industria del Gas può pertanto valutare solo in modo approssimativo la quota di gas russo delle importazioni svizzere di gas (nel 2019 ammontava a circa il 53 %); la rotta d'approvvigionamento, al contrario, non può essere né stimata né determinata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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