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Misure contro la migrazione illegale (7/9). Nessuna "city-card" per i migranti illegali

21.3491 · Mozione · 2021-05-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Le attuali disposizioni di tutte le leggi e ordinanze pertinenti vanno adeguate in modo da vietare ai Comuni e ai Cantoni di rilasciare ai migranti illegali documenti identificativi come le "city-card" o documenti simili.

Begründung

Secondo varie stime e fonti, in Svizzera soggiornano illegalmente fino a 100 000 persone, designate anche con il blando eufemismo di "sans-papiers".

Per identificare le persone in situazione illegale in Svizzera è importante che siano riconosciuti soltanto documenti d'identità ufficiali.

Occorre pertanto contrastare le aspirazioni di alcune città e Cantoni, che vogliono permettere e agevolare il soggiorno di clandestini rilasciando loro cosiddette "city-card" o documenti identificativi simili in violazione delle disposizioni federali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha avuto modo a più riprese di esprimersi in merito alle competenze cantonali e comunali per disciplinare il soggiorno delle persone in situazione irregolare in Svizzera (cfr. in particolare il suo parere del 21 febbraio 2021 relativo all'interpellanza del 18 dicembre 2020 Rutz Gregor [20.4703] ""City-Card" di Zurigo. Creazione di un diritto parallelo a tutela delle persone in situazione illegale", liquidata il 19 marzo 2021).

Nel suo rapporto del 21 dicembre 2020 in adempimento del postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers" (18.3381), il Consiglio federale ha osservato che il sistema della "city card" intende creare l'apparenza di una situazione conforme al diritto in materia di soggiorno. Ciò permetterebbe di eludere molto più facilmente la normativa federale sull'ammissione e il soggiorno. Carte di questo tipo non rappresentano una soluzione per disciplinare il soggiorno delle persone che risiedono illegalmente in Svizzera.

Conformemente alla Costituzione federale (Cost.; RS 101), la legislazione sull'entrata, l'uscita, la dimora e il domicilio degli stranieri nonché sulla concessione dell'asilo compete alla Confederazione (art. 121 cpv. 1 Cost.). L'esecuzione del diritto in materia di stranieri è compito dei Cantoni. Di norma, gli stranieri ricevono una carta di soggiorno se le condizioni legali di rilascio sono adempiute (art. 41 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). I Comuni o i Cantoni non hanno dunque la competenza di disciplinare in maniera vincolante il soggiorno dei sans-papiers accordando loro un titolo di soggiorno sulla base del proprio diritto.

Il citato rapporto del 21 dicembre precisa che l'introduzione di una carta di questo tipo come documento d'identità sarebbe contraria al diritto federale anche perché il Consiglio federale è competente per disciplinare i documenti d'identità per i cittadini svizzeri secondo la legge federale sui documenti d'identità (cfr. art. 1 cpv. 3 LDI; RS 143.1). Attualmente, i documenti riconosciuti dalla legislazione sono il passaporto e la carta d'identità, conformememente all'ordinanza sui documenti d'identità (cfr. art. 1 ODI; RS 143.11). Per quanto riguarda i cittadini stranieri, la LStrI esige che siano muniti di un documento di legittimazione estero valido e riconosciuto durante il loro soggiorno in Svizzera (art. 13 cpv. 1 e 89 LStrI). Il Consiglio federale è pure competente per designare questi documenti di legittimazione in virtù dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (cfr. art. 13 cpv. 1 LStrI e art. 8 OASA; RS 142.201).

Le attuali basi legali conferiscono già alla Confederazione la competenza esclusiva di legiferare in materia di entrata, uscita, dimora e domicilio degli stranieri, di concessione dell'asilo nonché di documenti d'identità. Le modifiche auspicate non sono pertanto giustificate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.