21.3414 · Interpellanza · 2021-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Secondo il Sustainable Development Report 2020 pubblicato dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) dell'ONU, la Svizzera ha un impatto negativo troppo elevato sugli altri Paesi tramite il suo consumo di risorse e la sua politica economica. Nell'"indice di ricaduta" contenuto nel rapporto, la Svizzera si piazza al 163° posto.
L'indice di ricaduta misura quattro dimensioni della sostenibilità: indicatori ambientali, indicatori economici e finanziari, indicatori sociali e indicatori di sicurezza. Nel settore dell'ambiente e del clima, si tratta di indicatori che mostrano l'impronta creata all'estero dall'importazione di beni di consumo. Per quanto riguarda le finanze e l'economia, l'indice include da un lato la quantità di fondi per lo sviluppo e, dall'altro, un punteggio sulla segretezza finanziaria, un punteggio "paradiso fiscale per le imprese" e uno sullo spostamento dei profitti da parte delle società multinazionali. A livello sociale, sono inclusi gli incidenti mortali nei Paesi che producono beni importati e, nel settore della sicurezza, le esportazioni di armi. Per tutti questi aspetti, la Svizzera ottiene punteggi molto bassi. La Svizzera limita quindi indebitamente le possibilità di altri Paesi di attuare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) definiti nell'Agenda 2030. Ad avere un indice di ricaduta peggiore della Svizzera sono soltanto Singapore, la Guayana e il Lussemburgo.
La Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 dovrebbe essere lo strumento che permette alla Svizzera di attuare l'Agenda 2030. Nel 2015, il nostro Paese ha adottato l'Agenda 2030 come "quadro di riferimento per i suoi contributi alla promozione del benessere umano, allo sviluppo sostenibile e alla protezione dell'ambiente, sia a livello globale che a livello nazionale". La bozza della Strategia identifica le ricadute negative nel settore ambientale, ma le altre tematiche vengono praticamente ignorate.
Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Come intende ridurre gli effetti di ricaduta menzionati nel Sustainable Development Report 2020?
2. Il Collegio ha definito degli obiettivi relativi a singoli o a tutti gli effetti di ricaduta menzionati nel rapporto?
3. Come misura l'evoluzione di singoli o di tutti gli effetti di ricaduta menzionati nel rapporto?
4. In che modo informa la popolazione sui risultati del rapporto relativi alla Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Sustainable Development Report 2020 non è una pubblicazione ufficiale dell'ONU, bensì una pubblicazione privata. La metodologia utilizzata per l'indice di ricaduta presenta delle carenze che riducono notevolmente il valore informativo del rapporto, almeno in parte. Molti dei parametri scelti dell'indice di ricaduta non sono abbastanza sofisticati per fornire risultati affidabili. Allo stesso modo, gli effetti di ricaduta positivi non sono presi in considerazione. Non da ultimo, i Paesi piccoli, poveri di risorse e con un'alta densità di popolazione come la Svizzera dipendono dalle importazioni per soddisfare la domanda locale di materie prime o di prodotti alimentari. Tuttavia, tali importazioni non possono essere considerate di per sé negative, come avviene nel rapporto.
Domande 1 e 2:
Con l'adozione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030), la Svizzera ha riaffermato il proprio impegno a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030. In generale, il Consiglio federale cerca di evitare per quanto possibile le esternalità negative all'estero e sostiene regolarmente la necessità di standard nazionali appropriati, lo sviluppo di standard internazionali e la cooperazione.
Una preoccupazione centrale è quella di rafforzare i modelli di consumo e di produzione sostenibili. La Svizzera si impegna affinché l'ONU fissi obiettivi ambiziosi e ne promuova l'attuazione a livello mondiale. L'economia circolare rappresenta un principio importante per ridurre l'impatto ambientale all'estero. Il Consiglio federale se ne sta occupando nell'ambito delle misure previste per la conservazione delle risorse e l'economia circolare. Misure appropriate saranno definite entro fine 2022. La legge sul CO2 totalmente riveduta (RS 641.71), in votazione il 13 giugno 2021, affronta anche la questione dell'impronta di gas serra che si ripercuote sui Paesi terzi.
Inoltre, il Consiglio federale si aspetta che le imprese domiciliate o attive in Svizzera rispettino le norme e le direttive riconosciute a livello internazionale in materia di responsabilità sociale d'impresa (RSI) in tutte le loro attività, sia in Svizzera che all'estero. Queste includono, per esempio, le linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali e i principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani. Il Consiglio federale sostiene le imprese in questo compito con il piano d'azione relativo alla responsabilità sociale e ambientale d'impresa (Piano d'azione RSI 2020-2023) e il piano d'azione nazionale per le imprese e i diritti umani 2020-2023 (NAP).
Nel settore della fiscalità e dei mercati finanziari la Svizzera sostiene l'elaborazione e l'applicazione uniforme di standard internazionali minimi, definiti in particolare nella politica dei mercati finanziari del Consiglio federale del dicembre 2020. Per quanto riguarda le esportazioni di armi e materiale bellico, la Svizzera conosce restrizioni all'esportazione. I principali acquirenti di materiale bellico svizzero sono i Paesi europei. In particolare, sono escluse le esportazioni di materiale bellico verso Paesi coinvolti in conflitti armati. Inoltre, la Svizzera è uno dei pochi Paesi a verificare il luogo in cui viene impiegato il materiale bellico esportato all'estero per impedirne il trasferimento illegale (la cosiddetta verifica post-spedizione). Ciò riduce in modo significativo il suo "spillover" in questo settore. Tuttavia, tutti questi aspetti non sono contemplati nei criteri dell'indice di ricaduta.
Domanda 3:
Nel settore ambientale, la Confederazione misura gli effetti di ricaduta per mezzo di indicatori di impronta, con i quali si può distinguere tra la quota nazionale e quella estera. Il settore degli indicatori sociali è gestito dal piano d'azione nazionale per le imprese e i diritti umani 2020-2023 (NAP). Nel settore finanziario ed economico, come riconosce anche il Sustainable Development Report 2020, gli effetti di ricaduta non possono essere misurati con precisione. Anche per per misurare gli effetti di ricaduta delle esportazioni di armi e materiale bellico non vi sono indicatori adeguati.
Domanda 4:
Poiché il Sustainable Development Report 2020 non è una pubblicazione ufficiale dell'ONU, il rapporto non è stato comunicato dal Consiglio federale.
Risposta del Consiglio federale.