21.4140 · Interpellanza · 2021-09-29
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
L'espulsione dei richiedenti l'asilo respinti costituisce un aspetto importante per garantire la credibilità della politica d'asilo, sia nei confronti dei richiedenti senza motivi d'asilo degni di riconoscimento sia nei confronti della popolazione.
L'attuale prassi in materia di espulsione è un processo lungo e complicato, che in alcuni casi è ostacolato, a volte addirittura impedito, dalla renitenza degli interessati e dall'insufficiente cooperazione dei loro Paesi di provenienza. I costi sono enormi, come dimostrano le risposte del Consiglio federale alle pertinenti domande poste dal Parlamento. Il Consiglio federale dovrebbe pertanto potenziare la collaborazione con altri governi così da poter procedere insieme ai rimpatri coatti, con una maggiore efficienza.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. I colloqui dello scorso agosto a Berna tra il Ministro degli interni austriaco e il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia porteranno risultati concreti in relazione a progetti comuni di espulsione?
2. Sono in corso colloqui con altri Stati partner in vista della cooperazione nel rimpatrio coatto di cittadini stranieri?
3. Il Consiglio federale è disposto ad assumersi l'iniziativa e a profondere, in collaborazione con altri Paesi europei, nuovi e maggiori sforzi per indurre il governo eritreo a riammettere i propri cittadini?
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 2. La Svizzera e l'Austria intrattengono contatti regolari in materia di cooperazione migratoria. In questo senso, anche la visita del Ministro austriaco dell'interno è servita a cementare queste relazioni. Nel settore del ritorno, il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia e il suo omologo austriaco hanno convenuto sull'opportunità di effettuare rimpatri congiunti dei richiedenti l'asilo respinti. Entrambi i Paesi si adoperano sul piano europeo per rafforzare la politica europea in materia di ritorno. La Svizzera e l'Austria organizzano voli congiunti UE sotto la loro responsabilità e partecipano a questi voli, coordinati e finanziati da Frontex. Per ognuno di questi voli UE, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina, in base alle esigenze espresse dai Cantoni, se sia necessaria una partecipazione svizzera. Quest'anno la Svizzera ha finora partecipato a sette di questi voli (stato al 30 settembre 2021). Nel 2020 la pandemia ha impedito di organizzare voli di questo tipo. Nel 2019 la Svizzera ha potuto partecipare a 13 voli, nel 2018 a 29. Per il nostro Paese, l'onere organizzativo e finanziario per i voli congiunti UE è minore rispetto a quello che dovrebbe sostenere se organizzasse voli propri. In anni normali, i rimborsi versati da Frontex permettono di risparmiare circa 1,5 milioni di franchi. Il recepimento del nuovo regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (2019/1896/UE) mira a potenziare ulteriormente la cooperazione europea in materia di ritorno. Il Parlamento ha accolto il pertinente disegno di legge nella sessione autunnale 2021.
3. La Svizzera intrattiene con l'Eritrea un dialogo a livello sia bilaterale sia quadrilaterale (insieme a Germania, Svezia e Norvegia). Questi contatti sono attualmente ripresi. I Segretari di Stato del DFAE e del DFGP hanno di recente incontrato a Berna il consigliere del Presidente eritreo. Sono state tematizzate anche questioni migratorie, ma non si è potuto constatare alcun cambiamento nella posizione dell'Eritrea. Quale Stato associato a Schengen, la Svizzera partecipa pure alle iniziative europee volte a migliorare la collaborazione con Stati terzi prioritari per il nostro Paese nel settore dell'asilo e del ritorno. La Svizzera proseguirà gli sforzi profusi. Visto il rifiuto categorico dell'Eritrea di cooperare ai rimpatri coatti e considerato che anche le pesanti misure di ritorsione da parte di Paesi come gli Stati Uniti nei confronti dell'Eritrea sono state infruttuose, nulla fa supporre che un'azione concertata produrrebbe risultati concreti.
Risposta del Consiglio federale.