Lexipedia

21.4008 · Interpellanza · 2021-09-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Per evitare la frattura sociale che i provvedimenti in vigore dal 13 settembre 2021 stanno provocando o aggravando, il Consiglio federale è disposto a sospendere l'applicazione dell'articolo 6a della legge COVID-19, fino a quando il Popolo non avrà avuto la possibilità di pronunciarsi in merito il 28 novembre 2021?

Begründung

Il referendum contro la revisione della legge COVID-19 del 19 marzo 2021 è riuscito in tempo record e ha raccolto un numero di firme anch'esso da record. Ad essere contestato è quasi esclusivamente il nuovo articolo 6a della legge, che costituisce la base legale del certificato COVID. Il Popolo sarà chiamato a esprimersi il 28 novembre 2021.

Senza attendere l'esito della votazione, il Consiglio federale ha deciso e posto in vigore il 13 settembre 2021 un'estensione, a molteplici situazioni della vita quotidiana, dell'obbligo di presentare un documento che solleva problemi in relazione alle condizioni di rilascio (tra l'altro, perché i test sierologici non permettono di ottenerlo, senza contare che dal 1° ottobre 2021 i test non saranno più gratuiti) e che, dato soprattutto il numero di persone che non sono (o non sono ancora) vaccinate, sta provocando una vera e propria frattura sociale che gli elementi oggettivi della situazione sanitaria (in particolare negli ospedali) non giustificano.

Prima di passare alla coercizione, al punto di istituire, attraverso i provvedimenti in vigore dal 13 settembre 2021, un obbligo vaccinale mascherato e un lockdown sotto mentite spoglie per i non vaccinati, la Confederazione, in collaborazione con i Cantoni, non dispone davvero più di alcun mezzo per convincere una parte sufficiente della popolazione non ancora vaccinata a farlo?

Stellungnahme des Bundesrates

Come già esposto nella sua risposta alla domanda Addor 21.7754 su una moratoria all'implementazione del certificato sanitario, l'obiettivo dell'estensione dell'impiego del certificato, decisa il 13 settembre 2021, è porre un freno alla trasmissione del virus e così, nello specifico, garantire che il settore sanitario continui a funzionare. Se quest'ultimo è sovraccarico, a risentirne è l'assistenza sanitaria per tutti.

La decisione del Consiglio federale si era resa necessaria poiché a metà settembre del 2021 i contagi avevano raggiunto valori molto alti, con una media di quasi 3000 nuovi casi al giorno. Con le nuove infezioni erano aumentati anche i ricoveri ospedalieri: alcuni ospedali erano giunti al limite delle loro capacità e gli interventi non urgenti erano stati rimandati per poter garantire le cure.

Il Consiglio federale ritiene che, a quello stadio della pandemia, l'estensione dell'obbligo del certificato fosse un provvedimento necessario, nonché proporzionale in considerazione del fatto che da alcuni mesi tutte le persone a partire dai 12 anni hanno la possibilità di farsi vaccinare. L'estensione dell'obbligo del certificato ha permesso di evitare chiusure. Poiché il certificato è emesso anche previa presentazione del risultato negativo di un test, possono ottenerlo pure coloro che non intendono farsi vaccinare.

L'evoluzione della situazione epidemiologica è considerata tuttora preoccupante. Complici temperature sempre più fredde, non è possibile escludere una rapida impennata dei ricoveri ospedalieri e il conseguente sovraccarico degli ospedali in autunno. Inoltre, la quota della popolazione non immunizzata è ancora troppo elevata per scongiurare un'altra forte ondata di infezioni. Per queste ragioni, per il momento il Consiglio federale intende mantenere l'obbligo del certificato. Valuta comunque la situazione in modo costante e, non appena la situazione epidemiologica lo permetterà, prenderà una decisione in merito alla sua revoca.

Risposta del Consiglio federale.