21.3998 · Interpellanza urgente · 2021-09-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Da 18 mesi interi settori della società sono in crisi.
Il settore delle cure deve far fronte a una crescente carenza di personale curante. Secondo l'OBSAN, per garantire il buon funzionamento delle nostre infrastrutture di cura fino al 2029 saranno necessarie più di 70 000 nuove leve! E si ha ragione di temere che la crisi aggravi la situazione.
Benché le previsioni sulla ripresa economica siano ottimiste, molti settori economici faticano a ripartire e troppe persone non hanno potuto beneficiare degli aiuti messi a disposizione. È dunque essenziale che i provvedimenti di sostegno all'economia proseguano e che siano sviluppati nuovi strumenti per sostenere i settori maggiormente colpiti (gastronomia, turismo, cultura ecc.).
Il solo strumento efficace per facilitare l'uscita dalla crisi è la vaccinazione. In Svizzera come altrove, tuttavia, la lentezza della campagna vaccinale ha un costo - innanzitutto umano, ma anche economico. Bisogna dunque adoperarsi a fondo per promuovere la vaccinazione e agevolarvi l'accesso a tutte e tutti.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali strumenti ha sviluppato per far fronte al crescente bisogno di personale curante nel prossimo decennio?
2. È disposto a rafforzare l'accessibilità e lo sviluppo di offerte di formazione continua per il personale curante? È disposto a investire nella formazione specializzata in cure intense?
3. Quando intende adempiere le mozioni 20.3162 e 20.3165 e proporre correttivi ai finanziamenti destinati alle prestazioni sanitarie al fine di garantire riserve per la capacità di cure?
4. Come intende sostenere la ripresa economica senza mantenere in vigore gli strumenti implementati durante la crisi (p.es. ILR ecc.)?
5. È disposto a trovare soluzioni per facilitare il rimborso dei prestiti COVID, sostenere i settori danneggiati dall'obbligo del certificato e attuare un piano di rilancio per i settori più colpiti dalla crisi?
6. È disposto a mantenere gratuiti i test promuovendo al contempo la campagna vaccinale?
7. È disposto a impegnarsi maggiormente per la vaccinazione nei Paesi emergenti?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per raggiungere l'obiettivo "Più personale per le cure di lunga durata", formulato nella strategia del Consiglio federale Sanità2030, occorrono misure coordinate volte da un lato ad aumentare il numero di diplomi e dall'altro a prolungare la permanenza nella professione. Nel secondo semestre del 2022, dopo aver fatto il punto della situazione, il Consiglio federale deciderà quali ulteriori misure siano necessarie per raggiungere questo obiettivo strategico.
Il Consiglio federale è inoltre favorevole al controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche (Iv. Pa. 19.401), che prevede una campagna di formazione. Accanto ai sussidi all'istruzione, il progetto prevede l'obbligo per le istituzioni sanitarie di investire nella formazione, con il sostegno finanziario dei Cantoni e l'appoggio della Confederazione, anche se la creazione di posti di formazione per infermieri non rientra nella competenza della Confederazione. Il controprogetto indiretto sarà però attuato soltanto se l'iniziativa sulle cure infermieristiche sarà respinta e non sarà lanciato il referendum. Prevedendo già una base legale, il controprogetto potrebbe inoltre essere attuato rapidamente.
Per quanto riguarda la permanenza nella professione assumono grande rilievo aspetti come le buone condizioni di lavoro e la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Le istituzioni sanitarie, i Cantoni e le parti sociali sono quindi esortati a trovare assieme soluzioni volte a migliorare la situazione lavorativa del personale curante. La Confederazione non ha alcuna competenza in quest'ambito.
2. Per l'attività nelle cure intense è richiesto, oltre al ciclo di formazione d'infermiere, uno studio postdiploma di specializzazione in cure intense della durata di due anni. Il Consiglio federale è favorevole alla promozione delle possibilità di formazione e perfezionamento in questo ambito. Come rilevato al punto 1, la Confederazione non ha tuttavia la competenza di imporre determinate formazioni.
3. Il Consiglio federale sta lavorando all'adempimento delle mozioni menzionate nella domanda. La pianificazione e il mantenimento delle capacità del sistema sanitario rientrano nella competenza dei Cantoni.
È doveroso precisare che durante la pandemia di COVID-19 a essersi rivelato un punto critico è stata soprattutto la creazione di capacità nelle cure intense. Negli altri settori menzionati, secondo il Consiglio federale un'assistenza di qualità non è mai stata e non è tuttora messa in forse.
Contrariamente a quanto chiedono le due mozioni non è possibile aumentare rapidamente e su larga scala le risorse nel settore delle cure intense, anche perché il fattore limitante per le capacità dei reparti di cure intense non è l'infrastruttura (letti), bensì il personale infermieristico specializzato necessario. La formazione supplementare richiesta dura due anni. Negli ultimi mesi, inoltre, a causa della persistente situazione di stress determinata dalla COVID-19 un numero considerevole di collaboratori ha abbandonato il settore delle cure intense. La situazione sul mercato del lavoro in Europa, con una penuria di personale infermieristico altamente specializzato, è paragonabile a quella della Svizzera, per cui la ricerca di personale supplementare all'estero non è un'opzione facilmente praticabile. Proprio nella situazione attuale, inoltre, sottrarre personale ad altri Paesi senza limiti sarebbe in contrasto con il Codice globale di condotta dell'OMS per il reclutamento internazionale di personale sanitario, di cui la Svizzera è cofirmataria.
4 e 5. Per sostenere la ripresa economica, la strategia di transizione COVID-19 del Consiglio federale per la politica economica punta sugli strumenti collaudati dell'assicurazione contro la disoccupazione e della politica di perfezionamento professionale e rafforza gli strumenti della politica del turismo e dell'innovazione. In caso di posti di lavoro a rischio resta l'opzione delle indennità per lavoro ridotto, se sono soddisfatte tutte le condizioni per la loro concessione.
Per le fideiussioni solidali COVID-19, la legge prevede che, in caso di gravi difficoltà per il mutuatario, il termine della fideiussione solidale può essere prorogato da otto a dieci anni. All'inizio del 2021, le banche hanno inoltre deciso di posticipare il primo ammortamento alla fine del primo trimestre del 2022. Il piano di ammortamento convenuto tra la banca e il mutuatario tiene infine conto della capacità finanziaria del mutuatario, la legge non prescrive un approccio lineare. In caso di mancato rimborso, di norma anziché avviare un procedimento esecutivo, la banca chiama in causa il fideiussore. Il credito viene così ceduto all'organizzazione che concede fideiussioni, che contatta il mutuatario per trovare un accordo il più possibile consono alle sue possibilità di rimborso del credito. Se il mutuatario collabora, si rinuncia a un'esecuzione. Date queste circostanze, non è ancora possibile dire se il rimborso dei crediti COVID-19 costituisca un problema. Il Consiglio federale segue l'evoluzione con attenzione.
6. Il 24 settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di prorogare di due settimane l'assunzione dei costi di tutti i test che permettono di ottenere un certificato e di sottoporre ai Cantoni per consultazione una proposta su come procedere in seguito. In base ai pareri espressi dai Cantoni, il Consiglio federale riesaminerà la questione dei test gratuiti e prenderà una decisione.
Resta possibile farsi vaccinare gratuitamente. La vaccinazione rappresenta la soluzione più efficace per proteggersi contro l'infezione da SARS-CoV-2 e fornisce un contributo fondamentale per prevenire il sovraccarico delle strutture ospedaliere.
Il Consiglio federale sostiene i Cantoni, a titolo sussidiario e nell'ambito delle sue competenze e possibilità, nel perseguire l'obiettivo della massima copertura vaccinale, ad esempio mediante campagne di vaccinazione su scala nazionale o lo sviluppo e la messa a disposizione di strumenti informatici.
7. Come precisato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza urgente del Gruppo socialista 21.3052 "Vaccini anti-COVID-19. Migliorare le capacità di produzione e l'accesso a livello mondiale!", la Svizzera versa contributi a diverse organizzazioni internazionali nell'ambito dell'Access to COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A).
Grazie a due crediti supplementari, la Svizzera sostiene questa iniziativa con 375 milioni di franchi. L'ACT-A raggruppa organizzazioni multilaterali, fondazioni private, l'industria farmaceutica e istituzioni pubbliche al fine di accelerare lo sviluppo e promuovere le pari opportunità nell'accesso a sistemi diagnostici, terapie e vaccini per lottare contro la pandemia di COVID-19. Soltanto per i vaccini in Paesi a basso e medio reddito, il contributo della Svizzera a COVAX AMC ammonta a 155 milioni di franchi. Il nostro Paese è stato uno dei primi donatori di COVAX e con questo nuovo contributo si colloca al decimo posto nella classifica dei donatori statali. Ha inoltre donato a COVAX AMC quattro milioni di dosi di vaccino e sostiene il rafforzamento e la resilienza dei sistemi sanitari nei Paesi a cui sono forniti i vaccini.
Risposta del Consiglio federale.