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21.403 · Iniziativa parlamentare · 2021-02-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 08.12.2022

La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha concluso l'esame del suo progetto di attuazione dell'iniziativa parlamentare 21.403 "Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna". Il progetto ha lo scopo di promuovere la conciliabilità tra famiglia e lavoro o formazione e di migliorare le pari opportunità per i bambini in età prescolastica. Esso prevede, da un lato, di sgravare finanziariamente i genitori nell'ambito della custodia istituzionale di bambini, per la quale la Commissione stima costi annui pari a 710 milioni di franchi; dall'altro, intende sostenere i Cantoni nell'ulteriore sviluppo di una politica di sostegno alla prima infanzia destinando annualmente 60 milioni di franchi.

Situazione iniziale

  • Nel confronto internazionale, la Svizzera si situa nelle ultime posizioni per quanto concerne l'accessibilità - materiale ed economica - e la qualità della custodia complementare alla famiglia per i bambini in età prescolastica (cfr. studio dell'UNICEF del 2021, la Svizzera si posiziona al 38° rango su 41).

  • A livello nazionale vi sono attualmente due strumenti per il sostegno finanziario della custodia di bambini complementare alla famiglia: programma di incentivazione per l'istituzione di posti di custodia e gli aiuti finanziari ai Cantoni per la riduzione dei costi di custodia. Diverse valutazioni confermano l'efficacia di entrambi gli strumenti. Grazie a questi aiuti finanziari è stato possibile creare più di 65'000 posti.

  • Entrambi gli strumenti hanno una durata limitata: circa due anni fa la CSEC-N ha pertanto ravvisato la necessità d'intervenire e ha depositato l'iniziativa parlamentare 21.403 con l'obiettivo di ripensare sostanzialmente il ruolo della Confederazione nel finanziamento della custodia di bambini complementare alla famiglia trasformandolo in un finanziamento permanente. Tutte le famiglie e tutti i Cantoni devono essere sostenuti nelle loro opportunità di rafforzare la politica della prima infanzia.

  • La CSEC-N ha ora terminato i lavori per l'attuazione dell'iniziativa.

Due ambiti principali

  • (1) Riduzione dei costi di custodia a carico dei genitori: il progetto di legge prevede la concessione di contributi federali ai costi sostenuti dai genitori per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Costi: ca. 710 milioni di franchi all'anno.

  • (2) Colmare le lacune esistenti nell'offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia / Adeguare maggiormente alle esigenze dei genitori l'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia / Migliorare la qualità dell'offerta: la Confederazione può concedere aiuti finanziari globali ai Cantoni sulla base di accordi di programma. Costi: 60 milioni di franchi all'anno per un periodo di quattro anni. La durata del programma è limitata a 12 anni.

Procedura di consultazione: pervenuti 275 pareri

  • La stragrande maggioranza dei partecipanti alla procedura di consultazione ha accolto in modo favorevole il progetto preliminare.

  • Il progetto viene sostenuto in particolare dalla maggior parte dei Cantoni, dalla CDOS, dalla maggioranza dei partiti politici, dalle associazioni economiche e da altre organizzazioni interessate (cfr. rapporto sui risultati della procedura di consultazione).

Adeguamenti apportati sulla base della procedura di consultazione

  • (1) Riduzione dei costi di custodia a carico dei genitori: il progetto posto in consultazione prevedeva di concedere ai genitori un contributo corrispondente al 10 per cento dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia (= contributo di base). A questo contributo di base si sarebbe dovuto aggiungere un contributo pari al 5 o al 10 per cento nel caso in cui il Cantone di domicilio del bambino contribuisca in misura relativamente maggiore alla riduzione dei costi di custodia a carico dei genitori rispetto agli altri Cantoni (= contributo supplementare). I riscontri della procedura di consultazione hanno però indotto la Commissione a invertire il sistema: i genitori riceveranno a priori un contributo corrispondente al 20 per cento. Dopo quattro anni l'importo del contributo federale sarà ridefinito a dipendenza dell'impegno finanziario profuso dai Cantoni nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia e, se necessario, ridotto fino al 10 per cento.

  • (2) Colmare le lacune esistenti nell'offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia / Adeguare maggiormente alle esigenze dei genitori l'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia / Migliorare la qualità dell'offerta: il progetto posto in consultazione prevedeva di sostenere i Cantoni con un importo di 160 milioni di franchi per un periodo di programma di quattro anni (40 mio. di fr. all'anno). Dalla consultazione è emersa la necessità che vengano destinate risorse supplementari allo sviluppo della qualità, motivo per cui la maggioranza della Commissione ha deciso di aumentare l'importo a 240 milioni di franchi.

  • Risultato della votazione sul complesso: 17 voti contro 7 e 1 astensione.

Minoranze rilevanti

  • Una minoranza respinge completamente il progetto (decisione di entrata in materia: 17 voti contro 8). Essa ritiene che questi ambiti di promozione rientrino nella sfera di competenza dei Cantoni e dei Comuni e che non vada pertanto previsto alcun sostegno della Confederazione. Un'ulteriore minoranza desidera rinviare il progetto di legge alla Commissione chiedendole di rielaborare un nuovo progetto affinché tutti i genitori che pagano per la custodia dei figli possano far capo al sostegno finanziario statale (decisione presa con 18 voti contro 7).

  • Una minoranza desidera limitare il progetto all'ambito della riduzione dei costi, rinunciando quindi agli accordi di programma con i Cantoni (decisione presa con 15 voti contro 9). Un'ulteriore minoranza vuole rinunciare a tutte le disposizioni di legge che riguardano la politica in materia di sostegno alla prima infanzia (decisione presa con 15 voti contro 9 e 1 astensione).

  • Una minoranza desidera fissare nel modello di maggioranza la percentuale tra il 10 e lo 0 per cento (decisione presa con 17 voti contro 8 rispetto al modello di maggioranza). Un'ulteriore minoranza desidera mantenere il sistema d'incentivi previsto nel progetto sottoposto a consultazione (contributo di base 10 % e contributo supplementare del 10 % al massimo), introducendo tuttavia una linearità nell'aumento di entrambi i contributi, di base e supplementare (decisione rispetto al modello di maggioranza presa con 11 voti contro 6 e 7 astensioni). Due ulteriori minoranze desiderano scostarsi dal sistema d'incentivi e prevedono, rispettivamente, un sostegno per i genitori del 10 e del 15 per cento.

  • Una minoranza desidera limitare il sostegno per i genitori ai figli fino alla conclusione della scuola primaria (decisione rispetto al modello di maggioranza, vale a dire fino alla conclusione del periodo dell'obbligo scolastico, presa con 15 voti contro 10); un'ulteriore minoranza desidera invece limitarlo ai figli in età prescolastica (decisione rispetto al modello della conclusione della scuola elementare, presa con 17 voti contro 8).

Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.02.2023

Il Consiglio federale vuole promuovere la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Tuttavia, respinge sostanzialmente l'introduzione di un contributo federale teso a ridurre i costi a carico dei genitori per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Da un lato, infatti, la custodia di bambini complementare alla famiglia è di competenza dei Cantoni e rientra anche nella responsabilità dei datori di lavoro; dall'altro, la difficile situazione finanziaria della Confederazione non consente di assumere ulteriori impegni. Inoltre, questo contributo federale implicherebbe risparmi in altri importanti ambiti di competenza della Confederazione. Qualora il Parlamento decidesse di entrare in materia sul progetto, per il Consiglio federale sarebbe necessario che fossero adempiute determinate condizioni, in particolare una maggiore partecipazione finanziaria dei Cantoni. L'Esecutivo respinge in modo chiaro l'introduzione di aiuti finanziari della Confederazione destinati ai Cantoni per lo sviluppo della custodia di bambini complementare alla famiglia e del sostegno alla prima infanzia. La competente commissione del Consiglio nazionale aveva elaborato un progetto di legge con gli strumenti di promozione summenzionati, sul quale il Consiglio federale ha espresso il suo parere nella seduta del 15 febbraio 2023. La nuova legge sostituirà il programma d'incentivazione per la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia, che si concluderà alla fine del 2024, dopo circa 22 anni.

L'iniziativa parlamentare 21.403 Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna, depositata dalla Commissione della scienza, della cultura e dell'educazione del Consiglio nazionale (CSEC-N), chiede che l'attuale programma d'incentivazione della Confederazione per la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia, di durata limitata fino alla fine del 2024, venga sostituito con un sostegno permanente. La CSEC-N ha adottato il pertinente progetto di legge nel dicembre del 2022.

Proposte della Commissione per la custodia di bambini complementare alla famiglia e il sostegno alla prima infanzia

Il progetto si prefigge di promuovere la conciliabilità tra famiglia e lavoro o formazione e migliorare le pari opportunità per i bambini in età prescolastica. In base al progetto della Commissione, in futuro la Confederazione dovrà partecipare durevolmente ai costi per la custodia istituzionale di bambini complementare alla famiglia a carico dei genitori. Per ogni figlio affidato a un servizio di custodia istituzionale sussisterà il diritto a un contributo federale dalla nascita alla fine del periodo dell'obbligo scolastico. Per i primi quattro anni dall'entrata in vigore della legge, il contributo federale corrisponderebbe al 20 per cento dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia. Successivamente, a titolo di incentivo, il Consiglio federale lo fisserebbe per ciascun Cantone in funzione del suo impegno finanziario a favore della custodia istituzionale. Secondo il progetto, il primo anno dopo l'entrata in vigore della nuova legge le spese della Confederazione per il contributo di base ammonterebbero a circa 710 milioni di franchi. Quale ulteriore incentivo, sulla base di accordi di programma la Confederazione potrebbe concedere ai Cantoni aiuti finanziari globali per lo sviluppo della custodia di bambini complementare alla famiglia e della politica di sostegno alla prima infanzia. Per il primo periodo contrattuale di quattro anni la CSEC-N chiede a tal fine un credito d'impegno di 224 milioni di franchi.

Per un sistema più snello e semplice con costi minori

Il Consiglio federale condivide il parere che la custodia di bambini complementare alla famiglia debba continuare a essere promossa e che gli enti pubblici debbano ridurre ulteriormente i costi a carico dei genitori. Tuttavia, è fondamentalmente contrario all'introduzione di un contributo federale teso a ridurre i costi a carico dei genitori per la custodia di bambini complementare alla famiglia.Da un lato, infatti, la custodia di bambini complementare alla famiglia è di competenza dei Cantoni e rientra nella responsabilità dei datori di lavoro; dall'altro, la difficile situazione finanziaria della Confederazione non consente di assumere ulteriori impegni. Inoltre, questo contributo federale implicherebbe risparmi in altri importanti ambiti di competenza della Confederazione. Qualora il Parlamento decidesse di entrare in materia sul progetto, per il Consiglio federale sarebbe necessario che fossero adempiute determinate condizioni, in particolare una maggiore partecipazione finanziaria dei Cantoni.

Il Consiglio federale si dichiarerebbe in tal caso favorevole a un contributo federale pari al massimo al 10 e non al 20 per cento dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia. Un contributo federale pari al 10 per cento dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia cagionerebbe spese per circa 360 milioni di franchi nel primo anno dopo l'entrata in vigore della legge. Dato che la competenza per la custodia di bambini complementare alla famiglia spetta in primo luogo ai Cantoni e ai Comuni, il Consiglio federale ritiene opportuna un'importante partecipazione finanziaria dei Cantoni al contributo federale. Propone pertanto un controfinanziamento tramite la riduzione di 0,7 punti percentuali della quota cantonale all'imposta federale diretta. Questo comporterebbe maggiori entrate per la Confederazione pari a circa 200 milioni di franchi all'anno, cosicché l'onere netto per la medesima ammonterebbe a 160 milioni di franchi nell'anno dell'introduzione del contributo federale. Se l'onere netto della Confederazione superasse i 200 milioni di franchi all'anno, il controfinanziamento da parte dei Cantoni andrebbe adeguato una tantum con un'ulteriore riduzione della quota cantonale. Il Consiglio federale ritiene giustificata questa forma di controfinanziamento, poiché un'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia adeguata ai bisogni permette ai Cantoni di beneficiare di vantaggi di localizzazione.

Il Consiglio federale è favorevole a una percentuale fissa e a un contributo federale uniforme per tutta la Svizzera, in modo da garantire la parità di trattamento di tutti i genitori, a prescindere dal loro Cantone di domicilio. Esprime inoltre dubbi sull'efficacia del sistema di incentivi previsto per i Cantoni. L'Esecutivo è inoltre del parere che il contributo federale debba essere concesso soltanto ai genitori che svolgono un'attività lucrativa o una formazione e che per questo motivo non possono accudire da soli i propri figli. Tale condizione di diritto è in linea con gli obiettivi del progetto, con il quale si intende migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro o formazione, contribuendo così a contrastare la carenza di personale qualificato. Infine, il Consiglio federale chiede che il contributo federale sia versato soltanto fino alla conclusione del livello primario della scuola dell'obbligo (8P Harmos), in modo da sgravare i genitori in modo mirato nella fase in cui devono sostenere costi di custodia particolarmente elevati.

Contro gli accordi di programma

Il Consiglio federale rammenta che la competenza per la custodia di bambini complementare alla famiglia e il sostegno alla prima infanzia spettano in primo luogo ai Cantoni e ai Comuni. Respinge pertanto la partecipazione della Confederazione alla metà delle spese dei Cantoni per lo sviluppo della custodia di bambini complementare alla famiglia e del sostegno alla prima infanzia, prevista dalla CSEC-N tramite gli accordi di programma. L'Esecutivo esorta peraltro Cantoni e Comuni ad assumere la propria responsabilità e a predisporre il più rapidamente possibile un'offerta di custodia adeguata ai bisogni.

Nei decenni scorsi la Confederazione ha sostenuto i Cantoni tramite il programma d'incentivazione per la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia e con contributi ai programmi cantonali volti a fondare e sviluppare la politica dell'infanzia e della gioventù. Avviato nel 2003, il programma d'incentivazione si concluderà alla fine del 2024.

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura presenta la seguente iniziativa parlamentare:

Il finanziamento di partenza temporaneo e di durata limitata previsto nella legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia dev'essere sostituito con un sostegno permanente volto a ridurre in modo determinante i contributi versati dai genitori e a migliorare l'educazione della prima infanzia, in modo da aumentare le opportunità di sviluppo dei bambini e migliorare la conciliabilità tra vita familiare e vita professionale. Il nuovo disciplinamento rispetterà il principio di sussidiarietà e terrà conto di tutti i modelli familiari.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 01.03.2023

Custodia dei figli, Confederazione chiamata alla cassa

L'aiuto concesso dalla Confederazione per ridurre i costi di custodia dei bambini dovrebbe diventare un compito perenne. Dopo un lungo dibattito, il Consiglio nazionale ha approvato oggi con 107 voti contro 79 e 5 astensioni un progetto in tal senso.

L'obiettivo è ridurre i contributi relativamente elevati dei genitori e potenziare le strutture d'accoglienza migliorando l'offerta e la qualità, ha sostenuto Valérie Piller Carrard (PS/FR) a nome della commissione. Ciò permetterà di facilitare la conciliazione della vita familiare e professionale, nel rispetto del principio di sussidiarietà, ha aggiunto la friburghese.

Concretamente, il progetto vuole sostituire il programma d'impulso della Confederazione per l'assistenza all'infanzia, in corso dall'inizio degli anni 2000 e limitato al 31 dicembre 2024, con una legge che preveda contributi regolari non limitati nel tempo.

Una minoranza democentrista avrebbe voluto non entrare in materia sul disegno di legge non da ultimo, come spiegato da Nadja Pieren (UDC/BE), perché la proposta viene giudicata in contrasto con l'area di competenza dei Cantoni. "È compito loro, e dei Comuni, organizzare, sostenere e cofinanziare la custodia dei bambini al di fuori della famiglia", ha sostenuto la bernese.

Per Pieren la legge è inoltre ingiusta, poiché "tratta i genitori in modo diseguale". Il progetto sostiene unicamente coloro che hanno scelto di affidare i figli a istituti esterni alla famiglia. "I genitori che hanno scelto un modello diverso restano a mani vuote", ha aggiunto sostenendo che non spetta alla Confederazione decidere cosa sia giusto, ma ai genitori.

"Sono vent'anni che Berna sostiene e finanzia le strutture extrafamiliari di custodia dei bambini, è quindi francamente difficile sostenere che tale compito non sia di competenza della Confederazione", ha replicato Emmanuel Amoos (PS/VS).

Il miglioramento dell'assistenza all'infanzia al di fuori della famiglia consente inoltre di lottare efficacemente contro la carenza di personale e di portare avanti un'efficace politica a favore della parità di genere. "Due temi che sono chiaramente di competenza federale e che rientrano anche nel programma legislativo del Consiglio federale", ha sottolineato il vallesano.

Di fronte alle critiche del Consiglio federale, la commissione ha però rivisto al ribasso il progetto. I genitori riceveranno un aiuto per la custodia dei figli dalla nascita fino alla fine della scuola elementare, e non fino alla fine della scuola dell'obbligo come previsto inizialmente. Tale restrizione è stata adottata dal plenum con 117 voti contro 75.

Durante le discussioni la sinistra ha tentato invano di tornare alla versione iniziale, mentre la destra avrebbe voluto limitare il sostegno fino all'inizio della scolarità obbligatoria.

L'aiuto federale ammonterà al 20% dei costi medi di un posto di custodia. Viene inoltre introdotto un meccanismo per impedire ai cantoni di ridurre la loro partecipazione. Dopo quattro anni, questi riceveranno meno fondi federali se la somma dei contributi non raggiunge un certo importo, ha spiegato la relatrice Piller Carrard.

Il progetto comporta costi aggiuntivi di circa 710 milioni di franchi, che sarebbero a carico della Confederazione durante il primo anno successivo all'entrata in vigore della legge, ha spiegato da parte sua il consigliere federale Alain Berset.

Per quel che concerne il finanziamento, la commissione aveva proposto di ricorrere anche ai maggiori introiti generati dall'imposizione minima delle grandi multinazionali elaborata su iniziativa dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del G20. Con 106 voti contro 90 il plenum ha però bocciato questa eventualità, definita da Philippe Nantermod (PLR/VS) una incongruenza giuridica.

Il plenum ha altresì bocciato l'emendamento proposto dalla destra di ridurre di 0,7 punti percentuali la quota dell'imposta federale diretta destinata ai Cantoni. "Sarebbe un affronto nei loro confronti, dato che non sono neppure stati consultati", ha evidenziato il relatore commissionale Simon Stadler (Centro/UR).

Oltre al sussidio alle famiglie, la Confederazione potrà concedere ai Cantoni un sostegno finanziario per lo sviluppo dell'assistenza extrafamiliare all'infanzia. Il Nazionale ha stanziato a tale scopo 224 milioni di franchi per quattro anni. La proposta di dimezzare tale credito è stata bocciata con 102 voti contro 88 e tre astenuti.

Con questi fondi Berna potrà in particolare sostenere l'istituzione di posti per la custodia complementare alla famiglia, l'attuazione di misure per adeguare l'offerta ai bisogni dei genitori (ampliamento e flessibilizzazione degli orari) e l'adozione di misure per migliorare la qualità pedagogica dei servizi per di custodia.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.12.2024

CSt: custodia figli, verso nuovo assegno mensile per i genitori
Per la custodia dei bambini fino agli otto anni di età, i genitori devono poter percepire un sussidio sotto forma di assegni mensili. È il parere di una maggioranza del Consiglio degli Stati, che oggi ha approvato - con 27 voti favorevoli, 15 contrari e una astensione - l'entrata in materia di un progetto proposto dalla Commissione competente.

Il nuovo modello - che funge da controprogetto indiretto all'iniziativa del PS "sugli asili nido" che mira a garantire ad ogni bambino il diritto all'assistenza extrafamiliare - prevede un sussidio a lungo termine versato ai genitori "fino a che i figli non avranno compiuto l'età di otto anni", ha spiegato Benedikt Würth (Centro/SG) a nome della Commissione. La richiesta espressa da una minoranza di estendere il limite di età dei bambini fino a 12 anni, è stata respinta.

"L'assegno ammonterebbe a un minimo di 100 franchi mensili per ciascun figlio affidato almeno un giorno alla settimana ad un'istituzione e un compenso aggiuntivo di 50 franchi per ogni mezza giornata supplementare di custodia nell'arco di una settimana", ha aggiunto Würth, precisando che "il finanziamento verrebbe stabilito dai Cantoni, analogamente agli assegni familiari".

La possibilità - auspicata da una minoranza - di concedere questo sostegno finanziario anche in caso di custodia presso terzi, come ad esempio nel caso in cui siano i nonni ad accudire i nipotini, è invece stata bocciata.

Durante il lungo dibattito, una minoranza si è battuta per un finanziamento "misto" e per un disegno che includa la partecipazione da parte della Confederazione nella misura di al massimo 200 milioni di franchi, oltre al sussidio dei Cantoni, con la possibilità da parte di questi ultimi di prevedere un contributo anche dei datori di lavoro, degli impiegati o dei lavoratori indipendenti, ha proposto Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU).

A tale proposito però Fabio Regazzi (Centro/TI) ha risposto che questi ambiti di promozione devono rientrare "nella sfera di competenza dei Cantoni e dei Comuni", e che dunque nell'oggetto in discussione "non dovrebbe essere incluso alcun sostegno della Confederazione".

Il "senatore" ticinese ha inoltre messo in discussione l'elargizione degli aiuti ad annaffiatoio, ritenendo che gli assegni, così concepiti, "non prendono in considerazione il reddito né i bisogni specifici" delle singole famiglie. I mezzi verrebbero pertanto elargiti anche alle economie domestiche che non ne hanno bisogno.

Il dibattito non è ancora concluso

L'obiettivo del nuovo disegno di legge è quello di incentivare un maggior numero di genitori a svolgere un'attività lavorativa. Stando ai dati dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), la Confederazione ha sostenuto con 451 milioni di franchi la creazione di oltre 70'000 nuovi posti per la custodia di bambini dall'entrata in vigore della relativa legge, un ventennio fa.

Il progetto prevede ora di ancorare in modo definitivo il finanziamento e di trovare una soluzione a lungo termine, poiché il programma, entrato in vigore nel 2003 e prorogato a più riprese, è destinato a scadere alla fine del 2026.

Per fare fronte al problema, lo scorso anno il Consiglio nazionale si era espresso a favore di un progetto che prevede un contributo federale, ovvero un sussidio da parte della Confederazione che copra fino al 20% dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia per i primi quattro anni dall'entrata in vigore. Il costo è stato stimato in circa 710 milioni di franchi annui.

La consigliera federale socialista Elisabeth Baume-Schneider, dal canto suo, si è mostrata aperta alla soluzione proposta dagli Stati. L'Esecutivo è infatti del parere che il sussidio duraturo vada gestito dai Cantoni, senza dunque gravare sulle finanze della Confederazione.

La deliberazione di dettaglio non si è tuttavia conclusa oggi e riprenderà nel corso della terza settimana di sessione. I "senatori" non hanno ancora stabilito, ad esempio, se la Confederazione sarà effettivamente chiamata alla cassa.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.12.2024

Custodia figli, approvato nuovo assegno per i genitori

Per la custodia extra-famigliare dei figli, i genitori riceveranno un sussidio sotto forma di assegni mensili. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando la relativa legge con 27 voti a 14. Il finanziamento dovrà essere assicurato dai Cantoni.

Durante le discussioni - iniziate la settimana scorsa - la sinistra ha difeso la variante di un finanziamento misto, con un contributo della Confederazione di 200 milioni di franchi all'anno al massimo. Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU) ha denunciato il fatto che il Parlamento introduce un obbligo per i Cantoni senza però dare il benché minimo contributo a livello finanziario.

Per Benedikt Würth (Centro/SG), che ha parlato a nome della commissione, si tratta invece di rispettare il federalismo. Ogni Cantone deve poter decidere autonomamente, perché conosce la propria situazione, in particolare in merito alla questione dei contributi, ha aggiunto convincendo il plenum, che l'ha seguito con 24 voti a 15.

Il nuovo modello - che funge da controprogetto indiretto all'iniziativa del PS "sugli asili nido" - prevede un sussidio a lungo termine versato ai genitori fino a che i figli non avranno compiuto l'età di otto anni. L'assegno ammonterà a un minimo di 100 franchi mensili per ciascun figlio affidato almeno un giorno alla settimana ad un'istituzione e un compenso aggiuntivo di 50 franchi per ogni mezza giornata supplementare di custodia nell'arco di una settimana. Il finanziamento, come detto, sarà stabilito dai Cantoni, analogamente a quanto avviene con gli assegni familiari.

Il progetto approvato oggi rimpiazza il sostegno federale alla creazione di nuovi posti negli asili nido. L'attuale programma, entrato in vigore nel 2003 e prorogato a più riprese, è destinato a scadere alla fine del 2026.

Stando ai dati dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), la Confederazione ha sostenuto con 451 milioni di franchi la creazione di oltre 70'000 nuovi posti per la custodia di bambini. L'obiettivo è incentivare un maggior numero di genitori a svolgere un'attività lavorativa.

Da notare che lo scorso anno il Consiglio nazionale aveva adottato una soluzione diversa. La Camera del popolo si era espressa a favore di un progetto che prevede un contributo federale, ovvero un sussidio da parte della Confederazione che copra fino al 20% dei costi medi per un posto di custodia di bambini complementare alla famiglia per i primi quattro anni dall'entrata in vigore. Il costo è stato stimato in circa 710 milioni di franchi annui.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 06.05.2025

Custodia figli, verso nuovo assegno per i genitori
Per la custodia extra famigliare dei bambini fino agli otto anni di età, i genitori devono poter percepire un sussidio sotto forma di assegni mensili. Allineandosi al Consiglio degli Stati, oggi anche il nazionale si è espresso a favore di questo modello che dovrà sostituire l'attuale programma federale di sostegno agli asili nido, entrato in vigore nel 2003, che scadrà alla fine del 2026.

Rispetto agli Stati, il Nazionale intende però mantenere gli accordi di programma con i Cantoni, mediante un finanziamento di 200 milioni di franchi - inviso a UDC e PLR - su quattro anni garantito dalla Confederazione.

Gli accordi di programma dovrebbero promuovere lo sviluppo di strutture di assistenza all'infanzia per i bambini e i bambini disabili, nonché lo sviluppo di una politica di promozione della prima infanzia. Il Consiglio nazionale ha incluso misure volte a migliorare la qualità dell'assistenza, nonché a facilitare la conciliazione tra vita familiare e lavorativa.

In merito al nuovo assegno per la custodia dei bambini, basato sul modello degli assegni familiari, si tratta di un contributo concesso ai genitori che lavorano con figli fino a otto anni di età che vengono accuditi in un asilo nido o un servizio di doposcuola. L'assegno è disponibile anche per i genitori che non esercitano un'attività lucrativa, se sono impegnati in un corso di studi o di formazione.

L'assegno dovrebbe ammontare a un minimo di 100 franchi mensili per ciascun figlio affidato almeno un giorno alla settimana ad un'istituzione, con un compenso aggiuntivo di 50 franchi per ogni mezza giornata supplementare di custodia nell'arco di una settimana. Il finanziamento sarà stabilito dai Cantoni, analogamente a quanto avviene con gli assegni familiari.

Per i bambini disabili, il Consiglio degli Stati aveva deciso che il sostegno dovrebbe essere da una volta e mezza a due volte superiore se i costi dell'assistenza speciale sono più elevati. Il Consiglio nazionale ha stabilito invece che l'aiuto dovrà essere da una volta e mezza a tre volte superiore in questi casi.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.09.2025

Futuro finanziamento asili nido prende forma

La Confederazione continuerà a partecipare al finanziamento degli asili nido. Dopo aver inizialmente espresso parere negativo, oggi la Camera dei cantoni ha infatti accettato i cosiddetti accordi programmatici, nonché un sostegno federale.

Stamane il Consiglio degli Stati ha nuovamente discusso il cosiddetto progetto di legge sugli asili nido. Si tratta di un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare della sinistra "Per una custodia di bambini complementare alla famiglia che sia di qualità e a prezzi abbordabili per tutti (Iniziativa sugli asili nido)".

L'attuale programma di sostegno federale alla custodia extrafamiliare, in vigore dal 2003, terminerà alla fine del 2026. Il Parlamento è alla ricerca di soluzioni a più lungo termine ed è d'accordo per un nuovo assegno di custodia per i bambini fino a otto anni. Come il Nazionale, anche i "senatori" intendono ora coinvolgere non solo i Cantoni e i Comuni, ma anche la Confederazione.

Sì ad accordi programmatici

Dopo aver inizialmente espresso parere negativo, oggi - con 26 voti contro 19 (UDC, PLR e alcuni centristi) - la Camera dei cantoni ha infatti accettato gli accordi programmatici attualmente in vigore con le autorità cantonali.

Durante il dibattito, il "senatore" Benjamin Mühlemann (PLR/GL) ha chiesto al plenum di rifiutare qualsiasi sostegno federale a lungo termine, poiché l'assistenza extrafamiliare è di competenza dei Cantoni. Dal canto suo, Flavia Wasserfallen (PS/BE) ha invocato il principio di sussidiarietà della Confederazione.

Oggi ci sono più persone che lavorano. Ma "chi si occupa dei bambini" se non si vuole aumentare la percentuale a tempo parziale, se non si vuole finanziare la custodia extrafamiliare e ci si lamenta del calo della natalità, si è chiesto Pierre-Yves Maillard (PS/VD).

Sebbene le esigenze e le offerte varino da regione a regione, questi accordi sono uno strumento collaudato per creare strutture di accoglienza, in particolare per i bambini con disabilità, ha aggiunto Isabelle Chassot (Centro/FR). Si tratta di offrire pari opportunità, le ha fatto eco Wasserfallen. Sostenere le famiglie va a vantaggio di tutti, anche dell'economia, per una società più inclusiva, ha aggiunto Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU).

100 milioni in quattro anni

A differenza del Consiglio nazionale, che vorrebbe stanziare per queste convenzioni un aiuto federale di 200 milioni di franchi per i primi quattro anni dopo l'entrata in vigore della legge, gli Stati hanno però accettato solo la metà dell'importo, ovvero 100 milioni per il periodo in questione.

Durante le discussioni, la sinistra chiedeva 156 milioni per i quattro anni. Dal canto loro, l'UDC, il PLR e alcuni centristi volevano cancellare l'intero importo.

Le convenzioni devono favorire lo sviluppo dell'offerta di custodia per i bambini e per i bambini con disabilità.

Il Consiglio nazionale vorrebbe includere anche misure volte a migliorare la qualità dell'offerta sotto il profilo pedagogico e strutturale, nonché a consentire una migliore conciliazione tra vita familiare e professionale. Su questo punto, il Consiglio degli Stati ha detto "no", con grande disappunto della sinistra.

Assegno di custodia

Il nuovo assegno di custodia deve essere versato ai genitori che esercitano un'attività lucrativa per i figli fino a otto anni che sono accuditi in una struttura di accoglienza extrafamiliare, come un asilo nido o un servizio parascolastico. La Camera dei Cantoni desidera stabilire un reddito minimo per il secondo genitore come condizione per beneficiare dell'assegno. Ciò dovrebbe incoraggiare l'attività professionale dei genitori.

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider non era "entusiasta" di questa condizione, ma non si è opposta formalmente. Ha ricordato che il ricorso alle offerte di custodia extrafamiliare non dipende solo dal fatto che entrambi i genitori lavorino, citando il numero di figli, la cultura familiare o l'offerta disponibile nelle vicinanze.

L'assegno deve essere inoltre concesso solo quando il bambino è affidato a una struttura di accoglienza in cui si parla una lingua nazionale, hanno inoltre insistito i senatori. Non deve invece essere versato quando la custodia del bambino è assicurata in uno Stato dell'UE o dell'AELS.

Bambini con disabilità

L'assegno deve ammontare ad almeno 100 franchi al mese ed essere aumentato di 50 franchi per ogni mezza giornata di assistenza supplementare. Per i bambini con disabilità, l'aiuto deve essere da una volta e mezzo a due volte più elevato quando i costi legati all'assistenza specifica sono più elevati, ha ribadito il Consiglio degli Stati.

La sinistra, sostenuta da alcuni rappresentanti del PLR e del Centro, avrebbe voluto seguire il Consiglio nazionale, secondo cui in questi casi l'aiuto dovrebbe essere da una volta e mezzo a tre volte superiore. Ma la maggioranza dei "senatori" ha bocciato tale proposta.

Iniziativa asili nido

Come detto, il progetto è stato presentato come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare sulle strutture di accoglienza per la prima infanzia del PS, che mira a garantire a ogni bambino, dai tre mesi fino al termine della scuola dell'obbligo, un posto in un asilo nido o in una struttura di custodia extrascolastica o parascolastica. Oggi in aula solo la sinistra ha sostenuto l'iniziativa, adducendo che il controprogetto non è sufficientemente incisivo.

L'iniziativa comporterebbe costi pari a 3,5 miliardi di franchi, di cui due terzi a carico della Confederazione. Secondo Chassot, si tratta di una cifra eccessiva, che preferirebbe vedere destinata ad altri compiti, come la formazione professionale. Anche la consigliera federale Baume-Schneider ha sottolineato che la partecipazione federale richiesta è troppo elevata.

Il dossier passa ora al Consiglio nazionale, che si occuperà nuovamente del progetto verosimilmente durante la sessione invernale. Il termine per l'esame dell'iniziativa è stato quindi prorogato di un anno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2025

CN: assegni di custodia per bambini affidati a cura esterna

In futuro, in Svizzera l'assistenza extrafamiliare dei bambini dovrebbe essere sostenuta mediante un nuovo assegno di custodia per i bambini fino a otto anni.

È quanto stabilito oggi dal Consiglio nazionale, che ha eliminato le ultime divergenze con gli Stati sul disegno di legge che fa da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare della sinistra "Per una custodia di bambini complementare alla famiglia che sia di qualità e a prezzi abbordabili per tutti (Iniziativa sugli asili nido)". Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Il disegno di legge approvato oggi dovrà sostituire l'attuale programma di sostegno federale alla custodia extrafamiliare, in vigore dal 2003, che terminerà alla fine del 2026.

Il Parlamento ha quindi cercato una soluzione a più lungo termine dicendosi d'accordo per un nuovo assegno di custodia per i bambini fino a otto anni che coinvolga non solo i Cantoni e i Comuni, ma anche la Confederazione.

Il disegno di legge include gli accordi programmatici attualmente in vigore con le autorità cantonali. Sebbene le esigenze e le offerte varino da regione a regione, questi accordi sono uno strumento collaudato per creare strutture di accoglienza, in particolare per i bambini con disabilità, hanno sostenuto in aula i sostenitori di questa soluzione.

Per quanto attiene all'aiuto finanziario di Berna, il Nazionale ha optato per la soluzione degli Stati, ossia 100 milioni di franchi per i primi quattro anni dall'entrata in vigore della legge. In un primo momento la camera del popolo proponeva 200 milioni, ma alla fine ha dovuto cedere di fronte alla detereminazione dei "senatori". Il tentativo odierno di innalzare tale somma a 156 milioni come chiesto dal campo rosso-verde è stato bocciato.

Le convenzioni dovranno favorire lo sviluppo dell'offerta di custodia per i bambini e per i bambini con disabilità, nonché lo sviluppo della politica di promozione della prima infanzia. La sinistra avrebbe voluto includere anche misure volte a migliorare la qualità dell'offerta sotto il profilo pedagogico e strutturale, nonché a consentire una migliore conciliazione tra vita familiare e professionale. Anche su questo punto, il plenum ha seguito gli Stati.

Assegno di custodia

Il nuovo assegno di custodia deve essere versato ai genitori che esercitano un'attività lucrativa per i figli fino a otto anni che sono accuditi in una struttura di accoglienza extrafamiliare, come un asilo nido o un servizio parascolastico. Il plenum ha stabilito un reddito minimo per il secondo genitore come condizione per beneficiare dell'assegno. Ciò dovrebbe incoraggiare l'attività professionale dei genitori.

L'assegno deve essere inoltre concesso solo quando il bambino è affidato a una struttura di accoglienza in cui si parla una lingua nazionale. Non deve invece essere versato quando la custodia del bambino è assicurata in uno Stato dell'UE o dell'AELS.

Bambini con disabilità

L'assegno deve ammontare ad almeno 100 franchi al mese ed essere aumentato di 50 franchi per ogni mezza giornata di assistenza supplementare. Per i bambini con disabilità, l'aiuto deve essere da una volta e mezzo a due volte più elevato quando i costi legati all'assistenza specifica sono più elevati.

La sinistra voleva che l'aiuto fosse da una volta e mezzo a tre volte superiore. Ma anche in questo caso, la maggioranza della camera ha risposto picche.

Vedi anche

24.058 Oggetto del Consiglio federale

«Per una custodia di bambini complementare alla famiglia che sia di qualità e a prezzi abbordabili per tutti (Iniziativa sugli asili nido)». lniziativa popolare

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